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Carlo Lucarelli: l’orrore arriva a cena

A Vercelli, nel 1975, Doretta Graneris massacrò la sua famiglia insieme al fidanzato Guido Badini (Fotogramma)

 (fotogramma)
BRUTTE STORIE Il delitto Graneris, un massacro familiare
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A fregarla è una parola: capisco.

O meglio, il modo con cui la pronuncia, freddo, insensibile, privo di qualunque emozione.
Capisco? Soltanto quello?

I carabinieri non sapevano come dirglielo, Doretta è ancora soltanto una ragazzina, 18 anni, come si fa a comunicarle che ha appena perso tutta la famiglia? E in quel modo, poi.

Il signor Sergio è un tipo preciso, mai mancato un giorno e mai arrivato tardi al lavoro, e così quando i suoi dipendenti all’officina di corso Fiume, a Vercelli, quella mattina fredda di novembre del 1975, non lo vedono arrivare chiamano sua madre, la nonna di Doretta, che va a casa a vedere.

Già sentire che c’è ancora la tv accesa è molto sospetto, ma quando apre la porta la signora Maria trova una scena da film dell’orrore, con Sergio riverso sulla sedia, gli occhi spalancati a fissare il soffitto e il resto della famiglia steso nel soggiorno e sotto la tavola ancora imbandita per cena: la mamma di Doretta, i due nonni materni, anche il fratellino Paolo, che av…

A fregarla è una parola: capisco.

O meglio, il modo con cui la pronuncia, freddo, insensibile, privo di qualunque emozione.
Capisco? Soltanto quello?

I carabinieri non sapevano come dirglielo, Doretta è ancora soltanto una ragazzina, 18 anni, come si fa a comunicarle che ha appena perso tutta la famiglia? E in quel modo, poi.

Il signor Sergio è un tipo preciso, mai mancato un giorno e mai arrivato tardi al lavoro, e così quando i suoi dipendenti all’officina di corso Fiume, a Vercelli, quella mattina fredda di novembre del 1975, non lo vedono arrivare chiamano sua madre, la nonna di Doretta, che va a casa a vedere.

Già sentire che c’è ancora la tv accesa è molto sospetto, ma quando apre la porta la signora Maria trova una scena da film dell’orrore, con Sergio riverso sulla sedia, gli occhi spalancati a fissare il soffitto e il resto della famiglia steso nel soggiorno e sotto la tavola ancora imbandita per cena: la mamma di Doretta, i due nonni materni, anche il fratellino Paolo, che aveva 13 anni.
Qualcuno li ha massacrati a colpi di pistola, una Beretta e una Browning, che hanno sparato 19 colpi, praticamente a bruciapelo.

Come si fa a dare quella notizia a una ragazzina che sta facendo colazione col suo fidanzato nella piazza del mercato di Novara?

Poi basta una parola, così freddamente priva di sentimento, a far nascere il dubbio. Che prima o poi, comunque, sarebbe arrivato: Doretta era una ragazza introversa e rancorosa, litigava con i suoi che non approvavano la relazione con Guido, disoccupato e anche lui molto immaturo nonostante i suoi 21 anni, e infatti la sera del 13 novembre erano andati a casa dei genitori di Doretta con le pistole in tasca per sterminare la famiglia, intascare l’eredità ed essere finalmente indipendenti e liberi.

Avevano anche rubato una macchina con l’aiuto di un amico per far pensare a rapinatori venuti da fuori, ma un bossolo era caduto nel risvolto dei pantaloni di Guido e poi era finito nell’auto.
Le prove accumulate su Doretta e Guido, e anche le confessioni in cui si accusano l’un l’altra di avere plagiato, organizzato e sparato, oltre alle perizie che li considerano in grado di intendere e di volere, gli costano l’ergastolo.

L’Italia è sconvolta da quello che è stato e sarà l’ennesimo caso di disagio giovanile violento. Quella ragazzina che sta facendo colazione col fidanzato dopo aver fatto la spesa al banco dei carciofi e che alla notizia dello sterminio della famiglia risponde capisco, fa paura.

Sul Venerdì del 19 gennaio 2024

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