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Firenze contro Airbnb: come sta andando la “guerra” del sindaco agli affitti brevi

Turisti a piazza della Signoria riflessi in un citofono di un lussuoso bed and breakfast (Luigi Narici) 
Sempre meno abitanti, sempre più turisti. Così Dario Nardella ha messo un freno ai bed & breakfast. Con un occhio a Barcellona e l’altro alle elezioni. Reportage
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Firenze. Il penultimo dei mohicani ha un pizzetto bianco e gli occhiali da sole nonostante la giornata nuvolosa. A un trombettista jazz si perdona questo e altro. Il suo appartamento fiorentino, dalle cui finestre sembra di poter toccare la cattedrale di Santa Maria del Fiore, cupola del Brunelleschi inclusa, è uno dei due su dieci non colonizzati dagli affitti brevi. Un’invasione che pochi ormai insistono a negare, con i seimila appartamenti offerti su Airbnb otto anni fa, oggi diventati oltre quattordicimila. Facendo lievitare, in una correlazione che convince il sindaco Dario Nardella, l’affitto medio in città del 42 per cento.

Vuol dire che se pagavate 1.000 euro ora sono 1.400. E avrete probabilmente già traslocato in qualche più abbordabile periferia.

Motivo per cui i…

Firenze. Il penultimo dei mohicani ha un pizzetto bianco e gli occhiali da sole nonostante la giornata nuvolosa. A un trombettista jazz si perdona questo e altro. Il suo appartamento fiorentino, dalle cui finestre sembra di poter toccare la cattedrale di Santa Maria del Fiore, cupola del Brunelleschi inclusa, è uno dei due su dieci non colonizzati dagli affitti brevi. Un’invasione che pochi ormai insistono a negare, con i seimila appartamenti offerti su Airbnb otto anni fa, oggi diventati oltre quattordicimila. Facendo lievitare, in una correlazione che convince il sindaco Dario Nardella, l’affitto medio in città del 42 per cento.

Vuol dire che se pagavate 1.000 euro ora sono 1.400. E avrete probabilmente già traslocato in qualche più abbordabile periferia.

Motivo per cui il notoriamente moderato primo cittadino sembra diventato il centravanti di sfondamento della resistenza contro le piattaforme turistiche. Una specie di Ada Colau sull’Arno (la combattiva ex sindaca di Barcellona) che sin qui ha partorito una delibera che blocca la concessione di nuove licenze per affittare nel pregiatissimo fazzolettino immobiliare della zona Unesco. Delibera che ha fatto arrabbiare la destra, Italia Viva, Confedilizia, i property manager ma ha fatto contenti tutti gli altri. Sarà vera gloria?


Prima di provare a rispondere torniamo sul tavolinetto di Scudieri, lo storico bar davanti al Duomo, con Stefano Bartoli, il musicista accerchiato. «Che problema c’è a vivere tra quasi tutti condomini turisti? Beh, potrei raccontare di Meng e Wang, due studenti cinesi di violino e di canto lirico, che iniziano a suonare dalle nove di mattina e vanno avanti fino a sera, evidentemente settati su altri fusi» ride. «O del condizionatore sotto la mia finestra che sferraglia come un furgoncino e, quando l’ho detto all’amministratore, mi ha messo in contatto con la padrona di casa che però vive a Grosseto, ha altro a cui pensare». Ora, con ipersensibilità tipica della provincia, per cui una carta per terra a Firenze fa più scandalo di un cassonetto esploso a Roma, nessuno di questi incidenti sembra precursore dell’Apocalisse. Però il sentimento che li tiene insieme è lo stesso e Bartoli lo riassume così: «Se c’è un problema a chi scampanello? Perché tra vicini veri sai a chi rivolgerti, mentre con gente che sparisce dopo una settimana dovresti ricominciare ogni volta a spiegare che il portone si chiude, i trolley non devono sbattere contro il muro, e così via».

Il musicista Stefano Bartoli, penultimo residente in un palazzo del centro adibito ad affitti brevi (Luigi Narici) 

Non è un’impressione solo sua se il sindacato degli inquilini Sunia assieme agli attivisti di Progetto Firenze hanno calcolato, in un progetto d’ascolto dal titolo “Questo condominio non è un albergo”, che nei palazzi del centro i servizi comuni tra cui ascensore e svuotatura dei pozzi neri sarebbero addirittura triplicati. Stefano non nega l’enorme fortuna di essere in affitto a 800 euro, in una casa che ne varrebbe 2.000, in quanto amico della proprietaria, ma fa notare come anche il Conad nei paraggi abbia prezzi più alti e il Pam un’offerta a misura di turisti.

La corsa a registrarsi

Resta che la domanda di Airbnb, in città, non è mai stata così forte. AirDNA, che ne monitora il mercato, la include tra le dieci città europee con richieste più in crescita (+38 per cento in un anno), seconda solo a Milano. E a giugno, quando Nardella ha annunciato lo stop alle licenze, c’è stata una corsa furibonda a registrarsi. Come valuta la decisione Grazia Galli, col marito Massimiliano Lensi, mamma e papà di Progetto Firenze? «Quello del sindaco è stato un passettino nella giusta direzione. Se la sua delibera passerà indenne dai ricorsi al Tar di Codacons, Confedilizia e dei property manager, ossia i gestori immobiliari, e non sarà impallinata all’approvazione finale in giunta dai fuoriusciti di Italia Viva, sarà un precedente importante per altri comuni nella lotta all’overtourism». Oltre allo stop alle licenze Nardella ha previsto anche l’azzeramento dell’Imu sulle seconde case, per tre anni, a chi le toglierà dalle piattaforme per affittarle ai residenti. Più il cambio di destinazione d’uso per affittare a breve: «Perché io che ho un solo bagno in casa dovrei pagare lo spurgo come se ne avessi cinque, tipo i b&b? Per sanare quest’ingiustizia vanno applicati diversi parametri perequativi, che cambiano la ripartizione in millesimi delle spese condominiali. Nella delibera c’è anche questo ma la sua sorte si deciderà a maggio, poco prima delle amministrative» dice Lensi. E delle Europee, dove Nardella correrà.

Grazia Galli e Massimiliano Lensi di Progetto Firenze, comitato anti-overtourism (Luigi Narici) 

Ma la città è con me

Piazza della Signoria, all’ora di pranzo di un gennaio freddo ma assolato, è tutta una processione di turisti. Sulla vicina via Tornabuoni Prada, che aveva tre grandi vetrine, sta per fagocitarne altre cinque. Marchi su marchi su marchi. Per un pranzo non sibaritico mi consigliano “I maledetti toscani” che, con uno strepitoso panino mortadella, scamorza e salsa tartufata a tre euro, vince il personale premio Resistere alla gentrificazione. Nardella, con spilla del giglio cittadino appuntata sull’impeccabile giacca verde scuro, parla come se fosse idealmente passato all’eskimo: «Quando ho visto trasformare 20-30 appartamenti al giorno in affitti brevi ho alzato il tiro con la delibera, la prima del genere in Italia. A chi mi accusa di limitare la proprietà privata rispondo: e la proprietà privata di chi vive in centro e assiste alla chiusura di scuole, cinema e altri negozi per cittadini? Io ho deciso di farmene carico e il 65 per cento dei fiorentini è con me». Quanto al passaggio della cedolare secca dal 21 al 26 per cento dal secondo al quarto appartamento, punto forte della riforma Santanché, «non fa né caldo né freddo a chi ha veri patrimoni immobiliari».

Che fare, dunque? «Da Parigi a New York hanno imposto limiti stringenti. Ma il mio modello è Barcellona, dove il comune può bloccare temporaneamente le licenze in zone con pressione turistica troppo forte. Però serve una legge nazionale che lo consenta». Nardella ricorda fiero di quando uno dei tre fondatori di Airbnb è venuto a trovarlo per dire che condivide la preoccupazione sul centro storico. Sarebbe stato lo stesso sindaco il primum movens di un tavolo Unesco per monitorare gli eccessi e trovare accordi con le piattaforme, tavolo intorno al quale nessuno si è ancora seduto. «La sinistra» conclude «ha sottovalutato questi temi. Abbiamo sbagliato ma da sindaco ti rendi conto delle cose e recuperi». E fai diversi calcoli sul nuovo posizionamento elettorale.

Il sindaco di Firenze Dario Nardella (Cge) 

Se c’è uno che non si lascia incantare è lo storico dell’arte Tomaso Montanari che ha appena lanciato una lista elettorale per «liberare Firenze». Concede che la delibera è «meglio tardi che mai, ma rischia di essere troppo poco e troppo tardi, ammesso che la via giuridica sia praticabile». Quanto alla presunta svolta a sinistra del primo cittadino «su quel fronte associazioni, comitati, intellettuali denunciano da anni. Mentre quindici sono quelli da quando lui è a Palazzo Vecchio. E ricordiamo tutti il suo book per gli investitori stranieri: Firenze è stata presentata e governata come merce di lusso».

Parola di piattaforma

Giacomo Trovato, country manager di Airbnb, ha un punto di vista opposto. Liquida l’equazione “più Airbnb uguale affitti più alti” («Troppi pochi annunci, ovvero alloggi disponibili, per un impatto significativo») e anzi, dal momento che «dal 2016 Firenze ha perso 20 mila abitanti che han liberato 10 mila case, l’aggiunta dei nostri 4.000 annunci ha piuttosto limitato il fenomeno delle case vuote».

Il primo problema è che, nel censimento comunale, l’aumento di alloggi offerti sarebbe più che doppio. E la fuga di residenti la metà. Il secondo è che uno dei principali moventi per cui così tante persone, in tutto il mondo, lasciano i centri delle città è proprio trasformare l’appartamento da abitazione a rendita. C’è, insomma, il serio rischio che si scambi la causa per l’effetto, la malattia con la cura. Ciò di cui il manager è convintissimo è che il 2024 sarà l’anno della pace col governo grazie al «Codice identificativo nazionale che faciliterà i controlli. All’aumento della cedolare secca. Cedolare che tratterremo noi poiché il governo ha risolto le difficoltà che ci impedivano di agire come sostituto d’imposta». In particolare su quest’ultimo punto la resistenza di Airbnb è stata strenua. Non perché fosse particolarmente difficile, ma perché la piattaforma non aveva alcun interesse a imbarazzare chi la usava. Pagar le tasse o meno era affare degli host. In ossequio al motto della Silicon Valley: move fast and break things. Finché è possibile correre, corri. Se poi rompi qualcosa ci metteremo d’accordo sul risarcimento. Che i lunghi anni no limits avranno comunque già ammortizzato. Il rischio vero è che quando i penultimi residenti diverranno gli ultimi, la città sarà un’altra cosa. Meno Firenze, più Disneyland.

Sul Venerdì del 2 febbraio 2024

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