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Cento anni di Disney: visita all’hangar che contiene i segreti di Topolino

Sveglie, videogiochi, action figures e altri rarissimi gadget legati ai film Disney conservati negli Archivi di Los Angeles.

 
Dagli uffici di Walt alle camere segrete che custodiscono gli oggetti più preziosi: per l’anniversario abbiamo fatto un tour esclusivo negli archivi di Los Angeles, dove da un secolo i sogni son desideri
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LOS ANGELES. Non sono più un ragazzino, non leggo più le fiabe. Ma appena sento le note di When you Wish upon a Star, cantata da Cliff Edwards, che in Pinocchio dava la voce al Grillo Parlante, non posso fare a meno di ritornare all’infanzia, seduto al buio di un cinema, occhi umidi incollati su Bambi, Biancaneve e i sette nani, Cenerentola, Lilli e il vagabondo. È la canzone simbolo della Disney, quella che celebra sogni e desideri.

Poi in mostra a Londra

Il prossimo 16 ottobre, The Walt Disney Company compie 100 anni. Per l’occasione, abbiamo avuto accesso agli Studios di Burbank, a Los Angeles:agli uffici originali di Walt Disney, alle stanze misteriose dei prodotti vintage (unici o rarissimi) dei film più celebri e ad una sezione segreta degli Archivi – dove tra le altre cose abbiamo potuto ammirare lo schizzo originale, disegnato da Herbert Ryman in matita, acquerello, olio e inchiostro, del primo Disneyland, inaugurato il 17 luglio 1955.

Al nostro arrivo incontriamo Becky Cline,…

LOS ANGELES. Non sono più un ragazzino, non leggo più le fiabe. Ma appena sento le note di When you Wish upon a Star, cantata da Cliff Edwards, che in Pinocchio dava la voce al Grillo Parlante, non posso fare a meno di ritornare all’infanzia, seduto al buio di un cinema, occhi umidi incollati su Bambi, Biancaneve e i sette nani, Cenerentola, Lilli e il vagabondo. È la canzone simbolo della Disney, quella che celebra sogni e desideri.

Poi in mostra a Londra

Il prossimo 16 ottobre, The Walt Disney Company compie 100 anni. Per l’occasione, abbiamo avuto accesso agli Studios di Burbank, a Los Angeles:agli uffici originali di Walt Disney, alle stanze misteriose dei prodotti vintage (unici o rarissimi) dei film più celebri e ad una sezione segreta degli Archivi – dove tra le altre cose abbiamo potuto ammirare lo schizzo originale, disegnato da Herbert Ryman in matita, acquerello, olio e inchiostro, del primo Disneyland, inaugurato il 17 luglio 1955.

Al nostro arrivo incontriamo Becky Cline, direttrice degli Archivi fondati nel 1970, che ci introduce in un hangar gigantesco: «Ma è solo la punta dell’iceberg. Abbiamo disseminato il nostro tesoro in sei magazzini sparsi per tutta Los Angeles. Qui teniamo tanti pezzi unici, tra cui il documento legale di fondazione dello studio, la sceneggiatura del primo cartone animato di Topolino e, per le nuove generazioni, i costumi dei film Marvel. Tra i cimeli più preziosi, i libri giganti che compaiono all’inizio di Biancaneve e La bella addormentata, la scarpetta di cristallo versione live action di Cenerentola, la palla di neve di Mary Poppins del ’64 servita per il sequel con Emily Blunt. Con foto, documenti, relazioni aziendali e ritagli di giornale, la collezione si estende a milioni di pezzi...».

Molti di questi saranno esposti a Londra dal 13 ottobre, ultima tappa della mostra itinerante Disney100: The Exhibition. «Sono quattro anni che ci lavoriamo. La prima domanda che ci siamo posti è stata: come raccontare una storia di 100 anni alle nuove generazioni? Abbiamo dieci gallerie che esplorano vari temi e dove si possono vedere oggetti, costumi, veicoli, oltre che divertirsi con installazioni interattive. Ogni galleria rappresenta un tema che ha avuto un ruolo importante nello sviluppo dei personaggi, dalla musica al rapporto con la natura».

