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Ricette: tutti pazzi per la pasta al gran ballo di Truman Capote

Spaghetti con le polpette

 
PENTOLE E PAROLE Il menu era semplice e sorprendente. anche se il party organizzato dallo scrittore americano nel 1966 fu ritenuto il più leggendario di sempre
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Nel 1966 Truman Capote era probabilmente lo scrittore più famoso al mondo: senz’altro lo era in America, e certamente lo era a New York. Aveva pubblicato da pochi mesi A sangue freddo, il terribile romanzo che avrebbe cambiato la storia della letteratura e che per certi versi avrebbe distrutto la sua vita.

Lee Radziwill e Truman Capote. Getty Images

 

Capote decise quindi di organizzare una grande festa, che è passata alla storia come il Black and White Ball, perché il dress code imposto prevedeva rigorosamente solo il bianco e il nero. Quella festa è passata alla storia come la più leggendaria del secolo scorso, ed è oggi l’oggetto di un bel libro di Deborah Davis, Truman Capote e il party del secolo (Accento edizioni, 330 pagine, 18 euro). Ne ha parlato anche Tiziana Lo Porto sulle pagine del Venerdì.

Nel 1966 Truman Capote era probabilmente lo scrittore più famoso al mondo: senz’altro lo era in America, e certamente lo era a New York. Aveva pubblicato da pochi mesi A sangue freddo, il terribile romanzo che avrebbe cambiato la storia della letteratura e che per certi versi avrebbe distrutto la sua vita.

Lee Radziwill e Truman Capote. Getty Images

 

Capote decise quindi di organizzare una grande festa, che è passata alla storia come il Black and White Ball, perché il dress code imposto prevedeva rigorosamente solo il bianco e il nero. Quella festa è passata alla storia come la più leggendaria del secolo scorso, ed è oggi l’oggetto di un bel libro di Deborah Davis, Truman Capote e il party del secolo (Accento edizioni, 330 pagine, 18 euro). Ne ha parlato anche Tiziana Lo Porto sulle pagine del Venerdì.

Oltre a raccontare tutti i retroscena di quella festa, il libro diventa una curiosa biografia di Capote, raccontata da un angolo particolare. E cioè la sua ansia di organizzare feste nel modo perfetto. È una storia che tradisce un grande trauma, e cioè il terrore di non essere invitato alle serate giuste: se si nasce e si cresce con l’angoscia della cosiddetta FOMO, che sta per “Fear of Missing Out”, si finisce per capire, a un certo punto, che l’unico modo per essere sicuri di essere invitati alle feste è essere la persona che le organizza.

Il galateo di quegli anni imponeva di servire, nelle feste migliori, del cibo semplice e buono, senza ghirigori, complicazioni e inutili finger food. A mezzanotte, quella sera, fra le altre cose furono serviti degli spaghetti con le polpette, che immagino crearono non pochi problemi alle camicie e agli abiti bianchi degli ospiti. Ma Capote amava molto quel piatto, che in genere mangiava a The Colony, un ristorante leggendario che avrebbe chiuso pochi anni dopo quella festa. Il giorno che chiuse, Capote pianse e giurò di non mangiare mai più spaghetti. Ma questa è un’altra storia.

Ricetta: Spaghetti con polpette

Ingredienti per 4 persone:

400 gr di spaghetti

200 gr di macinato di manzo o vitello

200 gr di pasta di salsiccia

50 gr di pangrattato

1 uovo

600 ml di passata di pomodoro

1 cipolla

1 spicchio d’aglio

Aromi a piacere

Prezzemolo tritato

Olio, sale e pepe

Come procedere

Mescolate con le mani le due carni macinate in una grande ciotola, aggiungete poi l’uovo, il pangrattato e gli aromi. Condite con sale e pepe e preparate delle piccole polpettine. Friggetele in padella con 4 cucchiai d’olio, poi tenetele da parte. Nella stessa padella, soffriggete l’olio e la cipolla affettata per 6 minuti, poi versate la passata di pomodoro.

Lasciate ridurre, col coperchio, altri 10 minuti, quindi rimettete le polpette nella padella e cuocete altri 10 minuti a fuoco basso e sempre col coperchio. Nel frattempo, scaldate una grande pentola piena d’acqua salata: quando bolle calate la pasta e cuocete gli spaghetti il tempo dovuto. Scolate la pasta, mescolate col sugo di polpette e il prezzemolo e servite.

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