La perfezione di ogni singolo giorno
di Vittorio LingiardiKôji Yakusho è Hirayama e Arisa Nakano sua nipote Niko nel nuovo film di Wim Wenders, Perfect Days
Bello iniziare l’anno con il nuovo film di Wim Wenders. È uscito ieri e s’intitola Perfect Days, titolo ispirato alla più bella canzone di Lou Reed, una delle dieci che io porterei sull’isola deserta. Liberi di non crederci (finché non lo vedrete),
ma i giorni perfetti sono quelli che a Tokyo scandiscono la vita di Hirayama, addetto alle pulizie dei gabinetti pubblici (molti dei quali, come solo in Giappone accade, sono piccole meraviglie dell’architettura).
È la routine perfetta di una vita semplice: i bagni da pulire, qualche bel libro,
la cura delle piante, la colonna sonora della sua vita (Velvet Underground, Otis Redding, Patti Smith, i Kinks, qualche gruppo giapponese). E la passione per la fotografia, un soggetto …
Bello iniziare l’anno con il nuovo film di Wim Wenders. È uscito ieri e s’intitola Perfect Days, titolo ispirato alla più bella canzone di Lou Reed, una delle dieci che io porterei sull’isola deserta. Liberi di non crederci (finché non lo vedrete),
ma i giorni perfetti sono quelli che a Tokyo scandiscono la vita di Hirayama, addetto alle pulizie dei gabinetti pubblici (molti dei quali, come solo in Giappone accade, sono piccole meraviglie dell’architettura).
È la routine perfetta di una vita semplice: i bagni da pulire, qualche bel libro,
la cura delle piante, la colonna sonora della sua vita (Velvet Underground, Otis Redding, Patti Smith, i Kinks, qualche gruppo giapponese). E la passione per la fotografia, un soggetto particolare di fotografia che si chiama komorebi, cioè luce che gioca tra le foglie degli alberi accarezzati dal vento (pare un tema che non mi vuole lasciare, questo delle foglie: è il terzo Psycho consecutivo in cui parlo di foglie). Ogni giornata di Hirayama è come una cerimonia del tè, importante e unica per l’arte e la disciplina di amare qualunque cosa tu faccia. È un atteggiamento spirituale, un gesto di serietà
e modestia.
Avere Perfect Days non significa essere privi di ricordi, emozioni e pensieri: l’incontro con la nipote Niko, per esempio, muove foglie cresciute su alberi del passato ai quali Hirayama ha deciso di voltare le spalle per sempre. Il film è dedicato al genio di Ozu: «Perché il sentimento che permea
i suoi film», dichiara Wenders in un’intervista,«è che ogni cosa e ogni persona sono uniche, che ogni momento accade una volta sola, che quelle di tutti i giorni sono le uniche storie eterne». Questo è anche il mio augurio per il nuovo anno: non dimenticate che la vita, anche la più lunga,
è fatta di singoli giorni. Buon 2024
a tutte le lettrici e a tutti i lettori di questa rubrica.