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Leggo dunque viaggio: i libri consigliati da Corrado Augias

Corrado Augias (Getty Images)

 
Storia, romanzi, musica: una “Super-Babele” con i suggerimenti per l’estate. Per chi parte ma anche per chi resta
4 minuti di lettura

Molti anni fa Italo Calvino scrisse un corsivo ironico sulle Vacanze del buon lettore. Cominciava così: «Il buon lettore aspetta le vacanze con impazienza. Ha rimandato alle settimane che passerà in una solitaria località marina o montana un certo numero di letture che gli stanno a cuore e già pregusta la gioia delle sieste all’ombra, il fruscio delle pagine, l’abbandono al fascino di altri mondi trasmesso dalle fitte righe dei capitoli...».

Nel breve racconto le cose vanno poi in tutt’altro modo e il “buon lettore” torna a casa senza averli nemmeno aperti, i libri. Nel caso dei lettori del Venerdì questo non succederà. Perché in gran parte sono davvero “buoni lettori” e perché conoscono il trucco: portarne pochi, anche uno solo, però amato. Per chi deve dare consigli c’è qui un problema supplementare, i buoni libri come i buoni abiti devono essere su misura. Quando le misure sono ignote si va per tentativi, puntando sulla qualità e l’attualità.

Comincio quindi dalla storia che in q…

Molti anni fa Italo Calvino scrisse un corsivo ironico sulle Vacanze del buon lettore. Cominciava così: «Il buon lettore aspetta le vacanze con impazienza. Ha rimandato alle settimane che passerà in una solitaria località marina o montana un certo numero di letture che gli stanno a cuore e già pregusta la gioia delle sieste all’ombra, il fruscio delle pagine, l’abbandono al fascino di altri mondi trasmesso dalle fitte righe dei capitoli...».

Nel breve racconto le cose vanno poi in tutt’altro modo e il “buon lettore” torna a casa senza averli nemmeno aperti, i libri. Nel caso dei lettori del Venerdì questo non succederà. Perché in gran parte sono davvero “buoni lettori” e perché conoscono il trucco: portarne pochi, anche uno solo, però amato. Per chi deve dare consigli c’è qui un problema supplementare, i buoni libri come i buoni abiti devono essere su misura. Quando le misure sono ignote si va per tentativi, puntando sulla qualità e l’attualità.

Comincio quindi dalla storia che in questo momento, si potrebbe dire, preme alle porte. Neri Pozza manda in libreria il capolavoro di Barbara Tuchman Cannoni d’agosto, uno dei testi più affascinanti, e meglio scritti, su “come e perché l’Europa sprofondò nella Prima guerra mondiale” (è il sottotitolo). La narrazione ha una tale forza di coinvolgimento da sembrare inventata; è invece solidamente fondata su lunghe ricerche. Non ho bisogno di sottolineare come la cecità che causò quel cataclisma evochi altre inquietanti cecità che si vedono in giro.

Sempre per Neri Pozza, lo storico (ma anche giornalista) Max Hastings pubblica La battaglia di mezzo agosto, vinta dagli alleati, cruciale per il possesso dell’isola di Malta, dunque per il controllo del Mediterraneo. Siamo stavolta all’epoca della Seconda guerra mondiale: l’isoletta era stata martellata a lungo dalle forze germaniche e italiane, la popolazione e la guarnigione erano allo stremo. Hastings racconta come un’imponente flotta partita dalla Gran Bretagna raddrizzò le sorti dell’isola assicurando la finale vittoria in questo fronte.

Vasilij Grossman (Alamy / Ipa)

 

Di Vasilij Grossman, sommo narratore, Adelphi ha pubblicato Stalingrado. Nelle intenzioni di Hitler e Mussolini sfondare a Stalingrado sarebbe stata la premessa per la dissoluzione dell’Unione Sovietica. L’impresa non riuscì. La resistenza di esercito e popolo fu disperata, eroica, condotta in condizioni disumane. Però strenua. Stalingrado, e poi lo sbarco in Normandia, sono state due tappe fondamentali per la vittoria finale nel ‘45. Non è impossibile che il ricordo di quella vittoria (“la grande guerra patriottica”) accenda ancora oggi le ambizioni di Vladimir Putin.


Emilio Gentile, uno dei massimi storici del Fascismo, compie un “ritorno alla nostra Storia” con il suo Totalitarismo 100 (Salerno editore). Cento anni fa entrava nel linguaggio politico italiano l’aggettivo “totalitario”, seguito poi dal sostantivo “totalitarismo”: due neologismi, coniati dagli antifascisti, che l’Italia ha regalato al vocabolario politico del mondo. Le pagine di Gentile illustrano con illuminanti esempi che cosa abbia voluto dire la progressiva affermazione di quell’idea nella vita degli italiani e dello Stato.

Aiuta molto ad acquisire una visione d’insieme sulla critica geopolitica contemporanea il saggio storico-geografico di Maurizio Molinari Il ritorno degli imperi (Rizzoli), la mappa delle principali linee di tensioni esistenti sul pianeta. Non posso lasciare i temi storici senza ricordare il fondamentale Storia della Russia (Mondadori) di Orlando Figes, considerato tra i massimi esperti mondiali di quel Paese. Il saggio spazia dalla fondazione della Rus’ di Kiev a Putin passando attraverso gigantesche figure: Ivan il terribile, Pietro il Grande, Caterina II, lo sventurato Nicola II. Le radici anche psicologiche dell’attuale guerra sono già tutte in questa storia.

