La trama dell’amore (e della vita)
di Vittorio LingiardiI tre protagonisti del film di Maryam Touzani Il caftano blu: da sinistra, Ayoub Missioui (Youssef), Lubna Azabal (Mina) e Saleh Bakri (Halim)
Il caftano blu di Maryam Touzani è un omaggio alla pazienza che, sorella della lentezza, scandisce il tempo del lavoro psichico, l’elaborazione del cambiamento. Il tempo della conoscenza di sé, ma soprattutto della separazione e del lutto. Il caftano blu è anche un meraviglioso film sull’amore, che qui assume tre forme: l’amore di Halim come rinuncia, quello di Youssef come attesa, quello di Mina come dono.
Chiunque ha amato sa che, se pur qui divise, queste tre figure convivono, in movimento perenne, dentro ogni cuore. La storia di fedeltà e passione che lega le vite di Mina, Halim e Youssef si svolge nella medina di Salé, cittadella marocchina che guarda l’Atlantico. Il ritmo discordante dei loro amori è scandito dal tempo del ricamo…
Il caftano blu di Maryam Touzani è un omaggio alla pazienza che, sorella della lentezza, scandisce il tempo del lavoro psichico, l’elaborazione del cambiamento. Il tempo della conoscenza di sé, ma soprattutto della separazione e del lutto. Il caftano blu è anche un meraviglioso film sull’amore, che qui assume tre forme: l’amore di Halim come rinuncia, quello di Youssef come attesa, quello di Mina come dono.
Chiunque ha amato sa che, se pur qui divise, queste tre figure convivono, in movimento perenne, dentro ogni cuore. La storia di fedeltà e passione che lega le vite di Mina, Halim e Youssef si svolge nella medina di Salé, cittadella marocchina che guarda l’Atlantico. Il ritmo discordante dei loro amori è scandito dal tempo del ricamo, arte nobile in via d’estinzione di cui Halim è mâalem, maestro sarto, e Youseff silenzioso apprendista. Halim sa che oggi i caftani, anche i più belli, sono cuciti e ricamati a macchina, ma non vuole tradire la sua arte.
Né vuole tradire la sua vita con Mina, fatta di tenerezza, gratitudine, dolce venerazione. Il suo mondo amoroso mi riporta ai versi di Saba: «O mio cuore dal nascere in due scisso/quante pene durai per uno farne!/Quante rose a nascondere un abisso!».
Come avrete capito, Il caftano blu è quell’oggetto di struggente lavoro sopra il quale un uomo che ama gli uomini ricama, attento a non strapparne il filo dorato, l’amore per una donna. PS. scrivendo di cinema d’amore che fa piangere ricordo il mio amico Vieri Razzini (se n’è andato da un anno) e la sua passione per il cinema d’amore che fa ridere. Pensando a lui, Cesare Petrillo con Circuito cinema hanno organizzato una rassegna imperdibile di 40 commedie dell’epoca d’oro di Hollywood. S’intitola L’eterna illusione e inizia con Il cielo può attendere di Lubitsch. In corso al Quattro Fontane di Roma e dal 2 ottobre all’Anteo di Milano.
Sul Venerdì del 29 settembre 2023