✕

Un giorno sul divano a guardare le freccette: ci si è aperto un mondo assai bizzarro

Due fan ai Mondiali di freccette che si sono svolti a Londra. Getty Images

 
Pensavamo che le freccette fossero soltanto un hobby da pub. Errore. Ipnotizzati dalla diretta dei mondiali su Dazn abbiamo scoperto uno sport che attira, non solo in Uk, tantissimi soldi e fan. Preferibilmente mascherati
3 minuti di lettura

Mettendo da parte per un attimo la discussione se le freccette siano un serissimo sport a tutti gli effetti o un piacevole passatempo o poco più (conscio del rischio che dirlo a uno degli aficionados dei dardi potrebbe rapidamente trasformarvi in un bersaglio), queste ultime settimane hanno messo in chiaro ai moltissimi profani – compreso chi scrive – quanto sia popolare il mondo delle freccette. Al punto da poter essere considerato un vero e proprio culto a Londra e dintorni.

La riprova c’è stata tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024 quando all’Alexandra Palace, un edificio vittoriano situato nel Nord della capitale inglese, è andato in scena il campionato mondiale organizzato dalla Professional Darts Corporation, che Dazn ha trasmesso in diretta. A prima vista una sorta di Oktoberfest in salsa britannica.

La birra, anzitutto: una stima approssimativa parla di mezzo milione di pinte bevute in sedici giorni di gara. Tutte tracannate da gente vestita da Teletubbies, da suore e vesco…

Mettendo da parte per un attimo la discussione se le freccette siano un serissimo sport a tutti gli effetti o un piacevole passatempo o poco più (conscio del rischio che dirlo a uno degli aficionados dei dardi potrebbe rapidamente trasformarvi in un bersaglio), queste ultime settimane hanno messo in chiaro ai moltissimi profani – compreso chi scrive – quanto sia popolare il mondo delle freccette. Al punto da poter essere considerato un vero e proprio culto a Londra e dintorni.

La riprova c’è stata tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024 quando all’Alexandra Palace, un edificio vittoriano situato nel Nord della capitale inglese, è andato in scena il campionato mondiale organizzato dalla Professional Darts Corporation, che Dazn ha trasmesso in diretta. A prima vista una sorta di Oktoberfest in salsa britannica.

La birra, anzitutto: una stima approssimativa parla di mezzo milione di pinte bevute in sedici giorni di gara. Tutte tracannate da gente vestita da Teletubbies, da suore e vescovi con ben poca religiosità, da dalmata della Carica dei 101. E poi sombreri messicani e corone regali. Persone trasformate in coni stradali, fantini e cavalli (a due zampe), polli e delfini. Persino una nerboruta Biancaneve... E una distesa di cartelli a cui affidare messaggi di incitamento per i giocatori e semplici saluti a casa. E poi c’erano loro, i lanciatori di dardi. Per la stragrande maggioranza britannici. In tutto, 96 atleti di 27 nazioni (quest’anno per la prima volta c’era anche un francese, Thibault Tricole). Due le donne, entrambe eliminate rapidamente: Fallon Sherrock e Mikuru Suzuki.

Freccette: due milioni e mezzo di sterline

Per la cronaca, il torneo l’ha vinto Luke Humphries, detto Cool Hand Luke: il 28enne inglese è diventato il numero uno nella classifica mondiale alzando il Sid Waddell’s Trophy. Ma la vera star è stata il secondo arrivato: Luke Littler, appena16 anni, che disputava il suo primo mondiale. Nessuno gli dava una sterlina e invece ha rapidamente fatto parlare di sé, facendo fuori uno dietro l’altro giocatori ben più esperti prima di arrendersi in finale. Un classico underdog che nessuno aveva visto arrivare. Al punto che, in un curioso ribaltamento dei ruoli, più di una stella della Premier league ha fatto di tutto per farsi fotografare con lui.

