Alice e Asia D’Amato: i Mondiali a metà sognando un’Olimpiade per due
di Cosimo CitoA sinistra, Alice D’Amato con la medaglia d’oro vinta alle parallele asimmetriche agli Europeidi Adalia (Turchia) ad aprile. A destra Asia D’Amato con la medaglia d’oro a squadre vinta con la Nazionale agli Europei di Monaco 2022. Negli stessi campionati ha vinto anche l’oro nel concorso individuale.
Sorelle, gemelle, amiche, reciprocamente tifose, qualche volta avversarie. Ad Anversa, ai Mondiali di ginnastica artistica (30 settembre-8 ottobre), Alice e Asia D’Amato dovranno però separarsi. Asia è infortunata al crociato del ginocchio sinistro e non tornerà in gara prima del 2024. «Sarò a casa, davanti alla tv, a tifare per Alice. Ma che sofferenza è restare fuori. Ti senti in gabbia». Le voci di Alice e Asia D’Amato si confondono con i rumori di fondo della palestra della Brixia, la loro società. È il direttore tecnico azzurro Enrico Casella a chiamarle: «Alice, Asia!». Sembrano identiche. Loro giocano, inventano differenze che forse non ci sono, se non ben nascoste dentro, dalle parti dell’anima. Un percorso comune le ha portare dal mare di Genova alla pianura. Tutto insieme, sempre. Vivono a Brescia e là si sono costruite con la fatica un ruolo importante nella ginnastica azzurra.
In attesa del probabile ritorno in pedana di Vanessa Ferrari in vista di Parigi 2024, le stelle …
Sorelle, gemelle, amiche, reciprocamente tifose, qualche volta avversarie. Ad Anversa, ai Mondiali di ginnastica artistica (30 settembre-8 ottobre), Alice e Asia D’Amato dovranno però separarsi. Asia è infortunata al crociato del ginocchio sinistro e non tornerà in gara prima del 2024. «Sarò a casa, davanti alla tv, a tifare per Alice. Ma che sofferenza è restare fuori. Ti senti in gabbia». Le voci di Alice e Asia D’Amato si confondono con i rumori di fondo della palestra della Brixia, la loro società. È il direttore tecnico azzurro Enrico Casella a chiamarle: «Alice, Asia!». Sembrano identiche. Loro giocano, inventano differenze che forse non ci sono, se non ben nascoste dentro, dalle parti dell’anima. Un percorso comune le ha portare dal mare di Genova alla pianura. Tutto insieme, sempre. Vivono a Brescia e là si sono costruite con la fatica un ruolo importante nella ginnastica azzurra.
In attesa del probabile ritorno in pedana di Vanessa Ferrari in vista di Parigi 2024, le stelle della Nazionale sono loro, le gemelle D’Amato. «Da piccole eravamo più scontrose l’una con l’altra», spiega Alice, «ora siamo molto molto unite sia nello sport che fuori. È successo più volte che ci siamo dovute separare per vari motivi, è stata dura e quando siamo divise mi rendo conto che ho bisogno di stare con lei». Dieci anni lontano da casa, metà della loro vita finora. «No, non è facile stare lontane dalla propria città e dai propri cari» racconta Asia, «di Genova ci manca tutto, ma è stata una giusta decisione. Certo, l’abbiamo capito dopo qualche tempo. Ma abbiamo fatto bene a insistere, ad andare avanti e a buttare giù lacrime e nostalgia». Dal 2020 fanno parte del gruppo sportivo delle Fiamme Oro, «una svolta perché ci ha permesso di poter fare le atlete “professioniste” e di dedicarci anima e corpo alla ginnastica».
Questione di stile
C’erano, le gemelle D’Amato, nella sera olimpica di Tokyo, quando Simone Biles dovette rinunciare a proseguire la sua gara nel bel mezzo del concorso a squadre, turbata da quelli che definì “twisties”, momenti di perdita di controllo del corpo nelle fasi di volo. L’Italia chiuse al quarto posto, a pochi decimi di punto dalla Gran Bretagna delle gemelle Gadirova. «Fu una serata storica per la ginnastica» ricorda Alice, «ci trovammo a essere testimoni di un evento epocale e pochi ricordano quel nostro bellissimo quarto posto. Siamo felici ora di sapere che Simone Biles è tornata alle gare e sarà tra le protagoniste del Mondiale di Anversa. Lei è un mito assoluto dello sport e meritava di proseguire la sua carriera. La sua ginnastica viene dallo spazio, è qualcosa di inconcepibilmente grande. La nostra scuola è più vicina a quella dell’Est Europa, più basata sull’eleganza e meno sull’esercizio acrobatico. Questione di stile. Ma Simone è davvero la più grande di sempre. Il nostro sogno olimpico invece continua. Vogliamo con tutte le nostre forze Parigi, un’Olimpiade al 100 per cento, col pubblico e tutta la meraviglia che a Tokyo, per via del Covid, ci è stata preclusa».
Se le azzurre della ritmica erano (non più ora) le Farfalle, le azzurre dell’artistica si definiscono Fate. Negli ultimi giorni Alice e Asia, assieme alle altre compagne di Nazionale, hanno fatto un tatuaggio, una fata appunto, per ricordare la propria appartenenza a un mondo in cui la fatica è mascherata dalla magia del gesto, i sacrifici dalla bellezza. «I Mondiali di Anversa non saranno i primi senza mia sorella» dice Asia, «ma certo sarà strano. Siamo abituate a dividere tutto, a specchiarci l’una nell’altra. Ci sentiremo, anche se abbiamo il vizio di parlare tanto di ginnastica, di confrontarci su ogni aspetto, ogni esercizio. Tra due sorelle è normale, a maggior ragione tra due gemelle».
Quando saremo grandi
Nel 2022, all’Europeo di Monaco, Asia vinse l’oro nell’individuale prima di infortunarsi gravemente ai legamenti della caviglia durante il volteggio. Quel giorno Alice, pur rabbuiata e spaventata dalle lacrime della sorella, conquistò un memorabile argento alle parallele. Un mese più tardi, a settembre, le gemelle D’Amato hanno perso, per un brutto male, il papà Massimo, vigile del fuoco impegnato anche nei soccorsi dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova. «Non sai cosa daremmo per dirti anche una sola volta “ciao papà” e abbracciarti forte forte!!! Per dirti tutto quello che abbiamo fatto e che stiamo continuando a fare…per te e per noi!» scrissero sui social. «Il nostro legame ci ha aiutato a farci forza e andare avanti» raccontarono a Olympics.com. Il loro ventesimo compleanno, lo scorso 7 febbraio, l’hanno festeggiato con due torte alla frutta uguali, cambiava solo l’intestazione: Auguri Alice, Auguri Asia. «Non siamo troppo social, non possiamo certamente definirci influencer. La nostra passione è lo sci. E poi adoriamo viaggiare e “da grandi” cercheremo di farlo molto più di ora. La ginnastica è palazzetto-albergo, ma vorremmo conoscere tanti luoghi che abbiamo solo sfiorato finora».
La ginnastica si è presa tutto, ma ha anche restituito in gioie e medaglie equamente, a entrambe. Alice lotterà ad Anversa per aggiungerne altre alla sua collezione già vasta. «Vorrei una carriera lunga come quella di Vanessa Ferrari, ma soprattutto vorrei poter scegliere il momento di dire basta e non essere costretta a farlo da un infortunio. Ma tutto, nella ginnastica e anche nella vita, è una questione di equilibrio. Con te stessa e col mondo attorno a te. Un esercizio fatto bene nasce nella testa, il corpo segue ed esegue».