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Uomini che uccidono e uomini che no

QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE: Ogni settimana Natalia Aspesi risponde ai lettori del Venerdì
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Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.

Gentile signora Aspesi, le 7 di domenica mattina, faccio colazione davanti alla tv che mi informa dell’ennesimo assassinio di una giovane ragazza. L’ennesimo orrore a cui, nonostante queste tragedie si ripetano sempre più, non mi abituo e mentre le immagini e le parole della tv scorrono, la mia mente è attraversata da altri pensieri: davanti a me, sul tavolo, l’ultimo Venerdì aperto a pagina 13: “Tenere i maschi alla giusta distanza”; altro pensiero: ieri, gli spettacoli del film C’è ancora domani di Paola Cortellesi nel cinema in cui lavoro, con le sale quasi piene; ultimo pensiero: io che faccio colazione da solo. La mia condanna per qualsiasi azione di violenza è superfluo ripeterla e non ho risposte da dare per comprendere cosa spinga a uccidere una donna o migliaia di persone.

La signora che si firma A.B. manifesta il suo risentimento (a me pare disprezzo) verso noi maschi, di cui potrebbe tranquillamente fare a meno (ora, a 60 anni), verso uomini potenti che progettano guerre, e le fanno, e, aggiungo io, che talvolta hanno al loro fianco donne altrettanto potenti. Con la sua esperienza di donna e madre dovrebbe mettere in guardia sua figlia dal futuro compagno bisognoso di rassicurazioni, facendole capire che oggi è libera di scegliere tra le proprie aspirazioni e le imposizioni del compagno. I commenti degli spettatori al film della Cortellesi sono gli stessi, maschi e femmine, anziani e ragazzi (tanti) e gli applausi all’inizio dei titoli di coda ne evidenziano la positività del messaggio e mi auguro i giovani ragazzi non abbiano mai visto, e mai vedano, nella realtà la violenza sulle donne rappresentata nel film.

Superati i 60 anni, senza una compagna da sempre, solo e non (solo) per mia scelta, non serbo rancore per le donne che non mi hanno voluto al loro fianco. Ho accettato le loro scelte, magari non sempre serenamente, spaventato dal mio futuro per me inaccettabile senza loro al mio fianco, ma non ho mai pensato a qualcosa che si assomigli a violenza o peggio ancora. Ecco perché qualsiasi forma di violenza non può essere frutto di amore. Vorrei che qualcuno si accorgesse anche di noi, che nulla abbiamo a che fare con quella massa generalizzata di maschi guerrafondai, stupratori, e assassini di donne. Ci siamo pure noi e siamo in tanti. La ringrazio per l’attenzione, colgo l’occasione per manifestarle tutta la mia indignazione per le lettere offensive che le scrivono e che ritengo anche questa una forma di violenza, è doveroso esprimere la mia solidarietà. Un saluto affettuoso.
Antonello Sanna

Ecco una bella lettera di un uomo solo, che guarda costernato l’orribile storia di Giulia Cecchettin sacrificata all’ennesimo caso di crudeltà e della facilità con cui si passa da un assurdo pensiero di morte a uccidere, come se fosse un gioco che poi si ripara. La morte ha perso il suo senso di fine, è quasi l’inizio di un altro gioco, per il quale non siamo preparati. Lei è un uomo solo che non ha incontrato la sua donna e che ne ha molto sofferto, ma lei sa di non aver neppure pensato a uccidere, sì proprio a uccidere, a togliere dalla vita, a eliminarla perché tanto meritava. Lei ha 60 anni, appartiene ancora a una età in cui ammazzare era considerato un delitto, una colpa da pagare e non, come adesso, qualcosa che vendica il tuo amor proprio, che forse ti ridà prestigio nell’assurdo mondo inventato dai più giovani. Lei dice una cosa importante, per lei non esiste differenza tra chi uccide una donna o migliaia di persone, tra chi scatena una guerra e chi elimina una persona: perché oggi la guerra appare più orrenda e inutile che mai, le ragioni per farla obsolete e fuori tempo: eppure si continuano a combattere persino quelle di religione, usando le armi più intelligenti e sofisticate. Verrebbe da dire che forse le guerre si fanno per usare le costosissime armi giusto per non farle invecchiare. Ma intanto gli uomini ammazzano, sono così fragili da aver bisogno di usare ciò che gli resta, la forza dei muscoli, per ottenere ciò che vogliono? Lei lavora in un cinema e ha visto quindi C’è ancora domani, il film della Cortellesi che io non ho visto e sta avendo grande successo. Ma sono proprio i giovani, a cui nessuno ha insegnato a vivere e a rispondere alla fatica di diventare grandi, perduti nel silenzio degli adulti che non vedono, non sentono, non sanno.

