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Spaghetti cacio e pepe, mon amour

In un suo brano il cantautore francese Antonin fa la parte dell’italiano affamato. Indeciso tra una serata romantica e un piatto di pasta
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Al secolo si chiama Antonin Bartherotte, ma ha scelto come nome d’arte soltanto Antonin. È un cantautore francese esordiente, ancora poco noto, anche in patria, e ingiustamente. Il suo primo album è uscito soltanto pochi mesi fa e si chiama En silence: si apre con una canzone il cui titolo, di nuovo, riprende il suo nome di battesimo, ma italianizzato, e quindi Antonino.

Non ho difficoltà ad ammettere che, da quando l’ho scoperto, questa manciata di minuti di musica mi hanno aiutato a risollevare molti momenti difficili.

Antonin, in un adorabile italiano leggermente accentato di francese, canta di un grande dilemma struggente che l’ha afflitto in una dolce sera d’estate di vacanze italiane: “Mi presento mi chiamo Antonino, dai beviamo insieme del vino (…) vuoi andare a casa mia…

Al secolo si chiama Antonin Bartherotte, ma ha scelto come nome d’arte soltanto Antonin. È un cantautore francese esordiente, ancora poco noto, anche in patria, e ingiustamente. Il suo primo album è uscito soltanto pochi mesi fa e si chiama En silence: si apre con una canzone il cui titolo, di nuovo, riprende il suo nome di battesimo, ma italianizzato, e quindi Antonino.

Non ho difficoltà ad ammettere che, da quando l’ho scoperto, questa manciata di minuti di musica mi hanno aiutato a risollevare molti momenti difficili.

Antonin, in un adorabile italiano leggermente accentato di francese, canta di un grande dilemma struggente che l’ha afflitto in una dolce sera d’estate di vacanze italiane: “Mi presento mi chiamo Antonino, dai beviamo insieme del vino (…) vuoi andare a casa mia? o andiamo a casa tua? può sembrarti una stupida scusa, ma ti giuro che io non ho casa».

Si tratta evidentemente di un inaspettato incontro romantico che sembra sul punto di concludersi, ma il protagonista ha un problema: non ha mangiato. Ed è quindi combattuto fra i desideri del cuore e quelli dello stomaco: «Io ho fame e voglio anche bere, e la pasta mi fa impazzire. Lascia stare la pasta ti amo! No vabbè, non esageriamo!».

Il dilemma continua, e scopriamo che Antonin ha in mente una cena molto specifica, e cioè la ricetta di pasta più di moda fuori dall’Italia negli ultimi anni: «Sei cremosa come il cacio e pepe, e il mio cuore non ha più pace, potrei cantartelo ancora ma: voglio averti subito qua».

L’ultima strofa ci racconta come va a finire la serata, e cioè a digiuno: «Mangiare o fare l’amore è una scelta che non posso fare, e mentre facciamo sù e giù, penso solo al tiramisù».

Spaghetti cacio e pepe

Gli ingredienti

Per 2 persone:

200g di spaghetti

100g di pecorino romano

Pepe nero dal macinino a volontà

Sale grosso

Come procedere

Scaldate l’acqua per la pasta, e nel frattempo grattugiate il pecorino molto finemente in una ciotola. Aggiungete molto pepe nero macinato al formaggio. Quando l’acqua bolle salate con moderazione, calate la pasta e cuocete il tempo indicato sul pacchetto. Appena prima di scolare ritirate 4 mestoli di acqua calda e tenetela da parte. Tenete da parte anche un bicchiere con dell’acqua fredda, che servirà a evitare disastri.

Scolate accuratamente la pasta e versatela in una grande insalatiera. Spolverate un terzo del pecorino e mescolate a secco. Aggiungete poche gocce di acqua calda e mescolate molto vigorosamente. Aggiungete altro pecorino, poi altra acqua calda e continuate così fino a esaurimento del pecorino e al raggiungimento della cremosità necessaria a non dar più pace al cuore. Se invece il vostro cuore teme, giustamente, che si facciano i grumi, appena vi pare che stia per accadere aggiungete un cucchiaio di acqua fredda, mescolate e continuate come sopra.

Sul Venerdì del 18 agosto 2023

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