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Ricetta: cavolfiore alle foglie di curry

Il curry è una polvere di spezie miste. Anzi no, il termine deriva da una parola tamil che significa salsa o zuppa... il dibattito è aperto
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Il filosofo e scrittore Raffaele Alberto Ventura ha scritto un libro assai prezioso per orientarsi in questi tempi in cui, come molti lamentano, “non si può più dire niente”. Il libro è al tempo stesso un saggio narrativo e un manuale di comunicazione contemporanea, e s’intitola La regola del gioco. Comunicare senza fare danni (Einaudi).

A differenza di molti commentatori infastiditi dalla cosiddetta “dittatura del politicamente corretto”, Ventura ha un punto di vista molto laico: non è vero che “non si può più dire niente”, anche perché in particolare in Italia si continuano a dire varie mostruosità; il punto è invece che alcune parole non si possono più usare senza che offendano qualcuno. Ci sono due preziosi glossari alla fine del libro di Ventura, che permetteranno a molti di orientarsi in questo mondo di parole nuove. C’è anche una preziosa cronologia delle polemiche citate, alla quale mi piacerebbe aggiungerne un’altra: un paio d’anni fa è sorto un grande dibattito internazional…

Il filosofo e scrittore Raffaele Alberto Ventura ha scritto un libro assai prezioso per orientarsi in questi tempi in cui, come molti lamentano, “non si può più dire niente”. Il libro è al tempo stesso un saggio narrativo e un manuale di comunicazione contemporanea, e s’intitola La regola del gioco. Comunicare senza fare danni (Einaudi).

A differenza di molti commentatori infastiditi dalla cosiddetta “dittatura del politicamente corretto”, Ventura ha un punto di vista molto laico: non è vero che “non si può più dire niente”, anche perché in particolare in Italia si continuano a dire varie mostruosità; il punto è invece che alcune parole non si possono più usare senza che offendano qualcuno. Ci sono due preziosi glossari alla fine del libro di Ventura, che permetteranno a molti di orientarsi in questo mondo di parole nuove. C’è anche una preziosa cronologia delle polemiche citate, alla quale mi piacerebbe aggiungerne un’altra: un paio d’anni fa è sorto un grande dibattito internazionale sul curry, sul piatto come sulla parola in sé.

Prima di tutto, il curry non è una polvere di spezie miste. Secondo alcune teorie, la parola curry nacque dalla traslitterazione di una parola tamil (kari) che significa salsa o zuppa: i colonizzatori inglesi che arrivarono in India inventarono questa parola. Tornati in patria con le navi cariche di spezie, cercarono di ricostruire il sapore di quei piatti, per venderlo, mescolando le spezie come forse avevano visto fare in India, e così nei decenni e nei secoli, nacque la polvere di curry che assai impropriamente viene oggi venduta nei supermercati. Il prodotto reale più noto che si avvicina a una polvere di spezie usata in cucina si chiama garam masala; oppure le foglie di un agrume, che ormai si trovano in alcuni mercati anche in Italia. Si chiamano, anche quelle, foglie di curry.

Ricetta: cavolfiore alle foglie di curry

Ingredienti per 2 persone:
1 cavolfiore
200 gr di ceci cotti
1 cipolla
200 ml di latte di cocco
3 cucchiai di garam masala
1 rametto di foglie di curry
1 limone
Olio di semi
sale e pepe

Come procedere:

Preriscaldate il forno a 200°. Tagliate il cavolfiore ad alberelli, conditeli con sale e olio, e infornateli in una teglia per 15 minuti, fino a quando saranno leggermente bruciacchiati. Nel frattempo preparate la salsa: affettate una cipolla e fatela caramellare
in una pentola con 3 cucchiai d’olio, un pizzico di sale e le foglie di curry. Dopodiché aggiungete il garam masala al “soffritto” e cuocete altri 2 minuti. Aggiungete quindi il latte di cocco e lasciate cuocere dolcemente per altri 10 minuti. Aggiungete i ceci scolati dalla loro acqua. Togliete il cavolfiore dal forno e versatelo nella salsa. Cuocete altri 3 minuti, verificate che il sale sia di vostro gradimento, correggete se necessario, e servite, se piace, con una spruzzata di succo di limone e del riso basmati.

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