✕

Quando gli animali prendono pose bestiali

Canguro chitarrista immaginario, fotografato da Jason Moore vicino a Perth, ha vinto il primo premio del Comedy Wildlife Award. Jason Moore  / Comedy Wildlife 2023

 
Le foto che hanno vinto il Comedy Wildlife Award 2023 continuano ad attirare like e commenti su Instagram. Gli autori premiati ci svelano i segreti degli scatti. C’è anche un italiano
3 minuti di lettura

Canguri che suonano chitarre immaginarie, come gli amanti del rock. Uccellini che litigano gesticolando. Un macaco che sembra un vigile a un incrocio. La famigliola di uccelli acquatici in posa. Sono soprattutto scatti di animali colti in comportamenti che assomigliano ai nostri i protagonisti dell’edizione 2023 del Comedy Wildlife Award, conclusa a fine novembre ma ancora fervida di like, battute e condivisioni su tutti i social media (su Instagram: @comedywildlifephoto).
La competizione internazionale, lanciata nel 2015 dai fotografi inglesi Paul Joynson-Hicks e Tom Sullam, ha lo scopo di promuovere la sostenibilità rendendoci più empatici verso gli animali, evidenziando le più divertenti affinità (seppur solamente visive, visto che di concorso fotografico si tratta) che abbiamo con loro. Il vincitore di quest’anno è l’australiano Jason Moore, che ha immortalato il canguro chitarrista: foto che ha ricevuto anche l’elogio di Slash, il mago della chitarra dei Guns ‘n’ Roses, sui suoi s…

Canguri che suonano chitarre immaginarie, come gli amanti del rock. Uccellini che litigano gesticolando. Un macaco che sembra un vigile a un incrocio. La famigliola di uccelli acquatici in posa. Sono soprattutto scatti di animali colti in comportamenti che assomigliano ai nostri i protagonisti dell’edizione 2023 del Comedy Wildlife Award, conclusa a fine novembre ma ancora fervida di like, battute e condivisioni su tutti i social media (su Instagram: @comedywildlifephoto).
La competizione internazionale, lanciata nel 2015 dai fotografi inglesi Paul Joynson-Hicks e Tom Sullam, ha lo scopo di promuovere la sostenibilità rendendoci più empatici verso gli animali, evidenziando le più divertenti affinità (seppur solamente visive, visto che di concorso fotografico si tratta) che abbiamo con loro. Il vincitore di quest’anno è l’australiano Jason Moore, che ha immortalato il canguro chitarrista: foto che ha ricevuto anche l’elogio di Slash, il mago della chitarra dei Guns ‘n’ Roses, sui suoi seguitissimi social. «Sono un avido fotografo naturalista, e amo ritrarre gli uccelli che frequentano gli acquitrini qui a Perth. Quando vado al lavoro passo sempre vicino a un grande campo aperto, e ho visto un gruppo di canguri grigi occidentali che vanno lì sia a brucare che a scaldarsi al sole» racconta Moore al Venerdì.

«Ho trovato un punto adatto per sdraiarmi sull’erba: per scattare una foto coinvolgente è cruciale mettersi allo stesso livello dell’animale. Ero a 25-30 metri da loro. C’erano delle madri con i piccoli, e due maschi che lottavano. Ma la mia attenzione è stata catturata da quel giovane canguro femmina, avrà avuto due anni, che si stava grattando la pelliccia. Per la posizione delle zampe e della testa e l’espressione, dava proprio l’idea della “chitarra immaginaria”».
Per noi è sempre buffo anche il modo di spostarsi a balzi dei canguri. Eppure «è estremamente efficiente: con i loro tendini elastici, i canguri riutilizzano l’energia cinetica che si crea ad ogni atterraggio per potenziare il salto successivo, e prendono un ritmo che gli consente di muoversi ad alta velocità con minimo dispendio energetico. Distanziando senza difficoltà aggressori come il dingo, il cane rinselvatichito australiano» spiega sempre il fotografo.

