Ripartiamo dalla personologia
di Vittorio LingiardiDa sinistra, Emanuela Fanelli e Paola Cortellesi: sono le amiche Marisa e Delia nel film campione d’incassi C’è ancora domani ambientato a Roma nel Dopoguerra
In sala da più di un mese, regina d’incassi, ne parlano tutti. Motivi che di solito mi spingono a non parlare di un film. Ma la strage di cuori – cuori di ogni genere – innescata da C’è ancora domani di Paola Cortellesi, ha subito raggiunto anche il mio, conquistandolo. Ho provato a non pensarci, a minimizzare dicendomi sì, son proprio contento per questo esordio riuscito, e poi tornare ai miei film titolati e sottotitolati: ma non ce l’ho fatta.
Si è innamorati quando i pensieri vanno dove vogliono, cioè all’oggetto d’amore. Ecco, di Cortellesi mi sono innamorato. La storia di Delia, la sua vita familiare, la resistenza nella sottomissione, la ribellione nell’obbedienza, l’ironia, la comicità e il dolore, mi sono entrati e non se ne vanno.
…In sala da più di un mese, regina d’incassi, ne parlano tutti. Motivi che di solito mi spingono a non parlare di un film. Ma la strage di cuori – cuori di ogni genere – innescata da C’è ancora domani di Paola Cortellesi, ha subito raggiunto anche il mio, conquistandolo. Ho provato a non pensarci, a minimizzare dicendomi sì, son proprio contento per questo esordio riuscito, e poi tornare ai miei film titolati e sottotitolati: ma non ce l’ho fatta.
Si è innamorati quando i pensieri vanno dove vogliono, cioè all’oggetto d’amore. Ecco, di Cortellesi mi sono innamorato. La storia di Delia, la sua vita familiare, la resistenza nella sottomissione, la ribellione nell’obbedienza, l’ironia, la comicità e il dolore, mi sono entrati e non se ne vanno.
Una commozione che non smette di abitarmi, un’ammirazione riverente, un’identificazione complice e, non lo nascondo, una gran soddisfazione per la ragazza in bianco e nero che arriva piano piano e surclassa eroine Marvel e Barbie Mattel. Mi scopro a pensare, magari è follia, che il successo gentile di Cortellesi sia anche frutto di una devozione pudica, ripagata da una protezione invisibile, ai grandi immaginari nazionali di due concittadine che di nome fanno Magnani e Morante. E poi, qui la follia è a piede libero, sento anche la benedizione di Simeoni, madrina del salto. Chissà, forse è un’associazione fisica, ma vedo il movimento perfetto che nel darsi trattiene un pudore, un’introversione educata, consapevole, vincente. Il film di Cortellesi – scritto, girato e recitato molto bene – ci insegna diverse cose, di ieri e di oggi (quella di Delia, infatti, è una vicenda odierna calata nel passato). Una di queste è che per capire la Storia collettiva è necessaria la storia personale, l’una è figlia all’altra più di quanto pensiamo. Orfani delle ideologie, ci serve ripartire dalle personologie.
Sul Venerdì del 24 novembre 2023