I frustini di Hitler
di Daria GalateriaAdolf Hitler legge il giornale in carcere, a Landsberg, nel 1924 (Getty images)
Adolf Hitler ebbe in dono tre frustini.
Il primo, da Elsa Bruckmann, moglie dell’editore ultranazionalista e antisemita; il secondo, da Helena, sposata al produttore di pianoforti Edwin Bechstein (il loro salotto fornirà a Hitler un’entrata presso le grandi fortune berlinesi, oltre alla prima auto di lusso, una Mercedes rossa, e i Bechstein ospitavano Hitler nella bella casa acquistata nell’Obersalzberg, a prender aria di montagna). Il terzo frustino, che Hitler tenne più a lungo, gli fu offerto da Frau Büchner, la proprietaria della pensione Moritz sull’Obersalzberg, che diventerà un hotel di lusso col nome Platterhof.
Lo racconta Fabrice d’Almeida nel ricco La vie mondaine sous le nazisme: per lo studioso francese Hitler era salonfähig, frequentabile e salottiero – naturalmente il Terzo Reich dovette orientarsi su una mondanità non di élite, ma di eventi di vaste proporzioni (però al matrimonio di Göring c’era Philipp von Hesse con la moglie Mafalda di Savoia, il principe zu Wied, i…
Adolf Hitler ebbe in dono tre frustini.
Il primo, da Elsa Bruckmann, moglie dell’editore ultranazionalista e antisemita; il secondo, da Helena, sposata al produttore di pianoforti Edwin Bechstein (il loro salotto fornirà a Hitler un’entrata presso le grandi fortune berlinesi, oltre alla prima auto di lusso, una Mercedes rossa, e i Bechstein ospitavano Hitler nella bella casa acquistata nell’Obersalzberg, a prender aria di montagna). Il terzo frustino, che Hitler tenne più a lungo, gli fu offerto da Frau Büchner, la proprietaria della pensione Moritz sull’Obersalzberg, che diventerà un hotel di lusso col nome Platterhof.
Lo racconta Fabrice d’Almeida nel ricco La vie mondaine sous le nazisme: per lo studioso francese Hitler era salonfähig, frequentabile e salottiero – naturalmente il Terzo Reich dovette orientarsi su una mondanità non di élite, ma di eventi di vaste proporzioni (però al matrimonio di Göring c’era Philipp von Hesse con la moglie Mafalda di Savoia, il principe zu Wied, il duca von Sachse-Coburg und Gotha, e moltissimi altri esponenti dell’alta aristocrazia tedesca). I Bruckmann e i Bechstein furono tra i 480 visitatori che nel 1924 andarono in pellegrinaggio a Landsberg, a trovare Hitler in prigione (era, scrisse Elsa In Il mio primo viaggio verso il Führer, in pantaloni corti bavaresi di cuoio e giacca di lino gialla). Un luogo di pellegrinaggio di massa diventò, dal 1932, la residenza secondaria di Hitler.
Hitler era stato portato la prima volta sull’Obersalzberg, nelle montagne bavaresi, il 28 aprile del 1923: un amico dei Bechstein gli consigliò la pensione Moritz tenuta da Frau Büchner (il frustino preferito) – ma lei gli apprestò accanto una casetta di legno dove Adolf finì Mein Kampf; con i diritti del libro comprò poi una fattoria rinnovata. Questa Berghof aveva un aspetto impersonale, da albergo di lusso, tra modernità funzionale e rusticità massiccia ariana: mobili ideologici e “figurativi”, usciti dalla fabbrica e in attesa della patina. Dal 1938, è noto, da luogo di vacanza alpina diventerà un annesso dei servizi centrali dello stato, una seconda capitale con attiguo aeroporto – ma una casa da tè a 1.830 metri assicurava al Führer una privata passeggiata igienica quotidiana. Le provviste di carne e alcolici mostrano che Hitler – astemio e vegetariano – riceveva spesso (passarono i Windsor e lord Rothermere). Göring nel 1933 comperò una casa in prossimità – e così pure Albert Speer, l’architetto del regime, che trovò Göring con le unghie laccate e una spilla sulla giacca da camera. Fräulein Eva Braun fu accolta alla Berghof solo nel 1936.
Sul Venerdì dell’11 agosto 2023