Dov’è finito Giambruno?
di Natalia AspesiGentilissima signora Aspesi, quando leggerà questa mail, se mai accadrà, ciò che le scrivo sarà inevitabilmente e terribilmente vecchio; oggi funziona così, tutto passa in fretta, quello che oggi è, domani magari sarà inesorabilmente defunto. Vado al nocciolo, volevo riprendere per un attimo il caso Meloni. Solo per un attimo. Vado per punti.
A) Nel suo famoso comunicato il presidente dice che il rapporto con Giambruno era finito da tempo. Allora la masseria pugliese? La serata a teatro dove entrambi scherzano con il duo comico? Tutto teatro, appunto. E Dio, Patria e Famiglia? Sarà per un’altra volta.
B) Sempre sul caso Giambruno, mi sembra che molti suoi colleghi non abbiano visto chi, in fondo, è stata la vera vittima: la giornalista che viveva la giornata lavorativa tra richieste di partecipazione a vari rapporti plurimi e visioni celestiali di tastate del pacco del fu compagno di tanto presidente. Di lei si è scritto poco e ancor meno ho visto solidarietà femminile. Come se il tut…
Gentilissima signora Aspesi, quando leggerà questa mail, se mai accadrà, ciò che le scrivo sarà inevitabilmente e terribilmente vecchio; oggi funziona così, tutto passa in fretta, quello che oggi è, domani magari sarà inesorabilmente defunto. Vado al nocciolo, volevo riprendere per un attimo il caso Meloni. Solo per un attimo. Vado per punti.
A) Nel suo famoso comunicato il presidente dice che il rapporto con Giambruno era finito da tempo. Allora la masseria pugliese? La serata a teatro dove entrambi scherzano con il duo comico? Tutto teatro, appunto. E Dio, Patria e Famiglia? Sarà per un’altra volta.
B) Sempre sul caso Giambruno, mi sembra che molti suoi colleghi non abbiano visto chi, in fondo, è stata la vera vittima: la giornalista che viveva la giornata lavorativa tra richieste di partecipazione a vari rapporti plurimi e visioni celestiali di tastate del pacco del fu compagno di tanto presidente. Di lei si è scritto poco e ancor meno ho visto solidarietà femminile. Come se il tutto fosse un fatto lecito o assolutamente normale. Mi chiedo: e le consuete femministe in servizio permanente attivo? Silenzio. Come silenzio c’è stato sull’aumento dell’Iva sugli assorbenti e sul latte condensato e pannolini per i nostri pargoli. Dove sono finite quante inneggiarono al presidente del Consiglio donna? Mistero.
Modestamente ho sempre pensato che la scelta dell’idea politica sia primaria e il genere secondario. Per adesso non ho ancora visto niente che possa confutarlo. La saluto pregandola di un favore: avvisi il presidente che comici e comunicazione non sono fatti per lei. Lasci perdere. Tutto. Grazie.
Luigi Bicchi
Gentile signor Bicchi, lei ha scoperto una novità cui non avevo fatto caso: abbiamo tutti perso la memoria, e un fatto avvenuto pochi giorni fa con relativo scandalo, chi se lo ricorda più? Le notizie da noi durano poche ore, poi entrano nella confusione vacua con cui ci proteggiamo dal sapere troppe cose, soprattutto quasi sempre sbagliate. Chi lo avrebbe mai detto che al Piccolo Teatro di Milano sarebbe andato un ennesimo La Russa, un figlio dell’omonimo presidente del Senato? E per esempio: non so dirle del suo punto A, perché non ho seguito le vacanze della signora Premier, quindi non so di chi sia esattamente il trullo che li ha ospitati con piccina e tutto. B, forse ormai la vera vittima non ci interessa più, e quindi la giornalista implicata nello sciocco divertimento del suo capo a Mediaset. Quindi ecco un’altra trasformazione: la vittima della “gran rottura” è rimasta quasi senza volto, come se la sua presenza fosse “lecita e normale”, diciamo “sopraffatta” dalla personalità del grazioso Giambruno, il quale è scomparso come se l’avessimo inventato, chissà che spavento ha preso per sparire di brutto. Altra dimenticanza: me lo ricordo benissimo quanto si ribellarono le donne a cui volevano aumentare il costo dei pannolini, quasi una rivoluzione. E adesso, silenzio: i pannolini aumentano e la premier ne sta facendo di eccessive (però per essere sinceri, non è che tutti eravamo contenti di averla come premier, io per esempio proprio no) o come fosse un’‘’incantatrice” o il pifferaio magico, ci sta portando, nell’antro dove, mah…
Ma gli sgarbati sono ancora minoranza
La sua risposta a codesto Massimo Scaglia, sul Venerdì del 3 novembre, è perfetta. A dir la verità non leggo spesso la sua rubrica, ma la lettera di questo signore (se esiste veramente e non è uno sherpa di FdI) è veramente il condensato della maggioranza silenziosa attuale. Ma che è una minoranza, ricordiamolo! E nella nostra città è un’infima minoranza un po’ rumorosa. Cari saluti.
