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Ricetta: spaghetti alla tunisina. Perché la pasta è senza confini

Spaghetti alla tunisina

 
Bettino Craxi non poteva farne a meno. Nemmeno a Hammamet. Dove la pasta “con la salsa” è più tradizionale del couscous
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Ho di recente rivisto Hammamet, il tanto discusso film di Gianni Amelio sugli ultimi mesi di vita di Bettino Craxi. L’interpretazione di Pierfrancesco Favino resta molto impressionante, in particolare nei capricci, nelle bizze e negli scatti d’ira di un uomo anziano e malato. Uomo anziano e malato che, nello specifico, era anche un latitante condannato a una decina di anni di carcere con sentenze passate in giudicato.

Craxi era, secondo tutte le biografie, particolarmente vorace, anche nel senso letterale. Si favoleggia di pranzi nelle trattorie milanesi in cui mangiava due piatti di pasta, uno dopo l’altro.

Malato di diabete, la pasta non la poteva mangiare, ma il leader socialista non è certo passato alla storia per l’amore per le regole. E quindi la mangia lo stesso, in p…

Ho di recente rivisto Hammamet, il tanto discusso film di Gianni Amelio sugli ultimi mesi di vita di Bettino Craxi. L’interpretazione di Pierfrancesco Favino resta molto impressionante, in particolare nei capricci, nelle bizze e negli scatti d’ira di un uomo anziano e malato. Uomo anziano e malato che, nello specifico, era anche un latitante condannato a una decina di anni di carcere con sentenze passate in giudicato.

Craxi era, secondo tutte le biografie, particolarmente vorace, anche nel senso letterale. Si favoleggia di pranzi nelle trattorie milanesi in cui mangiava due piatti di pasta, uno dopo l’altro.

Malato di diabete, la pasta non la poteva mangiare, ma il leader socialista non è certo passato alla storia per l’amore per le regole. E quindi la mangia lo stesso, in particolare in due scene: in un caso il giovane misterioso che lo segue ovunque gli cucina la pasta alle tre di notte, perché il “presidente” non è capace. Nell’altro caso, più interessante, sta pranzando con un vecchio amico in visita, e a un certo punto Craxi ruba il piatto di pasta all’amico, perché non ha voglia di mangiare il couscous che è destinato a lui.

Siamo ovviamente in Tunisia, e tutto viene cucinato dal personale di servizio: in realtà, in Tunisia si mangia molto più spesso la pasta che il couscous, che è destinato ai giorni di festa e agli ospiti speciali.

Il resto dei giorni è molto frequente che, sulle tavole di casa, appaiano quei piatti di pasta rossa speziata che, in francese, prendono il poetico e semplicissimo nome di “pasta alla salsa”.
Tutto ciò per dire che la pasta non è solo italiana: la pasta è di tutti, in particolare delle terre oggi fragilissime, di fronte a noi, dove secoli fa è stata inventata.

Ricetta: spaghetti alla tunisina

Ingredienti per 2 persone:
200 gr di spaghetti
150 gr di pomodori pelati
1 piccola cipolla
1 cucchiaino di coriandolo in polvere
1 cucchiaino di carvi in polvere
(o di cumino)
2 cucchiaini di harissa
1 peperone verde tagliato a cubetti
Tante foglioline di menta fresca
Il succo di mezzo limone
Olio, sale e pepe

Come procedere

Affettate la cipolla finemente e mettetela a soffriggere con due cucchiai di olio. Quando sarà ben appassita e leggermente caramellata aggiungete il peperone a cubetti, il coriandolo, il carvi e l’harissa e tostatele un minuto girando bene le cipolle. Aggiungete i pelati spezzandoli con le mani, un cucchiaino di sale e lasciate cuocere dolcemente per 20 minuti. A questo punto, se volete una salsa più liscia, passatela al passaverdure o al minipimer (nel primo caso verrà molto rossa, nel secondo più arancione). Potete anche non frullarla affatto. Cuocete la pasta in acqua salata, come sanno fare tutti, scolatela e conditela
con la salsa. Servite con una piccola insalata di foglie di menta marinate in olio e molto succo di limone.

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