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Femminismo e business

Margot Robbie è la protagonista del film Barbie di Greta Gerwig (Courtesy Warner Bros. Pictures)

 
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L’inizio prometteva bene. Bambine d’antan, piccole vittime del patriarcato, giocano con le bambole. Sulla scena irrompe Barbie. Come il monolite di 2001 Odissea nello spazio, le sue gambe vertiginose segnano una rivelazione e un passaggio di civiltà. Le bimbe, tipo le scimmie di Kubrick, impugnano la vecchia bambola per distruggere le sue simili.

Da archetipo a stereotipo, le bambole non sono più figliette da nutrire, ma adulte da imitare. Anche mia sorella, erano gli anni 70, brandì la sua bambola, ovviamente Barbie, ma per darmela in testa, giustamente furiosa perché gliel’avevo rovinata. Della Barbie mi inquietavano, e dunque mi attiravano, quell’aria di plastica, le giunture mobili, i seni compatti, il corredo da lillipuziana. Era più finta o più vera delle sue antenate démodé? Di certo …

L’inizio prometteva bene. Bambine d’antan, piccole vittime del patriarcato, giocano con le bambole. Sulla scena irrompe Barbie. Come il monolite di 2001 Odissea nello spazio, le sue gambe vertiginose segnano una rivelazione e un passaggio di civiltà. Le bimbe, tipo le scimmie di Kubrick, impugnano la vecchia bambola per distruggere le sue simili.

Da archetipo a stereotipo, le bambole non sono più figliette da nutrire, ma adulte da imitare. Anche mia sorella, erano gli anni 70, brandì la sua bambola, ovviamente Barbie, ma per darmela in testa, giustamente furiosa perché gliel’avevo rovinata. Della Barbie mi inquietavano, e dunque mi attiravano, quell’aria di plastica, le giunture mobili, i seni compatti, il corredo da lillipuziana. Era più finta o più vera delle sue antenate démodé? Di certo voleva insegnare alle bambine a essere graziose fidanzate e poi via via hostess, dottoresse, astronaute. Ampliando col tempo la lista inclusiva e dunque il giro di affari: Barbie nere, disabili, sovrappeso. Greta Gerwig decostruisce in chiave femminista il mito sociale Barbie.


La quale scende dai tacchi rosa, scopre le Birkenstock (un altro sponsor male non fa), abbandona il Truman Show della Barbieland per avventurarsi nel mondo reale. Risultato: un film, Barbie, che vorrebbe essere giocosamente saggistico ed è invece pedantemente didascalico. Stando al botteghino, platee di ragazzine (coi loro amici gay) s’incantano per questa saga di feminist washing per la Mattel, dove Barbie si fa vivente
e dunque mortale, tra le sue angosce di morte ovviamente la cellulite. Sempre più performante, Barbie è pronta per il futuro, se non dovesse fare i conti con la stupidità di Ken. Un film molto rosa vs azzurro, privo di queercolori e soprattutto senza donne di verità, le almodovariane donne sull’orlo di una crisi di nervi.

Sul Venerdì del 4 agosto 2023

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