Massimo Giannini: a chi mi chiede sempre di schierarmi rispondo come De André
di Massimo GianniniMassimo Giannini ritratto da Gipi
Dobbiamo schierarci. Sempre. E soprattutto, mi raccomando, “senza se e senza ma”. È il mantra del tempo presente, indotto dagli schemi binari e manichei delle arene digitali e televisive. E mi sta anche bene così. Ci siamo nutriti di troppo “pensiero debole”, e oggi un po’ di “legge morale dentro di noi” non ci fa male.
Però, ogni tanto, mi vengono dubbi. Di fronte all’atroce mattanza consumata da Hamas il 7 ottobre contro i civili inermi nei kibbutz, io sto con Israele, nonostante le colpe storiche dei suoi governi. Allo stesso modo, di fronte al sangue innocente versato a Gaza dall’esercito di Davide, io sto con i palestinesi, nonostante i crimini commessi dai terroristi di Haniyeh. Ma vedo che questa etica minima non ha diritto di cittadinanza. Sul Medioriente riconoscere che c’è un aggredito e un aggressore, ma poi provare a ragionare sulle cause del conflitto, è quasi impossibile. Se ci provi, tuo malgrado, ti becchi l’abbonamento gratis o alla curva di Hamas o a quella di N…
Dobbiamo schierarci. Sempre. E soprattutto, mi raccomando, “senza se e senza ma”. È il mantra del tempo presente, indotto dagli schemi binari e manichei delle arene digitali e televisive. E mi sta anche bene così. Ci siamo nutriti di troppo “pensiero debole”, e oggi un po’ di “legge morale dentro di noi” non ci fa male.
Però, ogni tanto, mi vengono dubbi. Di fronte all’atroce mattanza consumata da Hamas il 7 ottobre contro i civili inermi nei kibbutz, io sto con Israele, nonostante le colpe storiche dei suoi governi. Allo stesso modo, di fronte al sangue innocente versato a Gaza dall’esercito di Davide, io sto con i palestinesi, nonostante i crimini commessi dai terroristi di Haniyeh. Ma vedo che questa etica minima non ha diritto di cittadinanza. Sul Medioriente riconoscere che c’è un aggredito e un aggressore, ma poi provare a ragionare sulle cause del conflitto, è quasi impossibile. Se ci provi, tuo malgrado, ti becchi l’abbonamento gratis o alla curva di Hamas o a quella di Netanyahu.
Non solo. C’è un altro aspetto che mi agghiaccia e mi affascina. Nel teatrino dell’informazione – com’è già successo col Covid e poi con la sporca marcia di Mosca su Kiev – al fianco dei soliti squadristi da salotto tv si accomodano fior di nuovi, dottissimi opinionisti. Li avevi lasciati che discettavano del diverso impatto dei vaccini a Rna messaggero sulla proteina Spike, o dell’influsso della dottrina di Nikolaj Danilevskij sulle mire neo imperiali di Putin, e oggi te li ritrovi pensosi, a spiegare come equalmente la “tirannia sionista” sia stata influenzata dal falso mito dei suicidi collettivi di Masada, nel 74 dopo Cristo. E di nuovo, va bene così. Tutto serve, se aiuta a comprendere.
Tuttavia… Qualche decennio fa, se scoppiava il conflitto israelo-palestinese, tu per capire dovevi parlare con Bernardo Valli, Ettore Mo, Igor Man, o leggere i tomi da mille pagine di Benny Morris: Vittime, o Mossad. Cioè con gente che ha studiato quel problema da sempre, che in quei posti c’è stato mille volte. Oggi – ed è il bello ma anche il mostruoso del web – un commentatore qualsiasi si mette mezzo pomeriggio su Wikipedia, e per l’ora di cena è già pronto a impiattarti la sua Weltanschauung. E lo confesso, a scanso di equivoci: nell’eletta schiera, per dirla con Guccini, mi ci metto pure io. Ma per questo vacillo. E concludo con un altro mito della canzone d’autore. Il video circola su Instagram. Dice così: “Ho sempre pensato che ci sia ben poco merito nella virtù e ben poca colpa nell’errore, anche perché non ho ancora capito bene cosa esattamente sia la virtù, e cosa sia esattamente l’errore... del resto basta spostarci di latitudine, e vediamo che i valori diventano disvalori, e viceversa…E non parliamo poi dello spostarci nel tempo… Tutto questo per dire che io non ho nessuna verità assoluta in cui credere, non ho nessuna certezza in tasca e quindi non la posso regalare a nessuno. Va già bene se riesco a regalarvi qualche emozione...”.
Era Fabrizio De André.
Sul Venerdì del 27 ottobre 2023