Quando è la moglie a essere “cattiva”
di Natalia AspesiPer scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.
Scrive un lettore dalla provincia di Siracusa:
Alle soglie dei 62 anni, con 32 di matrimonio alle spalle, ancora oggi non trovo una soluzione ideale per vivere come avrei voluto. La mia gioventù l’ho vissuta nel migliore dei modi: ero sicuro di me, un riferimento per i miei amici. Tutto, o quasi, bene fino al fatidico “sì” del matrimonio con una ragazza che, seppur avesse dimostrato già in qualche occasione un lato morbosamente cattivo per incomprensioni con la mia famiglia e per il mio passato (in paese per il periodo storico avevo avuto troppe fidanzate), consideravo comunque un problema risolvibile. Purtroppo, devo ammettere che, appena raggiunto l’obiettivo, spesso la donna si trasforma in una trappola dalla quale e difficile venirne fuori. Dalla nostra unione sono nati due splendidi maschietti che hanno avuto la sfortuna di vivere questa perenne tensione a cui i suoi atteggiam…
Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.
Scrive un lettore dalla provincia di Siracusa:
Alle soglie dei 62 anni, con 32 di matrimonio alle spalle, ancora oggi non trovo una soluzione ideale per vivere come avrei voluto. La mia gioventù l’ho vissuta nel migliore dei modi: ero sicuro di me, un riferimento per i miei amici. Tutto, o quasi, bene fino al fatidico “sì” del matrimonio con una ragazza che, seppur avesse dimostrato già in qualche occasione un lato morbosamente cattivo per incomprensioni con la mia famiglia e per il mio passato (in paese per il periodo storico avevo avuto troppe fidanzate), consideravo comunque un problema risolvibile. Purtroppo, devo ammettere che, appena raggiunto l’obiettivo, spesso la donna si trasforma in una trappola dalla quale e difficile venirne fuori. Dalla nostra unione sono nati due splendidi maschietti che hanno avuto la sfortuna di vivere questa perenne tensione a cui i suoi atteggiamenti ci hanno abituato. Il punto principale comunque è che il nostro secondogenito, cresciuto con le sue ansie, pregiudizi, ecc.., all’età di circa 10 anni, io ho sempre sostenuto anche a causa dei violenti litigi tra lei e la famiglia di suo fratello, a cui il povero bambino assisteva, manifesta la presenza di forti tic. Iniziano quindi le visite ed i controlli ospedalieri specifici e gli viene diagnosticata la sindrome di Tourette. Il fatto più grave che mi è accaduto risale al 2006 quando, preso da una serie di impegni, mi lasciai andare: diagnosi, depressione. Supero velocemente la crisi ma arrivati al 2013, in fase di realizzazione di un’altra sua ambizione, avere una dimora in campagna, a seguito di ulteriori duri attacchi, la seconda ricaduta, molto più grave e per la cui cura ancora oggi prendo farmaci. Quante notti passate sveglio a tormentarmi sul come può una persona condividere il letto con il marito e riuscire a non sfiorarlo per mesi, anni. La sua sintesi è che ha avuta distrutta la vita dai miei familiari e non c’è più alcuna soluzione. Sarebbe più opportuno separarsi e vivere possibilmente più sereni e di riflesso trasmettere più serenità ai figli? (il quesito l’ho posto anche allo specialista che segue mio figlio e mi ha risposto che sarebbe la migliore soluzione). Ma andrebbe proprio così, o conoscendo bene la soggetta, ci sarebbe il rischio di azioni eclatanti che potrebbero sfociare in atti gravi? La prego di omettere la firma.
La prima parte della sua lettera è quella di un uomo che dopo una giovinezza spensierata e piena di donne, finalmente si sposa, e lo fa con grande gioia, con una ragazza che qualcuno gli dice cattiva, però a lui va bene così, saprà poi con la sua capacità anche d’amore farla diventare buona. Ma a 62 anni lei ha capito che non è così, e l’uomo sicuro di sé a poco a poco si è perduto; e, oltre che cattiva, lei ormai non lo vuole nel letto. Dei due amati figli il più piccolo, sempre per colpa sua, è affetto dalla sindrome di Tourette che solo col tempo passerà. La moglie cattiva che non gli dà pace continua a litigare coi suoi parenti che, nella antica zona araba di Siracusa, sono molto legati a lui che non sa che fare. Nella seconda parte della lettera, nel 2006 arriva una forte depressione che si ripete nel 2013: la moglie è cattivissima, litiga, non ama chi gli vuole bene, e lui anche oggi continua a prendere i farmaci. Chiedere la separazione? Forse sarebbe un bene per i figli, ma la signora potrebbe cadere in azioni «eclatanti che potrebbero sfociare in atti gravi». Gentile signor X, lei mi chiede alla fine di consigliarle cosa fare della sua vita e io penso che, per quanto provato da sua moglie, faccia bene a non separarsi. La depressione deve essere curata, e sua moglie magari non risponde al suo bisogno di affetto anche perché capita a tante donne di non desiderare più l’amore. Forse lei esagera nel giudicare sua moglie cattiva, è un modo di giudicare forse eccessivo. In ogni caso, se per lei fosse davvero importante allontanarsi da sua moglie, pensi anche ai suoi figli per i quali la madre è molto importante.
