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Quando la mafia sbarcò a Hollywood

Il gangster William Bioff (1900-1955), Getty Images

 
ORA D’ARIA Le mani della criminalità sulla “Babilonia” del cinema
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William Bioff detto Willie andò a Hollywood, con rinforzi della malavita di Chicago, per far soldi
nel business del sindacato. L’idea era nata appunto a Chicago, dove la catena dei cinema Balaban and Katz aveva proposto al sindacato 150 dollari per insabbiare l’aumento ai dipendenti. Il loro rappresentante Bioff rilanciò: cinquantamila. Balaban rifiutò, e successero degli incidenti, film proiettati a ritroso, musical senza il sonoro; in Accadde una notte lo schermo si oscurò alla scena del motel. Balaban pagò; e la mala si interessò. Alla successiva estorsione (per non indire uno sciopero dei macchinisti), un sodale di Al Capone, Frank Nitti detto il Manganello, mandò Gioe “Naso cremisi” alla sezione macchinisti dello IATSE (il sindacato dei lavoratori di teatro e cinema, di cui era amministratore il compare di Bioff, George Browne), a spiegare che metà della torta era per lui; T. E. Maloy della sezione 110 degli operatori e il Presidente dell’Unione custodi furono crivellati di piombo…

William Bioff detto Willie andò a Hollywood, con rinforzi della malavita di Chicago, per far soldi
nel business del sindacato. L’idea era nata appunto a Chicago, dove la catena dei cinema Balaban and Katz aveva proposto al sindacato 150 dollari per insabbiare l’aumento ai dipendenti. Il loro rappresentante Bioff rilanciò: cinquantamila. Balaban rifiutò, e successero degli incidenti, film proiettati a ritroso, musical senza il sonoro; in Accadde una notte lo schermo si oscurò alla scena del motel. Balaban pagò; e la mala si interessò. Alla successiva estorsione (per non indire uno sciopero dei macchinisti), un sodale di Al Capone, Frank Nitti detto il Manganello, mandò Gioe “Naso cremisi” alla sezione macchinisti dello IATSE (il sindacato dei lavoratori di teatro e cinema, di cui era amministratore il compare di Bioff, George Browne), a spiegare che metà della torta era per lui; T. E. Maloy della sezione 110 degli operatori e il Presidente dell’Unione custodi furono crivellati di piombo, gli altri si persuasero. Al Congresso di Louisville – preparato da incontri tra Paul Lucca detto il Cameriere, Lucky Luciano e Lepke Buchalter dell’Anonima omicidi – Browne fu accolto presidente del sindacato nazionale; e subito Bioff fu dunque spedito a Hollywood. Gli Studios sotto ricatto (due milioni di dollari per non paralizzarli con lo sciopero generale) tentarono
la resistenza; ma presto Nick Schenck (MGM) e Sidney Kent (20th Century-Fox) si rassegnarono, e Schenck consegnò a Bioff, nella sua camera d’albergo, 50 mila dollari in una borsa della spesa. Anche il delizioso regista Ernst Lubitsch, allora direttore della Paramount, omaggiò Bioff di una visita. Una volta che il portiere della Warner non voleva farlo entrare senza il “passi”, Bioff fece telefonare a Jack Warner di scendere ad accoglierlo personalmente (tutto ripreso, letteralmente,
dal mitico Hollywood Babilonia II di Kenneth Anger, di nuovo da Adelphi).

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Torna "Hollywood Babilonia", il libro scandalo sulla città del cinema]]

Un giorno, un redattore scrupoloso del Daily Variety, Arthur Ungar, aprì una campagna stampa contro il sindacato corrotto, il Fisco rincarò: Bioff, già inquisito per un bordello a Chicago, ora incassava milioni dai tycoon come Schenck – era il 1943, Schenck fu condannato a un anno di prigione e privato della cittadinanza: ma il geniale produttore dei film muti di Buster Keaton aveva contribuito alle campagne elettorali del Partito Democratico, e fu perdonato. Bioff invece soggiornò ad Alcatraz, dove spifferò alcuni nomi della mala; uscito già nel 1944 di prigione, assunse a Phoenix (Arizona) un’altra identità, ma il 4 novembre 1955 saltò in aria con la sua auto.

Sul Venerdì del 12 gennaio 2024

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