✕

In Israele e Palestina hanno vinto i cattivi

PER POSTA: ogni settimana Michele Serra risponde ai lettori del Venerdì. «L’impossibile marcia per la pace che veda sfilare insieme israeliani e palestinesi»
2 minuti di lettura

Gentile Serra, riguardo agli ultimi orrori vorrei chiedere: perché continuano a dirci della povertà dei palestinesi e Hamas spreca milioni per le armi? Ogni missile sarebbe sufficiente a mantenere una famiglia per non so quanti mesi, invece di inneggiare alla morte e alla guerra si potrebbero costruire scuole e università, quello che forse temono, perché un popolo istruito è un popolo libero. Forse un modo per dare un primo colpo ai terroristi sarebbe quello di organizzare, in Italia e in Europa, non manifestazioni pro questo e pro quello, ma un’unica manifestazione per la pace dove marciassero fianco a fianco gli israeliani e i palestinesi che vivono in Europa per chiedere la pace. Sembra utopia?
Emanuela La Torre


Sì, gentile Emanuela. Sembra utopia: anzi lo è. Chiunque osasse andare in piazza con le due bandiere (due popoli, due Stati, risoluzione 181 dell’Onu del 1947) verrebbe sputacchiato o peggio dalle due tifoserie. I fanatici e gli esaltati, in mezzo alle fiamme e al dolore, si…

Gentile Serra, riguardo agli ultimi orrori vorrei chiedere: perché continuano a dirci della povertà dei palestinesi e Hamas spreca milioni per le armi? Ogni missile sarebbe sufficiente a mantenere una famiglia per non so quanti mesi, invece di inneggiare alla morte e alla guerra si potrebbero costruire scuole e università, quello che forse temono, perché un popolo istruito è un popolo libero. Forse un modo per dare un primo colpo ai terroristi sarebbe quello di organizzare, in Italia e in Europa, non manifestazioni pro questo e pro quello, ma un’unica manifestazione per la pace dove marciassero fianco a fianco gli israeliani e i palestinesi che vivono in Europa per chiedere la pace. Sembra utopia?
Emanuela La Torre


Sì, gentile Emanuela. Sembra utopia: anzi lo è. Chiunque osasse andare in piazza con le due bandiere (due popoli, due Stati, risoluzione 181 dell’Onu del 1947) verrebbe sputacchiato o peggio dalle due tifoserie. I fanatici e gli esaltati, in mezzo alle fiamme e al dolore, si trovano perfettamente a loro agio. Se si abbassassero i toni e si deponessero le armi, non saprebbero che cosa dire e che cosa fare. Il loro argomento è la supremazia dei “miei” sui “tuoi”. Non ne conoscono altri. In questo momento non si vedono spiragli, i “cattivi” hanno prevalso da una parte e dall’altra. Hamas ha inferto alla storia della resistenza palestinese una tragica, rovinosa svolta fondamentalista. I palestinesi laici (ci sono) e cristiani (ci sono) e musulmani moderati (ci sono) hanno ben poca voce in capitolo. Dall’altra parte, in Israele, una democrazia liberale e non confessionale sta radicalizzando il suo nazionalismo e le sue radici messianiche.

Gli ebrei democratici e riflessivi, come David Grossman, si sentono espropriati del loro Stato, del loro Israele, e denunciano il «tradimento di tutto quanto abbiamo caro come cittadini di questo Paese». Quanto a Hamas, non saprei dirle con cognizione di causa come spende i miliardi che arrivano dal mondo arabo e specialmente dal Qatar. Certo l’impressione che tra un missile e una scuola la scelta vada al primo è sotto gli occhi di tutti. Ed è altrettanto certo che le consorterie feudali che governano quasi tutto il mondo arabo non sottopongono al vaglio di alcuno, se non di se stessi, le loro scelte economiche e politiche. Fanno, insomma, quello che pare a loro, autocraticamente.
La democrazia, in questo senso, ha qualche chance in più di sottoporre a un minimo di contraddittorio (a un parlamento, a un elettorato, a un’opinione pubblica) le scelte di potere. In ogni modo nessuno, nel campo delle spese militari, ha la coscienza a posto. Si spendono in armi cifre iperboliche, spaventose, e tutti spiegano sempre che si tratta di una scelta difensiva, mai offensiva. Come mai, da tutti questi arsenali “difensivi”, scaturiscano poi guerre in serie, nessuno sa spiegarlo con chiarezza.

Sul Venerdì del 27 ottobre 2023

Leggi i commenti