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A Mogadiscio un team di giornaliste donne racconta quello che gli altri media nascondono

Le sei giornaliste somale di Bilan media si sono date una missione: raccontare al resto del mondo l’Africa invisibile con la loro nuova testata. Spoiler: ci riescono molto bene
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La Somalia è al 141esimo posto nell’indice mondiale per la libertà di stampa stilato annualmente da Reporters Sans Frontières. In un Paese attraversato da enormi tensioni sociali e conflitti, le giornaliste, in particolare, sono sottoposte a pressioni sul posto di lavoro, vittime di abusi e di una società sessista. Nel tentativo di migliorare questa situazione è nata Bilan Media, una squadra di reporter, la prima di sole donne in Somalia. Si tratta di una coraggiosa eccezione: le sei componenti del team lavorano in un luogo relativamente sicuro, nella sede della principale stazione radiofonica e televisiva indipendente del Paese, Dalsan Media Group, nella capitale Mogadiscio. Un luogo sicuro per quanto può esserlo una città che periodicamente è teatro di attacchi.


In poco più di un anno, queste giovani giornaliste si sono occupate di temi sociali poco trattati. I servizi realizzati in Somalia da Bilan – la parola significa “chiaro e luminoso” in lingua somala – sono stati pubblicati d…

La Somalia è al 141esimo posto nell’indice mondiale per la libertà di stampa stilato annualmente da Reporters Sans Frontières. In un Paese attraversato da enormi tensioni sociali e conflitti, le giornaliste, in particolare, sono sottoposte a pressioni sul posto di lavoro, vittime di abusi e di una società sessista. Nel tentativo di migliorare questa situazione è nata Bilan Media, una squadra di reporter, la prima di sole donne in Somalia. Si tratta di una coraggiosa eccezione: le sei componenti del team lavorano in un luogo relativamente sicuro, nella sede della principale stazione radiofonica e televisiva indipendente del Paese, Dalsan Media Group, nella capitale Mogadiscio. Un luogo sicuro per quanto può esserlo una città che periodicamente è teatro di attacchi.


In poco più di un anno, queste giovani giornaliste si sono occupate di temi sociali poco trattati. I servizi realizzati in Somalia da Bilan – la parola significa “chiaro e luminoso” in lingua somala – sono stati pubblicati dalla stampa internazionale, come il quotidiano britannico The Guardian e la Bbc, ma anche sullo spagnolo El País. All’interno della Somalia, Bilan ha raggiunto milioni di persone attraverso i canali radio, TV di Dalsan Media Group e i social media.


Fra le inchieste più significative realizzate, c’è stata quella sulle ragazze che hanno sviluppato una dipendenza da oppioidi e quella sulla vertiginosa urbanizzazione in corso in tutto il continente africano, che lascia disabitate zone un tempo vitali e produttive.


Bilan è nata nel 2022, grazie a un finanziamento del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, allo scopo di garantire più sostegno e indipendenza alle donne giornaliste in Somalia. «Decidiamo noi quali storie raccontare e come raccontarle. Facciamo le riprese, l’editing, scriviamo e presentiamo le nostre storie. Stiamo dietro e davanti alla telecamera» ci racconta via Zoom la redattrice capo, Fathi Mohamed Ahmed, 27 anni, reporter e mamma di tre bambini. Lo scopo del lavoro, spiega, non è solo realizzare servizi riguardanti argomenti che ricevono scarsa attenzione. Fathi Mohamed Ahmed ha deciso di fare la giornalista quando era una ragazzina, ascoltando i servizi radio con la nonna: chi come lei ha fatto questa scelta in un Paese come la Somalia ha bisogno di sentirsi sostenuta per poter andare avanti con il lavoro, perchè non solo vive in un ambiente a rischio, ma spesso è oggetto di minacce. Serve il coraggio di sostenere una redazione come la nostra, dice: e grazie al finanziamento internazionale e alle partnership locali le ragazze di Bilan lo hanno trovato. Tanto che allo scattare del primo anno di vita hanno aperto le porte a stagiste, offrendo internship alle migliori studentesse di giornalismo di Mogadiscio.

Sul Venerdì del 25 agosto 2023

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