Lhasa De Sela, quanto ci manca il suo talento
di Giuseppe VidettiLa copertina di Lhasa (2009)
Questa nasce da una costola di Tom Waits. «Dio il Signore fece cadere un profondo sonno sull’uomo, che si addormentò; prese una delle costole di lui, e richiuse la carne al posto di essa. Dio il Signore, con la costola che aveva tolto all’uomo, plasmò la donna e la condusse all’uomo» (Genesi 2, 21-22). Non sono un profondo conoscitore della Bibbia, ma chissà per quale misterioso percorso mentale dell’arte (o del pop?) ascoltando Love Came Here di Lhasa De Sela (1972-2010) mi perdo nel labirinto se non seguo le indicazioni che conducono alla Genesi e a Downtown Train (del Tom Waits di Rain Dogs, 1985). Non che i due artisti abbiano molto in comune, ma certe canzoni di Lhasa – un’altra è Small Song (da The Living Road, 2003) – per l’uso percussivo del contrabbasso e per certe inflessioni tormentose della voce rimandano alla seconda stagione artistica di Waits (quella da Swordfishtrombones in poi, per intenderci).
Lhasa, canadese-statunitense cresciuta in Messico e affascinata tanto…
Questa nasce da una costola di Tom Waits. «Dio il Signore fece cadere un profondo sonno sull’uomo, che si addormentò; prese una delle costole di lui, e richiuse la carne al posto di essa. Dio il Signore, con la costola che aveva tolto all’uomo, plasmò la donna e la condusse all’uomo» (Genesi 2, 21-22). Non sono un profondo conoscitore della Bibbia, ma chissà per quale misterioso percorso mentale dell’arte (o del pop?) ascoltando Love Came Here di Lhasa De Sela (1972-2010) mi perdo nel labirinto se non seguo le indicazioni che conducono alla Genesi e a Downtown Train (del Tom Waits di Rain Dogs, 1985). Non che i due artisti abbiano molto in comune, ma certe canzoni di Lhasa – un’altra è Small Song (da The Living Road, 2003) – per l’uso percussivo del contrabbasso e per certe inflessioni tormentose della voce rimandano alla seconda stagione artistica di Waits (quella da Swordfishtrombones in poi, per intenderci).
Lhasa, canadese-statunitense cresciuta in Messico e affascinata tanto da Chavela Vargas quanto dal melisma mediorientale, avrebbe prodotto meraviglie se il cancro non l’avesse strappata alla musica (Lhasa, terzo e ultimo album, fu registrato durante le sedute di chemio). Nel 2021 l’amico fraterno Rufus Wainwright incise una sontuosa versione di I’m Going in (con la Amsterdam Sinfonietta).
Ecco dieci canzoni per conoscere meglio Lhasa: 1) Con toda palabra (bellissimo il video realizzato da Ralph Dfouni e Brigitte Henry; è anche nella colonna sonora del film Ragazze che non sanno stare al mondo di Francesca Comencini), 2) De cara a la pared, 3) El desierto, 4) A Change Is Gonna Come (live), 5) El árbol del olvido, 6) Sometimes it Hurts (con i Tindesticks), 7) Anywhere on This Road (con Ibrahim Maalouf alla tromba), 8) Anyone and Everyone, 9) Wooden Arms (con Patrick Watson), 10) Rising.