Mortali coincidenze
di Carlo LucarelliDue ritagli dai giornali d’epoca sul delitto del gennaio 1948 al Consolato francese di Milano
È sempre un insieme di coincidenze. Giovedì 29 gennaio 1948, dieci e venticinque del mattino. Il signor Dionisio, per esempio, in quel momento è sulla scala che porta al primo piano del Consolato francese di piazza Diaz, a Milano, dove è andato a fare documenti per la sua attività commerciale. Ha appena preso il pacchetto di sigarette che il suo socio gli porge quando si trova addosso un tizio che scende correndo come un matto.
Spettinato, l’impermeabile stazzonato che svolazza ad ogni gradino, l’uomo ha in mano una piccola automatica e appena si vede davanti il signor Dionisio gli spara un colpo calibro 7.65 al cuore, uccidendolo.
Coincidenze.
[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Sepolta viva sotto il talamo]]
L’uomo stravolto si chiama Natale Greco, e ha passato la notte prima a rigirarsi nel letto della pensioncina di via Vitruvio in cui si era fermato. Si ritiene un perseguitato dalla vita, ha fatto la guerra in marina, poi si è ritrovato senza casa, con la famiglia sterminata d…
È sempre un insieme di coincidenze. Giovedì 29 gennaio 1948, dieci e venticinque del mattino. Il signor Dionisio, per esempio, in quel momento è sulla scala che porta al primo piano del Consolato francese di piazza Diaz, a Milano, dove è andato a fare documenti per la sua attività commerciale. Ha appena preso il pacchetto di sigarette che il suo socio gli porge quando si trova addosso un tizio che scende correndo come un matto.
Spettinato, l’impermeabile stazzonato che svolazza ad ogni gradino, l’uomo ha in mano una piccola automatica e appena si vede davanti il signor Dionisio gli spara un colpo calibro 7.65 al cuore, uccidendolo.
Coincidenze.
[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Sepolta viva sotto il talamo]]
L’uomo stravolto si chiama Natale Greco, e ha passato la notte prima a rigirarsi nel letto della pensioncina di via Vitruvio in cui si era fermato. Si ritiene un perseguitato dalla vita, ha fatto la guerra in marina, poi si è ritrovato senza casa, con la famiglia sterminata dai bombardamenti, un padre invalido e niente lavoro. Così si è arruolato nella Legione Straniera, l’hanno mandato in Africa ma a Timbuctù è rimasto ferito in uno scontro e l’hanno congedato. Adesso è al Consolato, quel giovedì mattina, perché vuole una pensione che, gli hanno detto, ai volontari della Legione non spetta. C’è già stato altre volte, senza successo, e quella mattina, prima di uscire, si è messo in tasca una pistola.
Coincidenze.
Monsieur Jacques Cartier, il console generale francese, in quei giorni non c’è. È impegnato in missione fuori Milano, e non è lì quando Natale si sente negare per ancora una volta l’incontro, e convinto che sia l’ennesima scusa spalanca la porta dell’ufficio e si mette a sparare su viceconsole e console aggiunto, poi scappa giù dalle scale, si trova davanti i due commercianti che si passano le sigarette, pensa che siano poliziotti e ammazza il signor Dionisio.
Lo arrestano appena esce dal Consolato e si trova circondato dai vigili urbani che gli strappano la pistola. A San Vittore, in camera di sicurezza, confessa subito tutto, la sua rabbia, la sua frustrazione, il suo odio per il mondo.
Coincidenze.
Tutti nel posto sbagliato al momento sbagliato, soprattutto il povero signor Dionisio, che voleva soltanto discutere di una licenza commerciale e fumarsi una sigaretta.
Sul Venerdì del 24 novembre 2023