Vite da extraterrestri a Teheran
di Vittorio LingiardiL'attrice Sadaf Asgari è tra i protagonisti del film Kafka a Teheran di Ali Asgari
Da ieri nelle sale, vi consiglio un piccolo grande film. S’intitola Terrestrial Verses, in omaggio a una raccolta della poetessa Forough Farrokhzad, ma la perversione burocratica che racconta è piuttosto extraterrestre. Il titolo scelto dalla distribuzione italiana, infatti, è Kafka a Teheran: undici brevi episodi che, in bilico tra humor sovversivo e disperazione, illustrano come, nei regimi totalitari, l’oppressione burocratica diventi controllo dei corpi e umiliazione psicologica.
Reduci da esperienze di produzione frustranti, i registi Ali Asgari e Alireza Khatami questa volta non volevano perdere tempo e girano un film a inquadratura fissa (ma ritmo perfetto). Sono piccole storie surreali: la prima diverte, la seconda preoccupa, la terza inquieta, la quarta s…
Da ieri nelle sale, vi consiglio un piccolo grande film. S’intitola Terrestrial Verses, in omaggio a una raccolta della poetessa Forough Farrokhzad, ma la perversione burocratica che racconta è piuttosto extraterrestre. Il titolo scelto dalla distribuzione italiana, infatti, è Kafka a Teheran: undici brevi episodi che, in bilico tra humor sovversivo e disperazione, illustrano come, nei regimi totalitari, l’oppressione burocratica diventi controllo dei corpi e umiliazione psicologica.
Reduci da esperienze di produzione frustranti, i registi Ali Asgari e Alireza Khatami questa volta non volevano perdere tempo e girano un film a inquadratura fissa (ma ritmo perfetto). Sono piccole storie surreali: la prima diverte, la seconda preoccupa, la terza inquieta, la quarta sconcerta, la quinta sconvolge, la sesta sgomenta e così via. Insieme compongono un affresco che sembra follia in ordine sparso ma è invece un preciso programma politico di prostrazione mentale. Se volete capire come funziona, anche ad altre latitudini, il microsadismo di regime leggete Clown. Il dittatore e l’artista dello scrittore rumeno Norman Manea, con il resoconto delle pratiche umilianti a cui veniva sottoposto, sotto Ceausescu, chiunque possedesse una macchina da scrivere.
Nel film di Asgari e Khatami vediamo un padre che non riesce a registrare all’anagrafe il neonato perché il nome che gli ha assegnato è sgradito, una studentessa che deve “confessare” alla preside che un compagno la porta a scuola in moto, un ragazzo che vuol fare l’autista ma ha una poesia tatuata sul braccio, una bambina che adora i suoi jeans ma per andare a scuola è costretta a intabarrarsi.E naturalmente un regista a cui massacrano un copione, non adatto ai criteri della censura. Kafka a Teheran: un film di resistenza civile, girato fuori dal Paese, che in Iran nessuno vedrà.
Sul Venerdì del 6 ottobre 2023