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Maria Goretti, santa bambina

Un santino di Santa Maria Goretti uccisa nel 1902

 
BRUTTE STORIE Al di là delle pronunce della Chiesa, fu uno straziante femminicidio
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Un sabato di luglio del 1902, poco dopo pranzo, Alessandro afferra Maria per un braccio e la tira in casa, trascinandola in cucina.

Gli altri sono tutti fuori, a lavorare o a sonnecchiare, chi può, nella canicola dell’Agro Pontino, nell’aia del grande casale di Ferriere di Conca, vicino all'attuale Latina, dove le famiglie contadine di Alessandro e di Maria si sono trasferite dalle Marche per sfuggire alla fame, alla malaria e alla miseria andando a lottare da un’altra parte contro la stessa fame, malaria e miseria, sempre senza acqua corrente, senza luce elettrica, senza servizi, senza niente.

Maria era seduta sulla scala d’ingresso a rammendare una camicia quando Alessandro l’ha chiamata in casa e siccome lei tardava è andato a prenderla con la forza. Prima che lei riuscisse a parlare l’ha stesa su una panca, le ha schiacciato uno straccio sulla bocca perché non gridasse e le ha sollevato la gonna. Maria ha lottato con tutte le sue forze, ha cercato di urlare e quando c’è riuscita h…

Un sabato di luglio del 1902, poco dopo pranzo, Alessandro afferra Maria per un braccio e la tira in casa, trascinandola in cucina.

Gli altri sono tutti fuori, a lavorare o a sonnecchiare, chi può, nella canicola dell’Agro Pontino, nell’aia del grande casale di Ferriere di Conca, vicino all'attuale Latina, dove le famiglie contadine di Alessandro e di Maria si sono trasferite dalle Marche per sfuggire alla fame, alla malaria e alla miseria andando a lottare da un’altra parte contro la stessa fame, malaria e miseria, sempre senza acqua corrente, senza luce elettrica, senza servizi, senza niente.

Maria era seduta sulla scala d’ingresso a rammendare una camicia quando Alessandro l’ha chiamata in casa e siccome lei tardava è andato a prenderla con la forza. Prima che lei riuscisse a parlare l’ha stesa su una panca, le ha schiacciato uno straccio sulla bocca perché non gridasse e le ha sollevato la gonna. Maria ha lottato con tutte le sue forze, ha cercato di urlare e quando c’è riuscita ha implorato Alessandro di smetterla, ma lui non lo ha fatto.

Qualcosa, però, è andato storto, perché Alessandro ha afferrato un punteruolo di ferro che aveva appoggiato sul tavolo e con quello ha cominciato a colpire Maria, sulla pancia, sulle braccia che aveva sollevato per difendersi, su un fianco e poi nella schiena quando ha cercato di scappare. Quindici colpi, che provocano la morte di Maria, poco più tardi, dopo che è stata inutilmente soccorsa all’ospedale di Nettuno.

Maria aveva undici anni, Alessandro diciannove.

Alessandro finisce in carcere, condannato a trent’anni, li sconta quasi tutti e passa il resto della vita a fare il giardiniere in un convento. Maria viene canonizzata dalla Chiesa e diventa santa, santa Maria Goretti. Che sia soltanto martire della miseria, canonizzata in fretta e furia per offrire un esempio di fede e castità alle giovani generazioni inquiete a cavallo della guerra, come scrive Giordano Bruno Guerri nel suo Povera santa, povero assassino, o effettivamente una santa come sostiene il processo canonico del Vaticano, Maria è sempre e comunque quello: una bambina abusata e uccisa da un ragazzo.

Una donna ammazzata da un uomo.

Un brutto, agghiacciante, straziante femminicidio.

Sul Venerdì del 7 luglio 2023

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