Panettone, come farlo piacere anche agli inglesi
di Tommaso MelilliQualche settimana fa, nella stampa internazionale e di conseguenza in quella italiana, è esploso tutto un parapiglia a proposito del panettone. La questione è scaturita da un aggressivo articolo di Tony Turnbull, uscito su The Times: Turnbull è un prestigioso critico gastronomico britannico, e in quelle righe lamentava la recente esplosione delle vendite di panettone in Inghilterra (si parla di una crescita di oltre il 20%). Cito: “Basta con il panettone! Sospetto (e spero) che i dati di vendita non raccontino l’intera storia. Tanto per cominciare, molte persone preparano ancora il Christmas pudding, mentre nessuno prepara il proprio panettone a casa, quindi gli amanti del pudding vecchio stile non sono calcolati. Inoltre, sappiamo tutti che il fascino del panettone, con le sue belle confezioni, non sta nel mangiarlo ma nel regalarlo”.
Qualche settimana fa, nella stampa internazionale e di conseguenza in quella italiana, è esploso tutto un parapiglia a proposito del panettone. La questione è scaturita da un aggressivo articolo di Tony Turnbull, uscito su The Times: Turnbull è un prestigioso critico gastronomico britannico, e in quelle righe lamentava la recente esplosione delle vendite di panettone in Inghilterra (si parla di una crescita di oltre il 20%). Cito: “Basta con il panettone! Sospetto (e spero) che i dati di vendita non raccontino l’intera storia. Tanto per cominciare, molte persone preparano ancora il Christmas pudding, mentre nessuno prepara il proprio panettone a casa, quindi gli amanti del pudding vecchio stile non sono calcolati. Inoltre, sappiamo tutti che il fascino del panettone, con le sue belle confezioni, non sta nel mangiarlo ma nel regalarlo”.
Turnbull accusa il panettone di essere troppo dolce, stopposo e pesante, un dolce con una bella confezione che in realtà la gente si regala a vicenda, passandolo di mano in mano come “una patata bollente”, e senza davvero voglia di mangiarlo. Non intendo entrare nel dibattito, che è chiaramente una provocazione.
Tuttavia, da ristoratore, confesso di nutrire da anni un discreto fastidio verso questa curiosa abitudine di servire al ristorante una fetta di panettone come dolce, con una crema, e basta. Cucinare è trasformare le cose, non tagliarle e buttarle nel piatto tali e quali.
Ma a Natale e dintorni si ha voglia di quel sapore, e per questo ho pensato di trasformarlo… in un pudding. Basta lasciare in infusione un paio di fette nella panna e poi farci una panna cotta, per scoprire che quell’insieme di canditi, uvetta, e profumo d’arancia produce un sapore specifico, inconfondibile anche a occhi chiusi, e cioè il sapore di panettone.
Panna cotta al panettone
Gli ingredienti
Per 6 persone:
500 ml di panna fresca
50 gr di zucchero
2 fette di panettone classico
(circa 200 gr)
6 gr di gelatina in fogli
1 arancia non trattata
Come procedere
Spezzettate il panettone, mettetelo in una pentola e versateci sopra la panna. Riscaldate dolcemente (senza farla bollire) poi togliete la pentoladal fuoco, grattate un poco di scorza d’arancia e copritela con della pellicola o un coperchio. Lasciate in infusione almeno 2 ore, meglio se 4. Nel frattempo mettete a bagno la gelatina in acqua fredda per 10 minuti. Scolate e filtrate la panna, schiacciando bene i pezzi di panettone con un mestolo nel colino.
Rimettete la panna profumata al panettone nella pentola, aggiungete lo zucchero e intiepiditela di nuovo. Togliete dal fuoco e aggiungete
i fogli di gelatina scolati. Mescolate e ripartite la panna in 6 stampi di vostro gusto. Lasciate riposare in frigorifero almeno 5 ore. Servite tale e quale o, se ne resta, con dei cubetti di panettone leggermente arrostito in forno.
Sul Venerdì del 5 gennaio 2023