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Senna balneabile e intelligence: la sindaca Anne Hidalgo racconta Parigi a un anno dalle Olimpiadi

La sindaca di Parigi Anne Hidalgo, nel suo studio. Andrea Mantovani \ New York Times

 
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PARIGI. «Quando sei una donna di sinistra, per di più ecologista, devi sopportare tante menzogne e falsità. Mi ci sono abituata ma è il segno di un grande malessere nelle nostre democrazie». Anne Hidalgo è la sindaca di Parigi da nove anni. Dalle piste ciclabili al bando delle vetture diesel e dei monopattini a noleggio, ha condotto tante battaglie per trasformare la Ville Lumière. Ma anche se viene presentata nella capitale come un personaggio “divisivo”, per l’inflessibilità con cui ha condotto alcune riforme, tutti le riconoscono di aver saputo affrontare con coraggio i tanti choc che ha subito la capitale negli ultimi anni, dalla stagione degli attentati del 2015, al movimento dei gilet gialli, fino agli effetti della pandemia e alla rivolta delle banlieue.

PARIGI. «Quando sei una donna di sinistra, per di più ecologista, devi sopportare tante menzogne e falsità. Mi ci sono abituata ma è il segno di un grande malessere nelle nostre democrazie». Anne Hidalgo è la sindaca di Parigi da nove anni. Dalle piste ciclabili al bando delle vetture diesel e dei monopattini a noleggio, ha condotto tante battaglie per trasformare la Ville Lumière. Ma anche se viene presentata nella capitale come un personaggio “divisivo”, per l’inflessibilità con cui ha condotto alcune riforme, tutti le riconoscono di aver saputo affrontare con coraggio i tanti choc che ha subito la capitale negli ultimi anni, dalla stagione degli attentati del 2015, al movimento dei gilet gialli, fino agli effetti della pandemia e alla rivolta delle banlieue.


Vuole incarnare un’idea di sinistra moderna, attenta ai temi ambientalisti. Sessantaquattro anni, occhi di brace sotto al caschetto moro, è stata malamente sconfitta alle elezioni presidenziali del 2022. Ma il suo riscatto potrebbero essere le Olimpiadi, vetrina mondiale di Parigi a partire dal 26 luglio 2024.


Manca solo un anno: pronta?
«Per quanto riguarda le infrastrutture, il nostro progetto prevedeva solo il cinque per cento di nuove costruzioni. Il villaggio olimpico, il centro acquatico olimpico e l’Arena a Porte de la Chapelle sono stati finiti. Siamo nella fase degli ultimi ritocchi, quindi non sono preoccupata».
La sicurezza dei Giochi sarà una sfida.
«Lavoriamo con il ministro degli Interni, Gérald Darmanin, principale responsabile per questi aspetti. Un milione di persone si sono radunate per capodanno sugli Champs-Elysées senza incidenti, grazie a un approccio pragmatico in cui ognuno ha fatto la sua parte: polizia e gendarmeria, agenti municipali, sicurezza privata e volontari».
Ma nel maggio 2022 c’era stata la débâcle delle forze dell’ordine allo Stade de France per la finale di Champions League...
«All’epoca il prefetto non collaborava con nessuno. È stato sostituito. Il suo successore, Laurent Nunez, lavora molto bene con tutte le autorità. Ed è stato a capo dei servizi di intelligence dopo gli attentati».
A proposito, la cerimonia di apertura lungo la Senna sarà in parte gratuita e attirerà 500 mila spettatori. Un azzardo per contenere le tante minacce?
«Sarà una sfida, non un azzardo. Molti professionisti lavorano per prevenire i vari rischi e c’è una stretta collaborazione con i servizi di intelligence di tutto il mondo. E poi abbiamo davanti a noi ancora un anno con vari eventi che useremo da test, come la Coppa del Mondo di rugby a settembre, il triathlon sulla Senna ad agosto».
A proposito: dopo i Giochi, la Senna tornerà davvero balneabile?
«Tutto vero: potremo tornare a nuotare nella Senna. Con il riscaldamento globale, abbiamo bisogno di isole di refrigerio. È un simbolo che mi sta a cuore. La Senna nasce a 350 chilometri da Parigi, in un piccolo villaggio chiamato Source-Seine, non lontano da Digione. È stato un luogo di pellegrinaggio e di culto per i Galli, che venivano a curare le malattie, in particolare quelle legate alla fertilità. Trasformarono la Senna in una dea, Sequana».
La Francia è attraversata da proteste anche violente, come abbiamo visto durante la rivolta delle banlieue. Sarà festa comunque?
«Non sono ingenua, conosco le difficoltà del Paese. La Francia è un nazione politica, che ha vissuto molte rivoluzioni. Lavoriamo fin dall’inizio sulla dimensione sociale dei Giochi, in particolare con sindacati, associazioni. Le Olimpiadi non sono solo sport, festeggiamenti o, per alcuni, un bancomat. Ci sono valori da difendere. Per Parigi sarà l’occasione di mostrarsi come città della libertà, dove le persone si incontrano, si mescolano. Il fatto che sia io, con doppia nazionalità francese e spagnola, la sindaca della capitale significa qualcosa in una fase in cui i populisti si arrogano il diritto di dire chi può stare qui e chi no. Dobbiamo insistere sul nostro pensiero umanista universale».


