Se volete vivere a lungo fate attenzione all’ossido nitrico: parola di Nobel
di Elisa ManacordaGetty Images
Con la sua scoperta, grazie alla quale ha vinto il Premio Nobel in Fisiologia e Medicina nel 1998 insieme a Robert Furchgott e Ferid Murad, ha fatto felici molti uomini e altrettante donne. Perché è proprio grazie ai suoi studi sull’ossido nitrico (NO, in italiano anche monossido di azoto), se le aziende farmaceutiche hanno potuto mettere a punto la famosa pillola blu e in generale i farmaci contro la disfunzione erettile. Per questo lo hanno spesso definito “il padre del Viagra”. Ma a Louis Ignarro, autore del libro Dr NO (Vertel Publishing, 2021), non dispiace. Anzi, ci scherza su: «L’unica che non apprezzava questo nomignolo era mia madre: ogni volta che lo sentiva si arrabbiava. Digli di smetterla! mi ripeteva sempre».
Che effetto le fece ricevere la telefonata da Stoccolma?
«L’annuncio del Nobel arrivò due mesi dopo che la Food and Drug Administration aveva approvato il nuovo farmaco. Un tempismo che mi ha colpito. È stata una coincidenza, mi domandai, o il Viagra ha avuto un ruolo…
Con la sua scoperta, grazie alla quale ha vinto il Premio Nobel in Fisiologia e Medicina nel 1998 insieme a Robert Furchgott e Ferid Murad, ha fatto felici molti uomini e altrettante donne. Perché è proprio grazie ai suoi studi sull’ossido nitrico (NO, in italiano anche monossido di azoto), se le aziende farmaceutiche hanno potuto mettere a punto la famosa pillola blu e in generale i farmaci contro la disfunzione erettile. Per questo lo hanno spesso definito “il padre del Viagra”. Ma a Louis Ignarro, autore del libro Dr NO (Vertel Publishing, 2021), non dispiace. Anzi, ci scherza su: «L’unica che non apprezzava questo nomignolo era mia madre: ogni volta che lo sentiva si arrabbiava. Digli di smetterla! mi ripeteva sempre».
Che effetto le fece ricevere la telefonata da Stoccolma?
«L’annuncio del Nobel arrivò due mesi dopo che la Food and Drug Administration aveva approvato il nuovo farmaco. Un tempismo che mi ha colpito. È stata una coincidenza, mi domandai, o il Viagra ha avuto un ruolo determinante nel persuadere il Comitato per il Nobel a considerare le nostre ricerche sull’ossido nitrico? Ho fatto qualche indagine e ho scoperto che la maggioranza dei membri del Comitato che mi aveva selezionato era rappresentata da uomini di età superiore ai sessant’anni!».
Oltre a migliorare le performance sessuali, quali altri effetti ha l’ossido nitrico sull’organismo?
«È uno dei pilastri dell’invecchiamento in salute. Molti pensano che questa molecola sia tossica: di fatto lo è, ma ad alte concentrazioni. Nella fisiologia umana, è un mediatore che le cellule utilizzano per comunicare tra loro. La sua azione vasodilatatrice contribuisce alla riduzione della pressione sanguigna, aumentando il flusso di sangue alle cellule. Non solo: previene la formazione delle placche aterosclerotiche, riducendo anche l’infiammazione a livello delle arterie. Quindi ha un’azione protettiva sul sistema cardiovascolare, contro infarto, insufficienza cardiaca, ictus».
Visto che questa molecola è così importante per la salute e la longevità, come si può aumentare la sua produzione nell’organismo?
«Sono sempre stato convinto che la produzione continua di ossido nitrico sia strettamente legata a una dieta sana e a una moderata attività fisica. Oggi sappiamo che per prevenire il diabete di tipo 2, l’ictus e l’infarto la cosa migliore è mangiare sano e fare attività fisica tre o quattro giorni a settimana. Facile, no? Già, ma se è così perché più del 70 per cento della popolazione negli Stati Uniti soffre di una o più forme di malattie cardiovascolari? La risposta è semplice e allarmante allo stesso tempo: perché per quanto incredibile possa sembrare, il 70 per cento della popolazione statunitense non segue uno stile di vita sano!».
Dieta e allenamento, dunque, per restare in salute. Ma qual è il ruolo dell’ossido nitrico?
