Giocare una partita di tennis quantistico, diventare piccoli come Alice nel Paese delle meraviglie, vedere un cubo a quattro dimensioni che cammina, sentire l'eco del Big Bang, scoprire (di nuovo) “la particella di Dio”: tutto questo e molto altro si potrà fare da domani allo Science Gateway di Ginevra, un parco della fisica aperto a bambini e adulti (e gratis per tutti) dove leggi e meraviglie dell'universo diventano un gioco da ragazzi. Voluto fortemente da Fabiola Gianotti, direttrice del Cern, è stato disegnato da Renzo Piano e finanziato in grossa parte dal presidente di Stellantis (e del Gruppo Gedi) John Elkann.
Visto dall'alto appare come una Stazione Spaziale, mentre alla base spiccano i tunnel ispirati all'acceleratore di particelle del Cern, l'Lhc, dove è stato scoperto il bosone di Higgs: «L'idea è quella di invitare anche il pubblico a provare, sbagliare e ritentare, che poi è quello che facciamo noi scienziati» ha detto Gianotti a Elena Dusi, che per la storia di copertina del nuovo Venerdì è andata a visitarlo in anteprima.
A seguire, Marco Cattaneo ci racconta la lunga storia della divulgazione scientifica, dalle Wunderkammer del Cinquecento in cui si esibivano collezioni di fossili e animali impagliati, alla recente nascita dei musei interattivi, dove si incontrano dinosauri, si esplorano galassie e si manovrano robot.
Negli altri servizi, in anteprima un racconto autobiografico di Pedro Almodóvar (da una raccolta in uscita per Guanda), un reportage di Raffaele Oriani da Treviso dopo l'allarme baby gang e un servizio di Gianluca Di Feo su come in pochi anni i colpi di Stato hanno cambiato la fascia del Sahel: