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Trump, Bolsonaro e Milei: indietro popolo

Jair Bolsonaro. Getty Images

 
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Devo confessare un’improvvisa, ma spero momentanea regressione democratica. Di fronte al trionfo di Javier Milei, nuovo Caudillo d’Argentina, non sento esplodere in petto il solito moto d’indignazione che sempre deve cogliere un sano “progressista”. Di fenomeni ne abbiamo visti ovunque, Mosche del Capitale o Tribuni della Plebe che fossero, conquistare consenso e potere per usarli contro il popolo bue che glieli aveva tributati. Ma Milei è veramente “oltre”. Detto El Loco, è stato consigliere di un generale ai tempi della Junta di Videla, si spaccia per economista e si finge opinionista.

I suoi comizi in piazza e i suoi deliri in tv impazzano sul web, e forse anche nelle facoltà di psichiatria. Con la sua motosega vuole disboscare lo Stato e le tasse, abbattere il peso e la Banca Centrale, eliminare l’aborto e il femminismo. Per lui la crisi climatica è «una menzogna del socialismo», papa Francesco «il diavolo in Terra» e il traffico d’organi «una buona opportunità di mercato».

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Devo confessare un’improvvisa, ma spero momentanea regressione democratica. Di fronte al trionfo di Javier Milei, nuovo Caudillo d’Argentina, non sento esplodere in petto il solito moto d’indignazione che sempre deve cogliere un sano “progressista”. Di fenomeni ne abbiamo visti ovunque, Mosche del Capitale o Tribuni della Plebe che fossero, conquistare consenso e potere per usarli contro il popolo bue che glieli aveva tributati. Ma Milei è veramente “oltre”. Detto El Loco, è stato consigliere di un generale ai tempi della Junta di Videla, si spaccia per economista e si finge opinionista.

I suoi comizi in piazza e i suoi deliri in tv impazzano sul web, e forse anche nelle facoltà di psichiatria. Con la sua motosega vuole disboscare lo Stato e le tasse, abbattere il peso e la Banca Centrale, eliminare l’aborto e il femminismo. Per lui la crisi climatica è «una menzogna del socialismo», papa Francesco «il diavolo in Terra» e il traffico d’organi «una buona opportunità di mercato».

Voi capite che tutto questo è veramente “troppo”, perché uno così lo si possa prendere sul serio. Ma c’è sempre quel piccolo e trascurabile particolare: ha vinto le elezioni. E qui va in tilt la coscienza del sincero democratico. Anzi, non ci va, ci torna. Perché era già capitato con un altro Loco sudamericano, Jair Bolsonaro, il generalissimo che nel 2019 trionfò in Brasile lodando le dittature militari e liquidando il Covid come «una febbriciattola», sussurrando ai moderati «preferirei che mio figlio morisse piuttosto che presentarsi a casa con un fidanzato coi baffi» e ai misogini «ho cinque figli, quattro sono maschi, al quinto sono stato debole e ho fatto una femmina». E soprattutto era capitato con un noto tycoon americano, quel Donald Trump che ora rischia persino di rivincere le presidenziali del 2024. Uno che, dall’alto della sua torre di miliardi costruita a debito, corrompeva funzionari e violentava ragazze, al motto «le devi prendere per la fica, e se hai soldi te lo puoi permettere». Fatichi a credere che questo collasso etico-politico globale sia successo davvero. E soprattutto che stia accadendo di nuovo. In un bel saggio Christian Salmon, studioso sopraffino dei populismi moderni, ci ha spiegato cos’è La Tirannia dei Buffoni. Non solo Trump, Bolsonaro e ora Milei. Ma anche l’indiano Modi e il filippino Duterte, l’ungherese Orbán e l’inglese Johnson, il russo Putin e il turco Erdogan, fino ad arrivare ai campioni tricolore, Grillo e Salvini.

Maschere quasi grottesche, che occupano la scena politica e dominano il carnevale mediatico. Uomini senza qualità, prepotenti e incompetenti, che tuttavia dettano l’agenda, imponendo storytelling divisivi e costruendo nemici e diversivi. Giullari della politica, rissosi ma pericolosi. Purtroppo, da anni, il popolo li vota. E io non so più bene cosa pensare. Sospetto che avesse ragione Brecht: forse è ora di cambiare popolo.

Sul Venerdì del 1 dicembre

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