Potere di un fenomeno che muove molti soldi. Quanti, è facile calcolarlo: il montepremi è di due milioni e mezzo di sterline, di cui 500 mila al vincitore. Ma non solo. In tv le freccette funzionano moltissimo. Rientrano, infatti, nella categoria degli “hypnotic games”, genere che fa molto gola alle televisioni perché garantisce ascolti addirittura superiori a una partita di calcio. Rientrano nella categoria, oltre alle freccette, anche lo snooker, specialità del biliardo molto diffusa soprattutto nel Regno Unito, e il curling. In pratica uno si piazza davanti allo schermo senza riuscire a staccarne gli occhi. Soprattutto, chiedendosi come mai non vince chi pianta la freccetta al centro del bersaglio (ma delle regole parleremo dopo).

Il maradona delle freccette è lui

I Mondiali di freccette, che si disputano ogni anno dal 1994, sono nati a seguito della scissione negli anni 90 della British Darts Organisation, la federazione internazionale dell’epoca, da parte di alcuni membri che fondarono la Professional Darts Corporation, oggi la federazione più ricca e frequentata dai giocatori più importanti del mondo. La maggior parte delle edizioni (27 su 31) è stata vinta da un giocatore britannico, con il record di 14 titoli di Phil Taylor. Le uniche eccezioni sono i tre Mondiali dell’Olanda e uno del Canada. Per capire chi è Taylor basti sapere che quando era in attività era considerato il Maradona dei dardi. Aveva un soprannome, The Power, ed è considerato tra i dieci più grandi sportivi inglesi degli ultimi 35 anni. Gli inizi? Ovviamente in un pub, precisamente il Crafty Cockney.

Freccette: occhio alle regole

Ed eccoci arrivati alle regole del gioco. Premessa d’obbligo: per capirle dovete essere bravi in matematica e armarvi di molta pazienza. In sintesi: i giocatori partono da 501 punti e hanno tre freccette a turno da tirare. Mano a mano che realizzano punti li scalano. Vince chi arriva per primo a zero. Se sbagli, nel senso che vai oltre lo zero, il tiro non vale finché non realizzi il numero esatto. Il bersaglio (Bull) ha un diametro standard di 45 centimetri e viene appeso a un’altezza di un metro e 73. Tutt’intorno ci sono venti numeri che indicano il valore dei rispettivi settori. L’anello esterno raddoppia per due i punti del settore, l’anello interno li triplica. Il centro del bersaglio è chiamato Bullseye, ed è a sua volta diviso in due sezioni. Quella interna si chiama Double bull o Cork e vale 50 punti; quella esterna Single Bull o semplicemente Bull e ne vale 25. Al momento del lancio bisogna restare immobili: guai a chi salta, rimbalza, si tuffa o alza il piede d’appoggio. Tutto chiaro?

E da noi, come stanno le freccette?

Detto d’Oltremanica, vale la pena di fare un giro d’orizzonte anche in Italia. Dove esiste una federazione ufficiale (Figf), associata dal 1986 alla World Darts Federation. Il presidente si chiama Luciano Caserta e dopo aver vissuto per 15 anni in Inghilterra, nel 1983, ha fondato il Dart Club Treviso. Un anno dopo è nata la federazione che oggi conta su 2.500 tesserati. Parlandoci si capisce che il cammino non è agevole. «Nonostante tutti i nostri sforzi non riusciamo a essere riconosciuti dal Coni. Da noi si vincono medaglie e non soldi come nelle gare del Pdc. Per cui stiamo in piedi solo con le quote dei tesserati. A dicembre però ci siamo presi una grande soddisfazione grazie a Aurora Fochesato che si è aggiudicata il campionato mondiale Wdf under 17 di Lakeside. E nei giorni scorsi Michele Turetta è stato il primo italiano che ha vinto la card per partecipare ai tornei Pdc dove girano molti soldi».

Chi invece di soldi non ne guadagna ma non vuol perdersi neanche una notizia sul mondo delle freccette può dare un’occhiata al Freccettaro imbruttito, sito dove va in scena una campagna contro il maltrattamento dei bersagli. Con il risultato che le nuove regole hanno vietato le freccette con punte troppeoaggressive. Se non è amore questo...

Leggi i commenti