Serial killer per conto di Dio
di Carlo LucarelliGaspare Zinnanti: nel 1997 uccise tre persone a Milano. Morì suicida 4 anni dopo in un ospedale psichiatrico
(ansa)C’è Gaspare che la segue e le sta dietro, dovunque vada. In cucina, in salotto, in camera da letto, Francesca si muove per casa e lui dietro.
Ormai c’è abituata alle sue stranezze, Gaspare non è un tipo facile, anche perché non l’ha mai avuta una vita facile. Infanzia in collegio, poi la strada, a Milano, droga, piccole rapine, piccoli furti, prostituzione, uomini e donne, non importa, basta tirare avanti un’altra giornata.
Quando ha incontrato Francesca, vent’anni più grande di lui, sembrava che le cose, finalmente, si fossero messe a posto. Non dormiva più in strada, dove capitava, c’era qualcuno che provvedeva a lui, che gli voleva bene.
Quel giorno, però, Gaspare è un po’ più strano del solito. Sta attaccato a Francesca come un’ombra, e poi, all’improvviso, quando lei gli volta di nuovo le spalle la colpisce alla testa con un martello. Un massacro.
Ma perché lo ha fatto? Va bene, Gaspare è un tipo strano, difficile, ma così è troppo. Anche perché non è finita.
C’è Gaspare che la segue e le sta dietro, dovunque vada. In cucina, in salotto, in camera da letto, Francesca si muove per casa e lui dietro.
Ormai c’è abituata alle sue stranezze, Gaspare non è un tipo facile, anche perché non l’ha mai avuta una vita facile. Infanzia in collegio, poi la strada, a Milano, droga, piccole rapine, piccoli furti, prostituzione, uomini e donne, non importa, basta tirare avanti un’altra giornata.
Quando ha incontrato Francesca, vent’anni più grande di lui, sembrava che le cose, finalmente, si fossero messe a posto. Non dormiva più in strada, dove capitava, c’era qualcuno che provvedeva a lui, che gli voleva bene.
Quel giorno, però, Gaspare è un po’ più strano del solito. Sta attaccato a Francesca come un’ombra, e poi, all’improvviso, quando lei gli volta di nuovo le spalle la colpisce alla testa con un martello. Un massacro.
Ma perché lo ha fatto? Va bene, Gaspare è un tipo strano, difficile, ma così è troppo. Anche perché non è finita.
Gaspare butta via gli abiti e il martello insanguinato, poi va a trovare Alvaro, con cui aveva avuto una relazione quando stava per la strada. Resta con lui per un po’, lo segue per casa, poi, quando Alvaro si siede a tavola Gaspare gli gira alle spalle e lo colpisce alla testa con un martello. Un altro massacro.
Ma perché? E non è ancora finita. Gaspare torna in strada, conosce Vincenzo, un senzatetto che dorme in una palazzina abbandonata. Questa volta non lo segue, aspetta che si addormenti e lo massacra.
Perché?
Perché glielo ha detto Gesù.
Gaspare Zinnanti è un serial killer del tipo che alcune classificazioni definiscono “missionario” Deve liberare il mondo, ripulirlo, salvarlo, glielo ha detto Gesù. Così, il 12 marzo 1997, verso le nove e mezzo del mattino, Gaspare scende nella metropolitana di Milano, individua la persona giusta, una donna, le si avvicina da dietro e quando arriva il treno la spinge sui binari.
La donna si salva, e ha fatto in tempo a vedere quello strano tipo che le stava alle spalle, lo descrive così dettagliatamente che quando Gaspare assale un’altra donna, senza però ucciderla, questa conferma l’identikit della prima, dando all’aggressore un volto ben preciso.
Lo trovano alla stazione centrale e lo arrestano. Gaspare racconta di Gesù ma è una chiamata di correo che ovviamente non serve a scagionarlo, e finisce nell’istituto psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia.
Dove morirà suicida una mattina di luglio del 2011.
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Sul Venerdì del 15 settembre 2023