Il “new trash” di Mediaset è pur sempre trash
Il recente cambio della guardia a Mediaset, dopo la scomparsa del fondatore, credo che in parte sia indicativo anche di alcune caratteristiche ancora radicate in una certa mentalità italiana. Mi riferisco a quel familismo bigotto e piccolo-borghese che si serve delle amanti quando fa comodo, ma poi le manda via, senza tanti complimenti, perché il posto principale spetta sempre alle spose legittime. Qualcuno ha parlato di pulizia, di un ritorno al decoro dopo anni di trash televisivo. Di per sé, questo discorso potrebbe anche reggere. Solo che, nell’ottica della nuova dirigenza, c’è un trash che può, anzi deve essere eliminato, e un altro trash che nessuno oserebbe toccare. Ma sempre di trash si tratta! La differenza sta nelle persone e nel potere che queste persone effettivamente hanno, anche nel realizzare e condurre programmi trash. Non entro nel merito delle capacità professionali, e non parlo nemmeno di gusti soggettivi. Il punto è: le “amanti”, ovvero quelle che fino a poco fa hanno lavorato in un determinato contesto senza essere appoggiate da un compagno importante, ma che nonostante questo hanno dato molto all’azienda in termini di ascolti, adesso sono da tenere alla larga. Invece le fidanzate, le vedove (non faccio nomi, ma non ci vuole molto a capire di chi si tratta) sono ancora lì, e ci resteranno a lungo, forti di unioni ufficiali benedette dalla morale comune.
Antonello, Roma
Gentile Antonello, un po’ mi vergogno perché in realtà io, mai, neppure quando guardavo la televisione tipo Rai, mi sono fermata più di un minuto sui canali Mediaset. Forse eravamo snob, forse l’idea di vedere anche per un solo minuto quei programmi ci sembrava spaventosa. Insomma i canali Mediaset non li ho mai visti, né prima né adesso. Quindi non so cosa rispondere a questa sua complicata domanda: essendo cambiata la dirigenza dopo la morte di Berlusconi, verranno gettate via le trash che tanto hanno lavorato e si terranno le trash che potrebbero essere come mogli. E io come altri, dovrei sapere chi sono. Chiedo davvero perdono per essere così ignorante e spero che qualche esperto del ramo risponda alla domanda.
Leggiamoli gli oroscopi: ma sarà vera astrologia?
Cara Dottoressa Aspesi, vorrei poter replicare alla signora Giuliana Ranaldi, la quale sul Venerdì del primo dicembre scorso definisce antiscientifica l’astrologia e, in tal modo, offende un certo... C. G. Jung! Personalmente penso, avendo conosciuto, in cinquantanove anni di vita, numerosi individui di varie età, sesso e religione, che un qualcosa che accomuna le persone nate in giorni vicini ci debba pur essere; resta il dubbio però, essendo tutti i miei conoscenti di codesto emisfero, se si tratti realmente di astrologia o di scienza della periodicità annuale delle nascite. Difatti, in quest’ultima ipotesi, nell’emisfero australe dovrebbe essere il contrario. Comunque, la cosa migliore riguardo agli oroscopi penso sia leggerli e poi rimuoverli, lasciando che la loro fruizione sia a beneficio del subcosciente: se un individuo resta per tutta la giornata a rimuginare sulle strategie indicate dal proprio oroscopo, è la fine, non vive più!
Mauro Maiali
Alla signora Ranaldi ho già spiegato come io non perdo un oroscopo ovunque lo trovi e mi spiace per lei che forse, ma non credo, sarà delusa: ora lei mi mette in un ben più grave pasticcio. Perché io so chi sia C.G. Jung ma molto alla larga: diciamo che so quel che mi dice soprattutto un film del 2011, A Dangerous Method diretto da Cronenberg, in cui Keira Knightley travestita dalla giovane Sabina Spielrein fa con lui, con C.G. Jung, sesso spinto. Però anche lei, per fortuna, pensa che gli oroscopi bisogna leggerli e poi rimuoverli «lasciando che la loro fruizione sia a beneficio del subcosciente»! Insomma, in realtà neppure lei ci crede!
Sul Venerdì del 12 gennaio 2024