«Sappiamo da migliaia di anni che l’attività fisica è fondamentale per la longevità, ma fino a poco tempo fa non ne conoscevamo la ragione. Oggi è chiaro che il motivo riguarda proprio il NO. L’esercizio fisico stimola infatti la produzione di questa molecola nelle cellule endoteliali che rivestono le arterie. Quando ci muoviamo velocemente, la frequenza cardiaca aumenta e il sangue viene pompato attraverso le arterie con più forza. Questa pressione sulle cellule endoteliali vascolari è il segnale che le spinge a produrre più ossido nitrico, che a sua volta provoca vasodilatazione e, quindi, aumenta il flusso sanguigno. Una attività importantissima, visto che tutte le cellule, in particolare quelle muscolari, hanno bisogno di ossigeno e sostanze nutritive per contrarsi e generare la forza necessaria per muovere gli arti. Più impegnativo è il movimento del corpo, per esempio con una attività fisica moderata, maggiore è il volume di sangue che circola nelle arterie e nelle vene, con una riduzione del rischio di infarto, ictus, diabete, disturbi mentali e molte altre malattie. In conclusione: buona salute, esercizio fisico e ossido nitrico vanno di pari passo».
Anche una alimentazione sana ha un ruolo importante nella produzione di ossido nitrico. Perché?
«Essere in sovrappeso, ma non necessariamente obesi, porta a una diminuzione della produzione e dell’azione di monossido di azoto, che, a sua volta, può favorire l’insorgenza di malattie cardiovascolari. In cosa consiste una dieta equilibrata? Sostanzialmente nel mangiare cibi che appartengono ai diversi gruppi alimentari (cereali integrali, frutta e verdura, proteine, latticini, grassi e zuccheri) ma nelle giuste quantità. Oggi sappiamo che alcune sostanze alimentari hanno un effetto sulla produzione o sull’azione dell’ossido nitrico nell’organismo. I grassi saturi e il sale da cucina (cloruro di sodio) per esempio possono interferire notevolmente con la produzione di NO inibendo l’enzima che lo produce. Anche l’eccessivo consumo di zucchero si traduce in una riduzione della produzione di ossido nitrico da parte delle cellule endoteliali vascolari, aumentando il rischio di diabete di tipo 2, ipertensione, aterosclerosi o malattia coronarica, ictus cerebrale e insufficienza renale».
Quindi quali cibi dovremmo consumare per aumentare la produzione di NO?
«Il pesce per esempio, così come avocado e noci. Questi cibi contengono infatti acidi grassi omega-3, che rafforzano le cellule endoteliali vascolari consentendo loro di produrre ossido nitrico in modo continuo. Le proteine, dal canto loro, sono essenziali per fornire aminoacidi fondamentali come L-arginina e L-citrullina, anch’essi necessari per la produzione di ossido nitrico. Frutta e verdura contengono antiossidanti naturali, che proteggono l’ossido nitrico dallo stress ossidativo. Tra le verdure che contengono nitrato, bisogna ricordare le barbabietole e gli spinaci, che nell’America degli anni Venti ebbero un improvviso successo grazie a Braccio di Ferro. I cartoni animati erano così popolari durante la Depressione che le vendite di spinaci negli Usa aumentarono del 33 per cento, e per un breve periodo sono diventati il terzo cibo per bambini più popolare dopo il gelato e il tacchino! Oggi sappiamo che gli spinaci sono salutari per il loro alto contenuto di ferro, ma è altrettanto importante sottolineare che forniscono nitrati e nitriti che l’organismo può convertire in ossido nitrico. Gli alimenti multicereali, poi, vanno consumati con regolarità perché forniscono fibre e aumentano anche i livelli di NO».
Ma lei, riesce a seguire tutti questi buoni consigli?
«Da quando mi sono convinto che l’ossido nitrico sia essenziale per la longevità, ho iniziato a prestare maggiore attenzione al mio stile di vita, assicurandomi di mettere in pratica sempre ciò che predico. Sapendo che la vita da premio Nobel sarebbe stata impegnativa e ricca di viaggi e cene di lavoro, con il rischio di aggiungere diversi centimetri al mio girovita, ho cambiato le mie abitudini alimentari, e insieme a mia moglie ho cominciato ad allenarmi con regolarità, correndo all’aperto e andando in palestra. Oggi, a vent’anni di distanza, posso dire di essere un ottantenne in salute. Anche grazie alla scoperta che mi ha portato a Stoccolma».
Sul Venerdì del 6 ottobre 2023