Dynasty in Parlamento
di Michele Serra(Illustrazione di Gipi)
Caro Michele Serra,
per favore, mi dica che non sono il solo a rimanere allibito nel leggere come viene scelto il candidato che dovrà presentarsi alle elezioni per ottenere il seggio reso vacante dalla morte di Berlusconi. Si parla di un “gabinetto” di famiglia che, dopo aver valutato alcuni nomi (tutti con lo stesso cognome) avrebbe indicato Adriano Galliani come il perfetto successore del defunto senatore. I tanti anni di vicinanza lo rendono quasi uno ‘“zio”, uno di famiglia. Indipendentemente dal valore delle idee e delle persone, non riesco a capire come l’avere individuato in Berlusconi il rappresentante di un ideale politico possa adesso tradursi nella capacità, trasmessa alla sua famiglia, di promuovere quelle stesse idee e nominare un nuovo campione di quello stesso ideale. Di che tipo di trasmissione si tratta? È una qualità del sangue? Lungi dall’essere un sistema perfetto, la democrazia valuta ciascuna persona in sé, e non attribuisce poteri che vanno oltre il ruolo assegn…
Caro Michele Serra,
per favore, mi dica che non sono il solo a rimanere allibito nel leggere come viene scelto il candidato che dovrà presentarsi alle elezioni per ottenere il seggio reso vacante dalla morte di Berlusconi. Si parla di un “gabinetto” di famiglia che, dopo aver valutato alcuni nomi (tutti con lo stesso cognome) avrebbe indicato Adriano Galliani come il perfetto successore del defunto senatore. I tanti anni di vicinanza lo rendono quasi uno ‘“zio”, uno di famiglia. Indipendentemente dal valore delle idee e delle persone, non riesco a capire come l’avere individuato in Berlusconi il rappresentante di un ideale politico possa adesso tradursi nella capacità, trasmessa alla sua famiglia, di promuovere quelle stesse idee e nominare un nuovo campione di quello stesso ideale. Di che tipo di trasmissione si tratta? È una qualità del sangue? Lungi dall’essere un sistema perfetto, la democrazia valuta ciascuna persona in sé, e non attribuisce poteri che vanno oltre il ruolo assegnato dal voto democratico. Votando Silvio Berlusconi non si è attribuito a nessun “gabinetto “ familiare la facoltà di designarne il successore. Se fossi veramente solo a sbalordirmi per quanto sta succedendo, credo che dovremmo preoccuparci per lo stato della democrazia. Se la maggior parte delle persone non attribuisce un valore a determinate cose, democraticamente quelle cose perdono valore. E se, infine, tra quelle cose c’è la democrazia stessa, democraticamente la democrazia perde valore.
Renato Brandimarti
Caro Brandimarti, non è il solo. Anche a me è sembrato sbalorditivo che “la famiglia” individuasse il successore di Berlusconi in Parlamento, come se si trattasse di una faccenda dinastica. Con la conseguente (meritata) umiliazione di un partito, Forza Italia, trattato da dépendance: partito-azienda uguale partito-famiglia, essendo Mediaset un’azienda-famiglia.
Mi dica lei se ha la dignità di un partito un gruppo di persone legato mani e piedi – anche economicamente – all’arbitrio e ai destini della famiglia che lo possiede. Del resto l’intera parabola di Berlusconi, che pure si è svolta dentro la democrazia, ha potuto prescindere in toto da ogni regola democratica: a partire dal conflitto di interessi, la politica non ha avuto regola alcuna che lo potesse piegare o contenere; è stata per lui uno strumento di potere, non certo un servizio da offrire alla collettività secondo le modalità riconosciute, uguali per tutti, non per lui. Quelle modalità, semplicemente, lui non le capiva. Non ne capiva il senso e il valore. Così come non aveva il senso del limite, di pari passo non ebbe quello della democrazia, che non è solo un bla-bla attorno alle “libertà”, è un tentativo di equilibrio dei poteri: e dunque si fonda, oltre che sulle possibilità, proprio sui limiti. Ieri il berlusconismo venne favorito, oltre che dallo zelo degli amici e dei clienti, dall’acquiescenza degli indifferenti, oggi ciò che ne rimane potrà giovarsi dello stesso clima.
Che la democrazia possa partorire situazioni antidemocratiche è del resto un problema conclamato. Io credo che dall’ingresso di Trump alla Casa Bianca in poi, ci si debba arrendere all’idea che la democrazia è il solo sistema in grado di consegnarsi – democraticamente – a chi la odia.
Sul Venerdì del 14 luglio 2023