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La saga dei centesimi di rame che nessuno vuole

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I negozianti non le vogliono. Nel portafogli pesano. E si è smesso anche di coniarle. eEppure di monete rossastre da 1 e 2 centesimi ne circolano ancora tante. Troppe. Ecco come liberarsene
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Molti se le ritrovano nel portamonete, in un cassetto della scrivania, oppure, nel più classico degli esempi, ci hanno riempito il salvadanaio. Sono le monetine da 1 e da 2 centesimi, meglio conosciute come i “ramini” per il colore rossastro dovuto alla placcatura in rame. Per anni sono state il terrore di cassiere e cassieri dei supermercati, costretti a interminabili attese di fronte ai clienti che, per liberarsi il portamonete, le estraevano una a una, spesso confondendo i tagli. Oggi sono molto più rare: dal primo gennaio 2018 l’Italia ha infatti smesso di coniarle, seguendo l’esempio di altri Paesi dell’eurozona come Finlandia, Paesi Bassi e Irlanda.

Lo stesso decreto legge 50 del 2017 prevede che gli esercenti possano arrotondare gli importi al multiplo di 5 centesimi più vicino. Ecco perché è diventato praticamente impossibile ricevere come resto i ramini di taglio più piccolo. Quello che non tutti sanno, però, è che abbiamo il pieno diritto di continuare a pagare con monete d…

Molti se le ritrovano nel portamonete, in un cassetto della scrivania, oppure, nel più classico degli esempi, ci hanno riempito il salvadanaio. Sono le monetine da 1 e da 2 centesimi, meglio conosciute come i “ramini” per il colore rossastro dovuto alla placcatura in rame. Per anni sono state il terrore di cassiere e cassieri dei supermercati, costretti a interminabili attese di fronte ai clienti che, per liberarsi il portamonete, le estraevano una a una, spesso confondendo i tagli. Oggi sono molto più rare: dal primo gennaio 2018 l’Italia ha infatti smesso di coniarle, seguendo l’esempio di altri Paesi dell’eurozona come Finlandia, Paesi Bassi e Irlanda.

Lo stesso decreto legge 50 del 2017 prevede che gli esercenti possano arrotondare gli importi al multiplo di 5 centesimi più vicino. Ecco perché è diventato praticamente impossibile ricevere come resto i ramini di taglio più piccolo. Quello che non tutti sanno, però, è che abbiamo il pieno diritto di continuare a pagare con monete da 1 e da 2 centesimi, il cui corso legale, dice chiaramente il decreto del 2017, “rimane impregiudicato”. Eppure sempre più spesso, i consumatori che tentano di raggiungere quota 5 centesimi con monete da 1 e da 2 si sentono rispondere di no dai negozianti. «Un fatto molto grave» spiega Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori che da anni segue la questione, «e purtroppo anche molto diffuso: i negozianti non possono scaricare sui clienti un loro problema, che è quello di smaltire queste monetine».

La domanda è, appunto, come smaltirle? Si possono portare nella propria banca, all’ufficio postale (ma non tutti gli sportelli offrono il servizio) o in una delle sedi di Banca d’Italia sparse per la Penisola. «Nei primi due casi, i centesimi versati ci vengono accreditati sul conto. Solo Banca d’Italia, invece, può cambiarli in monete o in banconote di tagli diversi» specifica Dona. Chi poi volesse portare una valigetta carica di ramini in una sede di Bankitalia deve però sapere che il cambio a vista si effettua solo fino a 500 pezzi. Oltre questa soglia, bisogna lasciare il malloppo e aspettare il bonifico nei giorni successivi.

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