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L’insufficienza del 6 in condotta

PER POSTA: ogni settimana Michele Serra risponde ai lettori del Venerdì Il governo vuole “raddrizzare la schiena” al Paese Ma la demagogia non ci salverà. Provate a entrare in una scuola...
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Gentile Michele Serra,

stupisce nell’attuale governo l’ossessione per i danni provocati dal lassismo nella scuola pubblica, cui si vuole rispondere con virile rigore: fermezza intransigente quando non umiliazione. Stupisce perché si ignora o si finge di ignorare un principio fondamentale di ogni analisi di realtà: non esistono soluzioni semplici a problemi complessi. Le difficoltà di tanta parte della scuola pubblica sono dovute a un concorso di cause, non ultimo il patto scellerato – di ascendenza democristiana – tra Stato e insegnanti, per cui ti pago una miseria ma non ti chiedo conto di come lavori. Risultato: generazioni di professori poco preparati, poco motivati, poco autorevoli. Non tutti, certo, forse neanche la maggior parte, ma comunque troppi se si guarda al diritto allo studio sancito dalla Costituzione. A questo peccato originale si aggiungono problemi atavici di molte aree del Paese, in cui la deprivazione sociale ed economica fa da volano all’indifferenza, o meglio al …

Gentile Michele Serra,

stupisce nell’attuale governo l’ossessione per i danni provocati dal lassismo nella scuola pubblica, cui si vuole rispondere con virile rigore: fermezza intransigente quando non umiliazione. Stupisce perché si ignora o si finge di ignorare un principio fondamentale di ogni analisi di realtà: non esistono soluzioni semplici a problemi complessi. Le difficoltà di tanta parte della scuola pubblica sono dovute a un concorso di cause, non ultimo il patto scellerato – di ascendenza democristiana – tra Stato e insegnanti, per cui ti pago una miseria ma non ti chiedo conto di come lavori. Risultato: generazioni di professori poco preparati, poco motivati, poco autorevoli. Non tutti, certo, forse neanche la maggior parte, ma comunque troppi se si guarda al diritto allo studio sancito dalla Costituzione. A questo peccato originale si aggiungono problemi atavici di molte aree del Paese, in cui la deprivazione sociale ed economica fa da volano all’indifferenza, o meglio al sospetto verso la cultura e l’amore per tutto ciò che non ha un’immediata e monetizzabile ricaduta pratica. Ora, si può pensare di risolvere questo groviglio a colpi di 6 in condotta, punizioni esemplari e sospensioni? Io credo che non ne siano convinti nemmeno i corifei di questa ricetta, ma se lo fossero saremmo davvero nelle mani di un’accolita di dilettanti. Un mesto saluto.

Laura Apparuti

Quanto lei scrive è tristemente vero. L’idea è quella di “raddrizzare la schiena” al Paese con provvedimenti di pronta presa presso l’opinione pubblica meno riflessiva, senza mai mettere mano alla sostanza dei problemi. Ci vorrebbero tempo, competenza e rispetto della realtà, e non sono merce corrente, men che meno con un governo che punta tutte le sue carte sulla demagogia patriottarda: tutta chiacchiere e bandierine. Non vale solo per la scuola, anche se la scuola è un sunto formidabile dei nostri problemi: stipendi bassi, strutture mediocri, alto profilo non previsto e non richiesto, scarsa autorevolezza di chi sta in cattedra, invadenza insopportabile delle famiglie come unica istituzione riconosciuta dagli italiani. Se ci pensa, il fatto che in questo stracco carrozzone parastatale ci siano ancora, e non sono pochi, lampi di vita, di passione, di competenza, è una imprevista manifestazione di resistenza e di dignità individuale. Mi capita spesso di entrare nelle scuole (primarie e secondarie) invitato da docenti e da studenti, è sempre un’esperienza consolante, si tocca con mano qualcosa di ostinatamente vivo. Scuola pubblica e sanità pubblica – che altro? – ci danno la misura di quale tipo di comunità siamo. La quantità di risorse e di attenzione destinate a questi due settori dicono tutto, o quasi tutto, sulla natura del governo in carica. I sei in condotta costano zero, dispensarli è il facile rifugio di chi non sa da che parte cominciare.

Sul Venerdì del 21 luglio 2023

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