Dio è morto, Marx è morto e anche la verità non si sente troppo bene. Il suo statuto è più che mai sotto attacco da quando la rivoluzione digitale è iniziata. D'altronde se c'è una caratteristica inerente del digitale è quella di rendere possibili copie identiche all'originale il cui concetto, inevitabilmente, si annacqua. Fine del pippotto teorico sull'invasione delle pagine fake, quelle che sembrano articoli di giornale, con identici font e grafica, ma sono delle bufale in piena regola che usano la residua credibilità delle testate per tentare truffe ai danni dei lettori-navigatori. Succede, ad esempio, che il nostro Michele Serra qualche mese fa ci abbia segnalato che c'era in circolazione sui social una finta pagina di Repubblica in cui avrebbe raccomandato non so quale prodotto (la pagina, che invece di avere l'indirizzo vero repubblica.it era ospitata da insideberg.com, oggi è stata rimossa). Mentre è ancora disponibile una finta intervista di Fabio Fazio a Virginia Raffaele in cui la showgirl rivelerebbe un trucco per fare soldi facili che la Banca d'Italia, nientemeno, vorrebbe celare al grande pubblico («Ti dirò una cosa: non devi lavorare per essere ricco. E quando realizzi questo pensiero, inizierai a relazionarti con i soldi molto più facilmente» sussurra cospirativa Virginia al conduttore di Che tempo che fa).
A dispetto della grafica quasi perfetta di Repubblica, a mettere in allarme avrebbe dovuto essere, oltre all'italiano zoppicante del testo, il dominio, l'indirizzo telematico paretton.com. Ma non tutti lo sanno, non tutti stanno attenti, e tanti finiscono fregati. Una dettagliatissima ricostruzione di chi ci sia dietro questi tentativi di frode, comprese oscure piattaforme di trading che puntano a spennare qualche pollo, l'ha fatta il sito della Radio Svizzera Italiana. La versione breve è: non fidatevi della grafica, ma guardate l'indirizzo. Se non è quel che dice di essere, state alla larga.
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