Ma che delusione quel Napoleone

Carissima Natalia, bellissima la sua recensione su Repubblica del film Napoleon di Ridley Scott! Concordo su tutto, tutto è ridotto ad un enorme e incoerente polpettone, lacunoso e noioso. Il regista, che ha fatto di meglio, ha scelto un cast di cicciottelli ridicoli o di cattivi improbabili, insomma un mezzo disastro. Joaquin Phoenix, a mio parere, è un attore sopravvalutato, niente a che vedere con il magnifico superbo sir Daniel Day-Lewis, la mia passione, come avrà capito. Insomma peccato. Grazie per i suoi scritti, buona giornata.
Anna Saponaro

Sa signora, neppure un solo pensiero per il mio povero Napoleon, forse non gliene è importato a chi ci legge, oppure, ci penso proprio adesso, non gliene è importato niente di Napoleon, e aspettano solo di vederlo a puntate. Quello che non ho capito è come mai un bravo o forse non più bravo Ridley Scott, ha voluto fare oggi un finto Napoleone, e non ha notato che sono bastati dieci anni, solo dieci perché, dopo la grandiosa rivoluzione che doveva cambiare il mondo, si tornasse ad avere un fasullo imperatore un po’ ridicolo con ermellino, e corona di lauro. Mi chiedo perfino perché poi la destra deve tornare sempre. Ma questi sono pensieri cattivi che non c’entrano con il piacere che ci danno i film. Quanto a Sir Daniel Day-Lewis sono fermamente con lei e chissà che non cambi idea e ci dia un magnifico film come Il filo nascosto. E per quel poco che mi interesso di cinema, mi raccomando, continui a leggermi.

Basta con gli oroscopi, offendono noi donne!

Vorrei scrivere due parole a proposito dell’oroscopo, sezione delle riviste femminili che ancora viene regolarmente inserita in pubblicazione. Ebbene, siamo nel 2023 e siamo donne mediamente istruite e consapevoli, mi chiedo come mai ci venga ancora propinata una pagina ogni settimana con le fanta-previsioni zodiacali, segno per segno. E mi chiedo: come mai nelle riviste maschili o destinate prevalentemente al genere opposto, lo zodiaco non esiste? Trovo che sia sminuente nei confronti del genere femminile e un controsenso rispetto a tutte le battaglie femministe e progressiste che vengono portate avanti da anni. Davvero c’è qualcuno che ancora pensa che le donne credano ad una materia così anti-scientifica come l’oroscopo? Sarei curiosa di sapere cosa ne pensa.
Giuliana Ranaldi

Gentile Signora, lei è andata a scovare sui giornali femminili proprio la cosa che a me, vecchissima, piace ancora. L’oroscopo! A me piace sapere che avrò presto un incontro strano che potrebbe risolvere alcuni problemi, e anche sapere che per quella settimana meglio che vada piano in macchina. Nulla di tutto ciò avviene nella mia modestissima vita, ma sapere che forse, chissà, può darsi, potrei tornare ad avere sedici anni, mi piace. Gli oroscopi sono una cosa vecchia che leggo da decenni, e penso che ci sia molta più gente di quanta immaginiamo, che ancora li legge e magari ci crede. Credo di essere stata una femminista (lo sono un po’ di meno) e, senza mai crederci, correvo a leggere il mio oroscopo. C’è stato anche un periodo in cui per lavoro andavo a vedere le fattucchiere, ed ero stupita della loro fortuna, casette puzzolenti e code sulle scale per aspettare il turno. Ce ne erano che davanti a me svenivano prima di trovare il mio futuro, e mai nessuna che indovinasse qualcosa. Ma ne ho fatti di articoli sulle maghe, sulle cartomanti, sulle futurologhe! Credo che anche la più fredda delle donne alla fine all’oroscopo un pochino ci crede e se no pazienza… È per questo che i giornali non ne fanno a meno. Le dirò di più. Provi a guardare su Google alla parola “cartomanti”; ce ne è una quantità e si può avere il proprio destino settimanale, anche con carta di credito o paypal, al telefono e in chat.

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Sul Venerdì del 1° dicembre 2023

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