F.S.
Devo dire che, un po’ affranta da una simile lettera, ho deciso di pubblicarla e deve essere davvero, come dice lei, più che uno sherpa di FdI, forse, un loro gregario di bassa forza. Per fortuna mia e della mia età che tanto sconvolge quel lettore, ho ricevuto una davvero consolante quantità di lettere, che almeno quelle ci dicono che le persone non dico educate, ma almeno rispettose, sono parecchie. Se avrò tempo, la prossima volta ringrazierò tutti. Per il resto, comincio ad essere un po’ pensierosa sul fatto che quella gente sia davvero una minoranza. A parte il fatto che i suoi favori non diminuiscono, io mi chiedo, cosa ne pensano i giovani che sono in tanti? È come se la politica fosse uscita dai loro interessi, come se ci fossero cose più importanti. Le guerre, forse, che si vedono sui video, e sono accompagnate da una descrizione insensata, morti 10, 150, 120, 300, 10.000 e poi chissà, tutti senza volto come in un’altra galassia. Anche se si sta di qui o di là, le scelte sono vaghe, stiamo con questi che nascondono le donne o con quelli che le mostrano mentre ballano, con quelli che le ammazzano perché non portano il velo o gli altri che le ammazzano perché in mano ai terroristi? Io ogni tanto entro nei social e resto stupefatta dalla immensa quantità di stupidaggini. Ma se milioni sono impegnati a rispondere a domande sceme, perché poi dovrebbero dare senso al vero?
Tenere i maschi alla giusta distanza
Ho bisogno di un confronto, forse anche di un aiuto per capire se quel che penso del genere maschile corrisponde a quel che è: da sempre sono loro che giocano e progettano guerre per affermarsi, sono loro che hanno bisogno di donne forti e accudenti per andare avanti coi loro progetti di vita. Sono loro che ci sminuiscono se ci piace e scegliamo di vivere di poche cose, quelle che comunque a loro permettono di bearsi di una vita ordinata, accogliente e con affetti. Anche il migliore degli uomini durante torbide discussioni usa la frase “...e poi dici perché gli uomini uccidono le donne”. Gli uomini ci stanno STERMINANDO perché il loro smisurato ego non può sopportare mai di avere torto o peggio che scegliamo un altro percorso di vita. Le giovani donne a oggi scelgono il meno peggio per poter comunque e giustamente vivere la gioia di un amore di un compagno. Sono affranta di fronte alle discussioni visionarie del ragazzo di mia figlia che ogni tanto cerca le di lei conferme, essendo impegnata con giuste aspirazioni e ambizioni e non sempre può star là a rassicurarlo che è il suo unico punto di luce. Dei maschi ad oggi potrei farne totalmente a meno, ma ho 60 anni e ho dato parecchio, quindi non disilludo mai le giovani ragazze a vivere d’amore e di progetti familiari... ma se sapessero nella maggior parte dei casi quanto è beata una vita vissuta con i maschi a giusta distanza!
A.B.
Mamma mia che spavento! Guardi che per un po’ mi ha convinto soprattutto nella prima parte della sua lettera dove racconta, e quello è vero se no gli uomini riuscirebbero a evitare la guerra, perché quando vedo dei poveri esseri gravati di divise e ogni tipo di strumento dietro macchinari orribili e inutili, penso che chi combatte sono solo gli uomini (donne non se ne vedono) e sono loro che di colpo si sentono eroi, ma di che? Di morire? Le macchine per uccidere sono ormai spaventose, di uomini ne divorano con le loro stupide divise quanti ne vogliono; io l’ho anche pensato quando, di colpo, ci siamo trovati con due guerre insensate così vicino, giusto per annientarci un po’ e poterne parlare con sapienza. Per tutto il resto non sarei così distruttiva. Adesso che mi ci fa pensare, anche io ho fatto andar via di testa il mio sempre rimpianto uomo che una notte mi promise di uccidermi e il giorno dopo se ne dimenticò. Vedo che lei ha scritto in maiuscolo la parola STERMINANDO: tenendo conto della forza o della loro massima debolezza, che è il sapere che alla fine proprio di noi purtroppo non possono fare a meno, se non altro per riempire una lavatrice. E poi, lei simpatica signora, a 60 anni ha imparato a tenerli a “giusta distanza” ma non forse a guardarli con distanza ravvicinata.
Sul Venerdì del 17 novembre 2023