✕

Ricette: il borscht dei ricordi

Nei suoi libri, lo scrittore Aleksandar Hemon racconta Sarajevo e rievoca ricordi di famiglia. Come una certa zuppa...
2 minuti di lettura

Aleksandar Hemon è uno dei più grandi scrittori contemporanei: è nato a Sarajevo, e allo scoppio della guerra in Bosnia, nel 1992, si trovava per qualche mese negli Stati Uniti, e di fatto non è più tornato indietro. Scrive dunque in inglese, con una lingua elegante, unica e cinica.

Il suo ultimo romanzo, Il mondo e tutto ciò che contiene (Crocetti, traduzione di Maurizia Balmelli) è da poco uscito in italiano ed è stato acclamato in tutto il mondo come un capolavoro (il Venerdì ne ha parlato nelle pagine di cultura dello scorso numero, ndr). In effetti Hemon ci lavorava da oltre 12 anni, durante i quali ha scritto e pubblicato molti altri libri, che sono quindi in un certo senso germinati da questa grande storia che abbraccia tutto il secolo scorso.

La storia prende il via il gior…

Aleksandar Hemon è uno dei più grandi scrittori contemporanei: è nato a Sarajevo, e allo scoppio della guerra in Bosnia, nel 1992, si trovava per qualche mese negli Stati Uniti, e di fatto non è più tornato indietro. Scrive dunque in inglese, con una lingua elegante, unica e cinica.

Il suo ultimo romanzo, Il mondo e tutto ciò che contiene (Crocetti, traduzione di Maurizia Balmelli) è da poco uscito in italiano ed è stato acclamato in tutto il mondo come un capolavoro (il Venerdì ne ha parlato nelle pagine di cultura dello scorso numero, ndr). In effetti Hemon ci lavorava da oltre 12 anni, durante i quali ha scritto e pubblicato molti altri libri, che sono quindi in un certo senso germinati da questa grande storia che abbraccia tutto il secolo scorso.

La storia prende il via il giorno in cui scoppiò la Prima guerra mondiale, e ovviamente inizia a Sarajevo, dove venne assassinato l’arciduca Francesco Ferdinando. Sarajevo è descritta, fra le altre cose, come «una città dove Dio ti augurava la buonanotte e il giorno dopo non si faceva più vedere». Il resto della storia segue le avventure di due soldati innamorati l’uno dell’altro, Osman e Rafael Pinto, e che attraversano insieme 40 anni di guerre, fino a ritrovarsi, nel 1949, addirittura a Shanghai.

La famiglia di Hemon ha origini nell’antico Impero austro-ungarico, in Galizia, e nei suoi lunghi viaggi si è sempre portata dietro la ricetta non scritta della zuppa più diffusa in tutta l’Europa dell’est, il borscht. Non in questo libro, ma nei precedenti, Hemon ha scritto grandi pagine sul borscht: «Il borscht degli Hemon conteneva qualunque verdura fosse reperibile in giardino in quel momento più almeno una varietà di carne, il tutto tinto di viola dalle barbabietole al punto da risultare irriconoscibile. (…) Vedo ancora mia nonna, la decana del borscht, con un’enorme pentola fumante tra le mani, che dalla cucina dondola verso il cortile, con la fronte che gocciola sudore nella pietanza conferendone quel tocco finale». Il borscht perfetto, conclude a un certo punto, è ciò che la vita dovrebbe essere e non è mai.

Ricetta: Borscht

Ingredienti per 4 persone:

Per 4 persone
2 barbabietole rosse crude
1 patata
1 cipolla rossa
5 cucchiai di ottimo aceto di vino bianco
Un mazzetto di aneto
Altre verdure secondo disponibilità: carota, verza, cavoli, sedano,
ciascuna in eguale quantità
Olio, sale e pepe

Come procedere

Affettate la cipolla e mettetela a soffriggere con due cucchiai d’olio. Pelate e tagliate a tocchetti tutte le altre verdure. Una volta soffritta la cipolla aggiungete tutte le altre verdure, salvo le barbabietole, coprite d’acqua e lasciate sobbollire per un tempo indefinito, fra i 30 minuti e un’ora diciamo. Tenete da parte le barbabietole, che verranno aggiunte solo gli ultimi 10 minuti. Una volta aggiunte le barbabietole, assaggiate, salate se necessario, e versate l’aceto. Cuocete altri 10 minuti quindi servite con abbondante aneto sminuzzato e una bella spolverata di pepe.

Sul Venerdì del 1° dicembre 2023

Leggi i commenti