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Tutto il mondo è Transilvania

Un mattatoio tedesco in una scena del film Animali Selvatici del rumeno Cristian Mungiu

 
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R.M.N. Ha il nome di una tecnica diagnostica, Risonanza Magnetica Nucleare (anzi, in rumeno, Rezonanta Magnetica Nucleara) il film di Cristian Mungiu da ieri nelle sale italiane col titolo Animali selvatici. È infatti una scansione dei nostri cervelli, in questo caso sociali, nel tentativo di mostrare, forse capire, cosa c’è sotto e cosa c’è dentro quando si attivano i circuiti della xenofobia. Cervelli comunque animali, per tornare al titolo italiano, dove gli istinti arcaici, aggressivi ed espulsivi, non sono tenuti a bada dalle capacità corticali (nella storia cerebrale dell’umanità, ben più tardive) di cooperazione, empatia e interazione sociale.

È quasi Natale, Matthias si è malamente licenziato da un mattatoio tedesco dove il caposquadra lo chiamava “zingaro pigro…

R.M.N. Ha il nome di una tecnica diagnostica, Risonanza Magnetica Nucleare (anzi, in rumeno, Rezonanta Magnetica Nucleara) il film di Cristian Mungiu da ieri nelle sale italiane col titolo Animali selvatici. È infatti una scansione dei nostri cervelli, in questo caso sociali, nel tentativo di mostrare, forse capire, cosa c’è sotto e cosa c’è dentro quando si attivano i circuiti della xenofobia. Cervelli comunque animali, per tornare al titolo italiano, dove gli istinti arcaici, aggressivi ed espulsivi, non sono tenuti a bada dalle capacità corticali (nella storia cerebrale dell’umanità, ben più tardive) di cooperazione, empatia e interazione sociale.

È quasi Natale, Matthias si è malamente licenziato da un mattatoio tedesco dove il caposquadra lo chiamava “zingaro pigro”. Torna a casa, in Transilvania. Terra che, fin dal nome, parla di transiti, etnici, culturali e geopolitici: romeni, magiari, rom, tedeschi... Anche la vita di Matthias corre sul filo complicato delle convivenze: un figlio da crescere, una donna che non ama più, una donna che ama ancora,
un padre malato. La vita del villaggio cambia quando alcuni operai cingalesi vengono assunti dal piccolo stabilimento hi-tech che, con sovvenzioni Ue, sforna pane per tutta la zona. Basta questa piccola novità, queste mani nere che impastano il pane bianco degli europei, per trasformare gli individui in massa, attivare paure ancestrali e i conseguenti stati di rabbia, paranoia, ostilità. Si rinforzano i legami intra-gruppo anche tra chi, fino al giorno prima, si disprezzava. A un certo punto arriva sempre qualcuno che è più nero di te. Mungiu gira un film cupo e pessimista, o forse semplicemente realista, nonostante la vena onirica. La sua Transilvania è tutto il mondo, la sua R.M.N. rileva tumori tribali e populisti che sotto ai nostri occhi stanno formando rapide metastasi.

Sul Venerdì del 7 luglio 2023

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