Tra suspense e ironia

Dipendesse solo da me continuerei con la Storia, ma sono al servizio dei differenti gusti dei lettori, dunque, cambio genere. L’età del male di Deepti Kapoor (Einaudi): qualcuno ha scritto che è «la risposta indiana al Padrino», siamo vicini a una buona definizione. È la storia di una famiglia mafiosa, i Wadia, che sta diventando padrona di tutto. C’è di mezzo una donna con la sua fragilità emotiva e Ajay, ragazzo uscito da condizioni di povertà subumane, fattosi duro come l’acciaio. L’intrigo è forte, ancora di più lo è il ritratto di una società dove il denaro, di origine criminale, è arbitro assoluto, anche della politica. Chi avverte l’eco di situazioni a noi vicine non sbaglia.

Non è propriamente un thriller ma contiene una buona carica di ironica suspense Max e Flora di Isaac Bashevis Singer (Adelphi). Avventure di uno squinternato piccolo gangster nella comunità ebraica di Varsavia ai primi del Novecento. Singer, premio Nobel 1978, scriveva in yiddish: se c’è qualcuno che ha saputo riprodurre le arguzie salaci degli shtetl, i villaggi ebraici dell’Europa orientale – quel misto di svagatezza, propositi mai realizzati, idee criminali lasciate a metà, quello humour sottile mai venuto meno nemmeno durante le tragedie – questi è lui.

Cinzia Leone torna nuovamente in Israele con il suo nuovo romanzo Vieni tu giorno della notte (Mondadori). Un giovane ebreo milanese s’è arruolato nell’esercito israeliano. Rimane ucciso in un attentato. I genitori sbarcano a Tel Aviv rendendosi conto, la madre soprattutto, di non aver mai saputo in realtà chi fosse quel figlio. Il racconto dell’autrice supera il singolo caso per farsi analisi dei difficili rapporti genitori-figli.

La politica presa con filosofia

Nella pubblicistica politica isolerei la nuova edizione del famoso breve saggio di Norberto Bobbio Destra e sinistra, uscito trent’anni fa, ora ripubblicato da Donzelli e arricchito da una illuminante prefazione di Nadia Urbinati che vale come bussola per la lettura del saggio ma anche per orientarsi nel marasma politico in cui stiamo annegando.

Frédéric Lenoir, pensatore e sociologo francese, ha scritto la biografia di uno dei maggiori filosofi europei, Baruch Spinoza. Titolo: Il miracolo Spinoza; sottotitolo: Una filosofia per illuminare la nostra vita (La nave di Teseo). Con l’impegnativa parola “miracolo”, Lenoir vuole sottolineare il ruolo di precursore svolto da Spinoza, pensatore pacato, esempio di vita, amante della libertà. Se mi è consentito confessarlo: sono uno spinoziano convinto, la lettura delle sue opere ha spesso illuminato la mia vita.

Baruch Spinoza (Getty Images)

 

Il grande tema d’attualità è l’Intelligenza Artificiale, lo sviluppo vertiginoso delle nuove tecnologie. David J.Chalmers (insegna alla New York University), nel saggio Più realtà (Raffaello Cortina editore) supera l’aspetto tecnico per chiedersi che cosa vorrà dire vivere in mondi virtuali (non ci vorrà molto) e come saldare le nuove tecnologie alla ricerca filosofica. Ipotizzando che anche nella realtà virtuale sarà possibile vivere una vita soddisfacente e significativa.


Finale in concerto

Chiudo con la musica, non solo perché la amo ma perché la musica, ascoltata consapevolmente, fa bene, e l’estate è la stagione più adatta per ascoltarla. Per cominciare a capire l’alfabeto musicale, intervalli tra le note, accordi: Dimmi come FA di Marina Toffetti (Carocci editore). Gli esempi sono tratti sia dalla grande musica sia dalle canzonette che tutti canticchiano. Il che aiuta molto. Sul piano informativo generale segnalo Il resto è rumore di Alex Ross (Bompiani), un buon racconto per orientarsi nella musica del Novecento (autori, opere, pubblico) scritto da un musicista che è anche critico del New Yorker: garantiti aggiornamento e scorrevolezza di scrittura. Guido Zaccagnini (di indimenticata simpatia e competenza) ci ha lasciato Una storia dilettevole della musica (Marsilio), viaggio da Händel a Stravinskij attraverso forme e strumenti condito con aneddoti, pettegolezzi, maldicenze, colpi bassi. Stravinskij, per esempio, giudicava le messe di Mozart «una pasticceria rococò». Ciajkovskij stimava Händel «un compositore di quart’ordine».

Igor Stravinskij (Getty Images)

 

Per chi volesse approfondire una singola opera (lirica o strumentale) l’editore Carocci ha una collana ad hoc. Segnalo un’analisi di Giovanni Bietti sulla magnifica sinfonia di Schubert detta Incompiuta e un saggio-racconto di Fabrizio Scipioni sulla Bohème di Giacomo Puccini, l’opera che portò la lirica nel XX secolo. Infine, per prepararsi al centenario, in dicembre, della nascita della Callas, utile e dilettevole leggere Maria Callas (sempre Carocci) a lei dedicato da Alberto Bentoglio. La vita, certo, soprattutto però la cantante e l’attrice: che cosa rese un soprano di voce non particolarmente bella l’impareggiabile artista che tutti rimpiangiamo.

Sul Venerdì del 14 luglio 2023

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