Una stanza tutta per sé

Gli uffici dove Walt Disney diresse il suo sogno dal 1940, fino alla sua morte nel 1966, sono ancora come li ha lasciati, compresa la cucina dove amava prepararsi piatti veloci a base di Spam (carne di maiale in scatola) e fagioli con chili. Sparsi qua e là, volumi su Nikola Tesla e Salvador Dalí, gli amati trenini, i ritratti di famiglia firmati Norman Rockwell, una replica dell’Oscar per Biancaneve, oltre all’Oscar speciale consegnato da Shirley Temple con altre sette piccole statuette accanto a quella principale. E poi il piano dove il compositore Richard Sherman gli faceva ascoltare i brani dei vari progetti. Uno dei suoi preferiti, ci dicono, era Feed the Birds di Mary Poppins. «La più grande qualità di Disney era la curiosità. Non era un musicista ma apprezzava la musica e sapeva come usarla in una storia. Lo stesso vale per le parole. Era esigente con se stesso in modo maniacale, una persona complessa, interessata allo sviluppo tecnologico che comprendeva con facilità. Una mente straordinaria, aperta all’immaginazione pura, che ci ha permesso di entrare in mondi magici. Il suo motto era “Guardiamo al futuro”».

Il passato che verrà

«Tutti ci chiedono quale sia il nostro segreto», continua Cline. «Semplice: creiamo nuovi sogni riutilizzando il passato. Abbiamo gli appunti di tutti i progetti sui cui ha lavorato Walt, i copioni originali che risalgono a Steamboat Willie, considerato il debutto di Topolino, e li mettiamo a disposizione di animatori, scrittori, registi e a chiunque vuole consultarli». «Il dna del fondatore ci ha contagiato», aggiunge Eric Goldberg, storico regista e animatore Disney. «Lui ha dato un carattere distinto a ogni personaggio. Nessuno ha la stessa camminata, né lo stesso modo di muoversi. E tutto questo accadeva negli anni 30, quando essere creativo non era ancora un mestiere».

Oggi lo Studio Disney conta oltre 140 dipartimenti dall’animazione alla produzione di spettacoli per i parchi: «Stiamo già lavorando alle idee di domani, immaginando nuovi modi per far sorridere i fan» conclude Goldberg.

Alla nostra visita non poteva mancare la star dello show, Bret Iwan, voce di Mickey Mouse dal 2009: «Lo sapevate che Topolino nei primi otto film non ha parlato? Fischiava, cantava, rideva, ma non diceva una parola. Nel ’29, in The Karnival Kid, Mickey ha detto “Hot dogs! Hot dogs!”. Il compositore Carl Stalling è stato il primo a doppiarlo, mentre Walt Disney faceva Minnie. In seguito la supervisione degli effetti sonori passò a Jimmy MacDonald e, quando andò in pensione, toccò al suo socio Wayne Allwine, che fece parlare Mickey Mouse per 32 anni, fino alla sua scomparsa. A quel punto sono arrivato io. Nonostante Topolino sia un personaggio sconclusionato, cerca sempre di fare la cosa giusta: credo sia questa sua natura a renderlo ancora così incantevole».

Tra i tanti eventi in programma per il centenario, il 22 novembre Walt Disney Animation Studios porterà al cinema Wish, un nuovo film animato. Ma Becky Cline pensa già al prossimo progetto per l’Archivio: restaurare l’aereo di Walt Disney che, durante 28 anni di servizio, ha volato per 20 mila ore e trasportato circa 83 mila passeggeri: «È un pezzo straordinario, fa parte della storia americana, non solo della grande famiglia Disney».

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