Parigi è già piena di turisti, con prezzi esorbitanti degli hotel in alta stagione. Si profila una grande occasione per Airbnb, sponsor dei Giochi?
«Non abbiamo aspettato le Olimpiadi per denunciare i danni provocati dalle piattaforme di affitto stagionale. Non criticheremo i parigini che vogliono affittare il loro alloggio per qualche settimana mentre sono in vacanza. E so bene che vivere a Parigi è molto costoso. Ma ci devono essere dei limiti quando si acquistano interi edifici per affittarli stagionalmente. Ci stiamo battendo da tempo per regolamentare Airbnb come in altre città europee. Purtroppo non ho il potere di fissare i prezzi».
E la situazione degli alberghi ?
«Quest’estate sono attesi a Parigi 15 milioni di turisti. Gli albergatori stanno aumentando i prezzi, a volte in modo esagerato, ma praticamente nessuno di questi introiti va alle autorità locali per finanziare i trasporti e i servizi che dobbiamo implementare per garantire un’accoglienza all’altezza. La tassa di soggiorno a Parigi è di soli 5 euro per una camera d’albergo. Ed è lo stesso prezzo anche per una notte in un cinque stelle che può costare fino a 28 mila euro. Ad Amsterdam, la tassa di soggiorno è pari al 7 per cento del prezzo della camera. Non si può dire che il governo aiuti molto il comune di Parigi, indipendentemente dai Giochi».
I senzatetto saranno cacciati durante le Olimpiadi?
«Prima di tutto, vorrei che smettessimo di parlare dei “rifugiati di Parigi” come dicono i populisti. Non è Parigi che produce rifugiati. Le persone vengono qui per trovare riparo e servizi che li sostengano, nello stesso modo in cui vanno in altre città. Parigi ha il più alto livello di alloggi di emergenza in Francia. Ogni giorno lo Stato, che ne è responsabile, si occupa di 100 mila persone nella regione Ile-de-France. Parigi fa la sua parte ma non sarà in grado di fare tutto. Mi batto perché il governo apra centri di accoglienza per i richiedenti asilo in ogni grande città francese».
Un altro punto dolente sono i trasporti. I parigini hanno già problemi quotidiani con metropolitane sovraffollate...
«Gran parte della metro veloce Grand Paris Express arriverà nei tempi previsti. La linea 14 della metropolitana collegherà Parigi all’aeroporto di Orly. La prossima primavera sarà prolungata la linea tranviaria da Porte d’Asnières a Porte Dauphine. Ci saranno anche le piste ciclabili e la nuova corsia olimpica sulla tangenziale che, contrariamente a quanto dicono i miei detrattori, non significa eliminare una corsia. Si tratterà, come succede in altre capitali, di una corsia riservata a car pooling, mezzi pubblici e taxi».
Altra critica ricorrente: l’aumento dei ratti nella capitale, con molti video diffusi sui social.
«Ovunque ci sono insediamenti di esseri umani, ci sono topi. Ne parlo spesso con altri sindaci e siamo tutti di fronte allo stesso problema. Bisogna agire per fare in modo che i topi rimangano dove sono utili, cioè nelle fogne, e che non escano troppo spesso in superficie. Purtroppo è diventato un tema agitato dai populisti, che propagano fake news. A Parigi ci sono programmi specifici per limitare l’infestazione, ma non è corretto dire che ci sia un’emergenza o che la città sia più infestata di altre grandi capitali».
Gli atleti russi saranno i benvenuti ai Giochi?
«So che i Giochi sono importanti nella geopolitica mondiale e conosco l’importanza della tregua olimpica. Ma nessun democratico può accettare l’aggressione russa all’Ucraina. Le bandiere russe non possono essere issate durante i Giochi come se nulla fosse. Manca ancora un anno. Spero davvero che l’Ucraina vincerà prima dell’inizio delle Olimpiadi».
Qualche settimana fa è stata perquisita la sede del Comitato organizzatore dei Giochi olimpici qui a Parigi.
«I controlli ci sono, ed è perfettamente normale. Lasciamo che la giustizia faccia il suo lavoro».

Sul Venerdì del 28 luglio 2023

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