La musica nei versi di Machado
di Giuseppe VidettiQuesti sono versi di Antonio Machado musicati da Paco Ibáñez. Oggi non succede più di frequente, ma una volta ce n’erano di interpreti e cantautori che davano voce ai grandi poeti! Qualche volta anche con risultati commerciali non disprezzabili. In Italia: Sergio Endrigo con Ungaretti; Domenico Modugno con Salvatore Quasimodo. In Francia: Léo Ferré con Verlaine, Rimbaud con Baudelaire; Jean Ferrat con Aragon; Mouloudji con Apollinaire e Jean Genet. In Spagna: Enrique Morente e Camarón de la Isla con Federico García Lorca. In Portogallo: Amália Rodrigues con Luís de Camões. In Brasile: Maria Bethânia con Fernando Pessoa. In Argentina e Messico: Mercedes Sosa e Chavela Vargas con Pablo Neruda. Negli Usa: Nina Simone con Langston Hughes. In Egitto e nel mondo arabo: Oum Kalthoum con Omar Khayyam.
All’inizio del millennio fu pubblicata una compilation di artisti spagnoli alle prese con i versi di Antonio Machado (1875-1939), il poeta di Siviglia che, stanco e malato, morì in Francia …
Questi sono versi di Antonio Machado musicati da Paco Ibáñez. Oggi non succede più di frequente, ma una volta ce n’erano di interpreti e cantautori che davano voce ai grandi poeti! Qualche volta anche con risultati commerciali non disprezzabili. In Italia: Sergio Endrigo con Ungaretti; Domenico Modugno con Salvatore Quasimodo. In Francia: Léo Ferré con Verlaine, Rimbaud con Baudelaire; Jean Ferrat con Aragon; Mouloudji con Apollinaire e Jean Genet. In Spagna: Enrique Morente e Camarón de la Isla con Federico García Lorca. In Portogallo: Amália Rodrigues con Luís de Camões. In Brasile: Maria Bethânia con Fernando Pessoa. In Argentina e Messico: Mercedes Sosa e Chavela Vargas con Pablo Neruda. Negli Usa: Nina Simone con Langston Hughes. In Egitto e nel mondo arabo: Oum Kalthoum con Omar Khayyam.
All’inizio del millennio fu pubblicata una compilation di artisti spagnoli alle prese con i versi di Antonio Machado (1875-1939), il poeta di Siviglia che, stanco e malato, morì in Francia dove, in piena guerra civile, si era rifugiato con la famiglia in fuga dai golpisti (la bara, coperta dalla bandiera repubblicana e portata in spalla da sei miliziani, venne tumulata nel cimitero di Collioure, un paesino nei Pirenei Occidentali: avevano da poco passato il confine, troppo stanchi per raggiungere Parigi). Nell’album ci sono artisti meravigliosi: il grande Carlos Cano (Yo voy soñando caminos), il cantautore catalano Juan Manuel Serrat (Del pasado efímero), Vicente Soto (Una mañana de otoño) e il cantautore argentino Alberto Cortez (Retrato).
Ma la poesia che colpisce al cuore – perché diventa felicemente canzone – è Tus ojos me recuerdan interpretata da Paco Ibáñez, valenciano, classe 1934, già interprete di Federico García Lorca. Una voce antica accompagnata solo dalla chitarra: poeta, musicista e cantante diventano una persona sola. L’artista.