Italia seconda

E proprio una predazione malriuscita è il tema dello scatto secondo classificato al Comedy Wildlife (e vincitore della categoria “creature aeree”), opera del reporter italiano Vittorio Ricci e intitolato Tuffo inatteso. Viene dalla riserva di Zimanga, in Sudafrica. «La mia foto dà l’impressione che quell’airone striato sia piombato in acqua dal cielo, ma in realtà è stata una caduta non intenzionale dal tronco ricurvo che si vede di fianco» ci racconta il fotografo.

«Questi aironi hanno un sistema di pesca particolare: si sistemano su una sporgenza e si allungano come una freccia, arrivando col becco a pelo dell’acqua per scrutare cosa si muove lì sotto. Quando individuano un pesciolino – che magari hanno attirato loro stessi gettando in acqua un pezzo di foglia o una piuma come esca – il collo si allunga a dismisura, con un movimento velocissimo (tanto che per riprenderlo in modo nitido devo impostare uno scatto di 1/2500esimo di secondo) e il becco arpiona la preda. Il tutto senza che l’airone si bagni nemmeno le zampe. In questo caso però l’airone si è sporto troppo e ha perso goffamente l’equilibrio. La giuria del premio è rimasta colpita soprattutto perché la goffaggine di quel gesto è sembrata sorprendente in rapporto allo stile di pesca elegante e preciso di questa specie. Mentre sui social media sto vedendo molte reazioni di persone che, pur ridendo del povero airone, si immedesimano».
Ma forse la foto più empatica è Diverbio, lo scatto vincitore della categoria Junior: «Quando ho visto quei due uccelli confrontarsi, ho pensato alle nostre discussioni in famiglia e ho scattato ridendo», racconta il polacco Jacek Stankiewicz, sedici anni e fotografo fin da quando ne aveva dieci. «Ero nella foresta di Bialowieza, e ho notato un po’ di baruffa su un ramo, per via di questa famigliola di verdoni: nello scatto si vede un individuo giovane, ancora incapace di nutrirsi da solo seppur in fase di crescita rapida, lamentarsi con il genitore, probabilmente per chiedere più cibo. Quello che è stato più apprezzato dalla giuria è come le emozioni espresse in questa scena escano dalla foto e si trasmettano immediatamente a chi guarda».

Scatto Zen

Molto più rilassata e contemplativa, quasi Zen, la fotografia dell’indiano Pratick Mondal, dove è stata cruciale la pazienza del reporter nell’aspettare che i due protagonisti dello scatto, un macaco e un cervo, si allineassero alla perfezione. «Mi trovavo nel parco nazionale Keoladeo, nello stato del Rajasthan, e il mio piano era fotografare scene di predazione con le tante iene e sciacalli che si muovono nella foresta» racconta Mondal. «Dopo ore di attesa non vedevo né iene né sciacalli, e così mi stavo spostando. Mentre attraversavo un sentiero ho visto un cervo in lontananza, ancora più bello da fotografare perché si stagliava sullo sfondo di un arco naturale composto dalla vegetazione. Mi sono accovacciato per immortalarlo e all’improvviso è comparso un macaco che si è seduto al centro del sentiero, guardandomi serafico. Poi ha iniziato a spulciarsi sotto l’ascella, e il gesto che ne è derivato è molto divertente perché è quasi come se indicasse, con un gesto da imbonitore, il cervo per invitarmi a scattare finalmente quella benedetta fotografia».
Sull’account Instagram del premio sono parecchi gli scatti che invitano al buonumore: c’è il gufo della Lapponia di John Blumenkamp che sembra dire “Odio il lunedì” o gli uccelli acquatici inglesi di Zoe Ashdown in posa per una foto di famiglia. Da marzo 2024 si apre alle nuove proposte. Per un nuovo anno dalla parte degli animali.

Sul Venerdì del 22 dicembre 2023

Leggi i commenti