Michela Monaco, espulsa dalla Lega: “Ora aiuto Nardella ad abbattere le barriere architettoniche”
di Carmine SavianoMichela Monaco, consigliera comunale di FirenMichela Monaco, consigliera comunale di Firenze ora indipendente, con Matteo Salvini
“Guardi che fino a un minuto prima io ero assolutamente della Lega…ci sono rimasta malissimo”. Michela Monaco, 29 anni, si sfoga così al telefono da Bruxelles dove sta partecipando a una conferenza delle Young Elected Program della Ue. Consigliera comunale a Firenze, affetta da Atassia di Friedreich, è stata allontanata dal partito di Salvini – nella cui sezione giovanile ricopriva anche il ruolo di referente nazionale per la disabilità – con un comunicato stampa «di cui non sapevo assolutamente niente».
Ma davvero proprio nulla? Nessuna avvisaglia?
«L’ho appreso come tutti gli altri nel momento in cui lo hanno inviato».
Espulsa a mezzo stampa.
«Non l’ho ancora capita questa cosa. Anche perché due minuti prima avevo incontrato il capogruppo della Lega in consiglio comunale che mi aveva salutato sorridendo come se niente fosse. Non ha avuto neanche la decenza di dirmi una parola. Che maleducazione...».
Non sarà perché le stava per arrivare una nomina da parte del sindaco (Pd)? O forse p…
“Guardi che fino a un minuto prima io ero assolutamente della Lega…ci sono rimasta malissimo”. Michela Monaco, 29 anni, si sfoga così al telefono da Bruxelles dove sta partecipando a una conferenza delle Young Elected Program della Ue. Consigliera comunale a Firenze, affetta da Atassia di Friedreich, è stata allontanata dal partito di Salvini – nella cui sezione giovanile ricopriva anche il ruolo di referente nazionale per la disabilità – con un comunicato stampa «di cui non sapevo assolutamente niente».
Ma davvero proprio nulla? Nessuna avvisaglia?
«L’ho appreso come tutti gli altri nel momento in cui lo hanno inviato».
Espulsa a mezzo stampa.
«Non l’ho ancora capita questa cosa. Anche perché due minuti prima avevo incontrato il capogruppo della Lega in consiglio comunale che mi aveva salutato sorridendo come se niente fosse. Non ha avuto neanche la decenza di dirmi una parola. Che maleducazione...».
Non sarà perché le stava per arrivare una nomina da parte del sindaco (Pd)? O forse perché si è astenuta sulla norma anti Airbnb, laddove Nardella voleva limitarli e la Lega no?
«Il sindaco mi ha indicato come sua consigliera speciale per l’eliminazione delle barriere architettoniche proprio perché sono stata cacciata dalla Lega. Quanto agli Airbnb, non credo proprio sia stato il motivo della mia espulsione».
Nel comunicato si legge: “Resta la simpatia umana”. Non è una cosa particolarmente carina da dire…
«Sì, quella frase mi ha fatto un certo effetto».
Ma in privato i suoi ex colleghi di partito saranno stati più cortesi.
«Macché…nulla di nulla».
E Salvini? Si è fatto vivo? Nel gennaio del 2021 le mostrò pubblica e rapidissima solidarietà quando subì il furto del motore della sua carrozzina.
«Zero. Lo ringrazio per il mio percorso, ma l’esito è stato davvero deludente. Un po’ come quando finisce una storia d’amore…».
Amore, addirittura…
«…Sì: ti accorgi in modo chiaro di come è fatta la persona che hai davanti».
E lei non si era accorta prima del tipo di persone che aveva davanti?
«Negli ultimi mesi le politiche della Lega sulla disabilità mi avevano un po’ delusa. Ho anche espresso il mio disappunto…».
Ma allora l’avranno cacciata per questo…
«Ne avevo parlato solo all’interno del partito. I panni sporchi si lavano in famiglia».
Appunto, ma andiamo avanti. La sua famiglia è di Secondigliano, Napoli. Lei è cresciuta nella Toscana rossa. Come ci è finita nella Lega?
«Ho iniziato a seguire con metodo la politica durante le elezioni del 2018. La Lega mi sembrava l’unico partito le cui proposte sulla disabilità erano effettive e concrete».
Non è un po’ ingenerosa verso gli altri?
«Che le devo dire…Forse ero giovane e incosciente…».
E adesso passa al Pd con Nardella?
«Adesso resto indipendente».
Il governo ha appena prorogato la disability card.
«In un mondo ideale non servirebbe a niente. Ma viviamo in un Paese dove esistono ancora migliaia di falsi invalidi e mi consenta di dirlo: è una vergogna gigantesca».
A Firenze ha lavorato anche per rendere più accessibile lo stadio Franchi.
«In realtà ne capisco pochissimo di sport. Ma conosco tante persone disabili che sono tifose sfegatate. E tutti devono poter andare a vedere una partita anche se non possono permettersi la tribuna. Il lavoro sulle barriere architettoniche è solo all’inizio».
Ha fatto una lotta anche per i parcheggi.
«Certo, ma le sembra giusto? Li fanno ma poi non realizzano lo scivolino che consente a chi è in carrozzina di potersi muovere con più facilità. Ho presentato una mozione, l’hanno approvata e quando a Firenze vedo un posto auto dotato di rampa sono la persona più felice del mondo».
Cos’altro la rende felice?
«Studiare, continuare a migliorarmi. Dopo la laurea mi sto specializzando, sto approfondendo il mio inglese. Non vivo di politica e non voglio farlo. A differenza di tanti altri…».
Come è arrivata alla politica?
«La mia terapista. Mi disse: “Perché non ci provi?”. Non ci avevo mai pensato prima».
Il suo impegno non è solo nel consiglio comunale.
«Cerco di dare una mano anche alle associazioni. A luglio abbiamo raccolto 30 mila euro per la ricerca sulla mia malattia. Sono briciole, ne servono milioni. Ci vuole tempo e impegno».
Nel tempo libero?
«Tanta musica, italiana soprattutto. Nelle ultime settimane la canzone da cui non riesco a staccarmi è En e Xanax di Samuele Bersani».
Che è tipo: le difficoltà si superano solo insieme, condividendole.
«È il mio metodo: ascoltare le difficoltà di tutte le persone che incontro e cercare di cambiare anche solo una piccola cosa».
Per concludere: chi mettiamo nel suo pantheon politico?
«Guardi, oggi come oggi sono in crisi nera con i riferimenti politici…sentiamoci più in là…».
Sul Venerdì del 13 ottobre 2023