Il Venerdì

L’asfalto si tinge di rosso. E di verde

L’asfalto si tinge di rosso. E di verde

Lo realizza la famiglia Giannattasio: recuperato da vecchie pavimentazioni e colorato per una maggiore visibilità

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Produrre asfalto sostenibile potrebbe sembrare una cosa impossibile, un controsenso. Al contrario: cercare di capire come recuperare il “vecchio” materiale per riutilizzarlo è un’impresa ardua ma necessaria, cui da tempo si dedicano i #GreenHeroes di Iterchimica. Della famiglia Giannattasio e della loro azienda avevamo raccontato il lavoro di diversi anni per mettere a punto tecnologie per asfalti sostenibili. E proprio questa estate, dopo studi, prove e sperimentazioni, è nato un asfalto green, innovativo, sostenibile e sicuro, recuperato al 100 per cento da materiale proveniente dalla demolizione di vecchie pavimentazioni. È stato utilizzato per la prima volta per due tratti della pista ciclabile che corre lungo l’Idroscalo di Milano. Quasi 1.000 mq coperti con una tecnologia innovativa che consente notevoli risparmi nell’arco di vita utile della pavimentazione rispetto a quelle realizzate con le tecnologie tradizionali a caldo: 9,6 tonnellate di CO2 equivalente non immesse in atmosfera (il 70 per cento in meno), e 186,8 tonnellate di materie prime che non sono state estratte da cave (il 96 per cento in meno). In questo modo l’asfalto ammalorato può essere riutilizzato per una nuova stesa, con le stesse proprietà di quello prodotto in modo tradizionale. Inoltre, grazie all’utilizzo di ossidi, la pavimentazione è stata colorata di rosso per aumentarne la visibilità, garantire maggiore sicurezza stradale e ridurre il calore in ambito urbano, visto che il manto ciclabile – lo attesta una ricerca condotta dall’università di Padova in collaborazione con Iterchimica – registra una temperatura media decisamente più bassa, fino a 18°C in meno. Torniamo quindi a salutare questi vecchi compagni di viaggio che dimostrano come grazie alla tenacia si possa fare innovazione green nel nostro Paese.

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