Peggy Lee, che cantò lo spaesamento del Natale del 1941
di Giuseppe VidettiQuesta la cantò Peggy Lee (1920-2002), accompagnata dal settetto di Benny Goodman (1909-1986), alla Liederkranz Hall di New York (radiotrasmessa attraverso gli States). Era la Vigilia di Natale del 1941, 17 giorni dopo Pearl Harbor. L’America aveva bisogno di rasserenarsi per le festività, dopo un anno in cui il mondo sembrava scivolare nel buio. Il presidente Roosevelt, fresco del giuramento per il terzo mandato, aveva incontrato Churchill per discutere dell’assetto post-war, ma le notizie dall’Europa erano tutt’altro che incoraggianti, terrificanti piuttosto quando fu evidente il senso della “soluzione finale”. Bertolt Brecht aveva fatto appena in tempo a mettere in scena la sua pièce contro la guerra a Zurigo, Madre coraggio e i suoi figli, e Orson Welles ad assistere alla prima del suo profetico Quarto potere, prima che la situazione precipitasse.
Where or When è una canzone magnifica scritta da Rodgers & Hart per la commedia musicale Babes in Arms (1937), ripresa subito…
Questa la cantò Peggy Lee (1920-2002), accompagnata dal settetto di Benny Goodman (1909-1986), alla Liederkranz Hall di New York (radiotrasmessa attraverso gli States). Era la Vigilia di Natale del 1941, 17 giorni dopo Pearl Harbor. L’America aveva bisogno di rasserenarsi per le festività, dopo un anno in cui il mondo sembrava scivolare nel buio. Il presidente Roosevelt, fresco del giuramento per il terzo mandato, aveva incontrato Churchill per discutere dell’assetto post-war, ma le notizie dall’Europa erano tutt’altro che incoraggianti, terrificanti piuttosto quando fu evidente il senso della “soluzione finale”. Bertolt Brecht aveva fatto appena in tempo a mettere in scena la sua pièce contro la guerra a Zurigo, Madre coraggio e i suoi figli, e Orson Welles ad assistere alla prima del suo profetico Quarto potere, prima che la situazione precipitasse.
Where or When è una canzone magnifica scritta da Rodgers & Hart per la commedia musicale Babes in Arms (1937), ripresa subito dopo nella versione cinematografica da Judy Garland. L’arrangiamento di Benny Goodman – il re dello swing; l’Elvis del jazz; il clarinettista cui si sono inchinati Hindemith, Bartók, Copland e Bernstein; il clarinettista della vertiginosa Sing, Sing, Sing, sostenuta dalla batteria di Gene Krupa – con la voce magnifica della cantante ventenne (tra le due guerre tutte le orchestre swing erano a caccia di bionde attraenti dalla voce soft per deliziare le dance hall) è la santificazione del capolavoro di Rodgers & Hart.
Incredibile come il testo della canzone, e la voce malinconica e ancora timida di Peggy Lee, riescano a esprimere lo spaesamento di quei mesi. Chissà quale canzone sceglieranno, fra ottant’anni, per raccontare il nostro disorientamento alla vigilia di questo Natale.