Cixi, l’ultima Imperatrice
di Daria GalateriaL'mperatrice madre Cixi. (1835-1908). GETTY IMAGES
Era il 1852, e, per il nuovo imperatore di 19 anni Xianfeng si aprì, dopo due anni di cordoglio e castità per la morte del padre, la selezione delle consorti. Un’adolescente mancese arrivò a Pechino sul carretto tirato da muli che era il taxi dell’epoca; come le altre candidate trascorse la notte alla Porta nord della Città Proibita. All’alba, davanti all’Imperatore, era dispensata dall’inchino fronte a terra perché Xianfeng potesse ispezionarla. Non era bella, e fu scelta come concubina di basso rango; ma, madre dell’unico figlio maschio dell’Imperatore, diventerà Cixi, l’Imperatrice vedova che governerà la Cina per 47 anni.
Le 200 carrozze a cavalli erano scomparse, il 15 agosto 1900, quando le truppe occidentali marciavano sulla Città Proibita, e tutti fuggivano. Cixi scappò all’ultimo, su uno di quei carretti senza molle con cui era arrivata 50 anni prima. Vi caricò l’imperatore Guangxu, parenti e dignitari, e la concubina Giada; intimò agli eunuchi di buttare in un pozzo (per ave…
Era il 1852, e, per il nuovo imperatore di 19 anni Xianfeng si aprì, dopo due anni di cordoglio e castità per la morte del padre, la selezione delle consorti. Un’adolescente mancese arrivò a Pechino sul carretto tirato da muli che era il taxi dell’epoca; come le altre candidate trascorse la notte alla Porta nord della Città Proibita. All’alba, davanti all’Imperatore, era dispensata dall’inchino fronte a terra perché Xianfeng potesse ispezionarla. Non era bella, e fu scelta come concubina di basso rango; ma, madre dell’unico figlio maschio dell’Imperatore, diventerà Cixi, l’Imperatrice vedova che governerà la Cina per 47 anni.
Le 200 carrozze a cavalli erano scomparse, il 15 agosto 1900, quando le truppe occidentali marciavano sulla Città Proibita, e tutti fuggivano. Cixi scappò all’ultimo, su uno di quei carretti senza molle con cui era arrivata 50 anni prima. Vi caricò l’imperatore Guangxu, parenti e dignitari, e la concubina Giada; intimò agli eunuchi di buttare in un pozzo (per aver a suo tempo favorito i giapponesi) la concubina Perla, la preferita del sovrano, sempre con lui in abiti maschili. La fame, lungo il viaggio (mille chilometri in due mesi) verso Xian, antica capitale per più di dodici dinastie, fu terribile, i Boxer (i tradizionalisti antioccidentali) avevano saccheggiato tutto. Il Signore dei Diecimila Anni Guangxu dormì appoggiando il capo su una scopa di rattan. Arrivati in una città amica, il cuoco del capo della contea Woo si attivò, ma l’asino con le misere provviste fu assalito, e il cuoco ferito al braccio; riuscì comunque a preparare un wok di fagioli mango e zuppa di miglio (Cixi lo volle con sé e lo promosse alle cucine reali). Per coprirsi, Cixi indossò gli abiti della madre di Woo – erano dell’etnia nemica Han! Il paese però restò leale a Cixi, e le notizie dalla Città Proibita erano consolanti: gli occidentali proteggevano i palazzi, e alla fine mancarono dalle cucine reali solo 120 pezzi d’oro e d’argento, e un servizio di 300 piatti dal magazzino delle porcellane (intonso il Palazzo d’Estate, occupato da inglesi e italiani).
Cixi, corresponsabile della guerra, promulgò il Decreto del rimorso, e accettò la pace delle potenze occidentali – che studiò e imitò, rientrando nel 1902 a Pechino, per modernizzare la Cina. Proibì la fasciatura dei piedi e aprì alle donne i teatri e l’istruzione. La storica cinese Jung Chang, la cui nonna aveva i “piedi di loto”, racconta la storia di Cixi in un libro edito in Italia da Longanesi; dice che lavorò fino a tre ore dalla morte, avendo fatto avvelenare al mattino il figlio adottivo – troppo debole per resistere ai giapponesi.
Sul Venerdì del 29 dicembre 2023