Troppe presidi a scuola, largo agli uomini
di Massimiliano Di GiorgioStudenti nel primo giorno di scuolanal liceo Isac Newton di Roma
I nuovi concorsi per l’assunzione di quasi mille nuovi dirigenti scolastici sono imminenti: anche se le date precise non sono state ancora fissate, secondo i rumor ministeriali dovrebbero tenersi entro la fine dell’anno. Al centro del dibattito però, più che la questione del ridimensionamento dei posti da dirigente, causato dalla riduzione della rete scolastica, è finita la questione delle presunte “quote blu” riservate agli uomini, in un mondo tradizionalmente femminile come quello della scuola.
Qualche giornale ha titolato sui “maschi favoriti” al concorso, ma in realtà non ci sono quote riservate. Verrà applicata infatti una misura che riguarda tutti i concorsi pubblici, introdotta da un decreto del presidente della Repubblica del 16 giugno.
La norma punta a introdurre una specifica previsione per garantire il cosiddetto “equilibrio di genere” nella pubblica amministrazione, ma non prevede appunto percentuali di posti: più semplicemente, nelle Regioni dove c’è un differenziale tra …
I nuovi concorsi per l’assunzione di quasi mille nuovi dirigenti scolastici sono imminenti: anche se le date precise non sono state ancora fissate, secondo i rumor ministeriali dovrebbero tenersi entro la fine dell’anno. Al centro del dibattito però, più che la questione del ridimensionamento dei posti da dirigente, causato dalla riduzione della rete scolastica, è finita la questione delle presunte “quote blu” riservate agli uomini, in un mondo tradizionalmente femminile come quello della scuola.
Qualche giornale ha titolato sui “maschi favoriti” al concorso, ma in realtà non ci sono quote riservate. Verrà applicata infatti una misura che riguarda tutti i concorsi pubblici, introdotta da un decreto del presidente della Repubblica del 16 giugno.
La norma punta a introdurre una specifica previsione per garantire il cosiddetto “equilibrio di genere” nella pubblica amministrazione, ma non prevede appunto percentuali di posti: più semplicemente, nelle Regioni dove c’è un differenziale tra i generi dei partecipanti superiore al 30 per cento, in caso di parità di punteggio ci sarà una precedenza per il genere maschile.
«Dire che si tratta di quote blu è sbagliato o fuorviante, perché non c’è un certo numero di posti riservati ai maschi», ribadisce Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi. «Al concorso vince chi ha più punti. C’è sì una precedenza, ma che viene dopo una serie di altre condizioni, a parità di punteggio, come l’avere figli oppure l’aver ricevuto onorificenze. Questo porterà al massimo all’assunzione di uno o due maschi in più rispetto al solito».
Una curiosità: l’unica Regione dove la norma non verrà applicata è la Sardegna. Nell’isola, infatti, il differenziale è di circa il 24 per cento. In tutte le altre (e in particolare in Abruzzo, Campania e Lazio) il distacco tra presenza femminile e maschile è di ben oltre il 30.
Altra cosa sono invece le “quote rosa”, introdotte da una legge del 2011 che si applica in realtà ancora a contesti ristretti, com’è il caso dei consigli di amministrazione e dei collegi sindacali delle società a controllo pubblico e di quelle quotate in Borsa, dove il genere meno rappresentato deve avere almeno il quaranta per cento dei posti.
Sul Venerdì del 1° dicembre 2023