✕

Il lato oscuro del Carnevale brasiliano

Una ballerina al Carnevale di Rio. Getty Images 
L’evento simbolo del Paese sudamericano inizia oggi tra samba, paillettes e Red bull. Dietro le quinte, le mani della criminalità e le violenze sulle ballerine. Come ci racconta una di loro
4 minuti di lettura

«Mi ha promesso una posizione di spicco nella sfilata, ma era solo un modo per costringermi ad accettare le sue avance. Il Carnevale era il mio sogno e così ho finito per cedere. Lui ha filmato tutto e ora la mia vita è distrutta». Funziona anche così il Carnevale in Brasile. Non è soltanto una grande festa o, come nel caso di Rio de Janeiro e San Paolo, un vero e proprio torneo tra scuole di samba, con tanto di tifoserie e retrocessioni in serie B. Ma anche l’occasione per episodi di violenza fisica e psicologica come questo. Con la protagonista femminile della storia che diventa oggetto sessuale e, come nel caso di Samia, 34 anni, ex Musa (ballerina principale) di una delle più famose escolas di San Paolo (il cui nome non citiamo perché dopo la denuncia è in corso un’indagine), viene umiliata e ricattata dal presidente della scuola.In una delle estati più calde e meno piovose della storia del Brasile, sul Carnaval che oggi si apre a Rio de Janeiro e in tutto il Brasile le nubi volte…

«Mi ha promesso una posizione di spicco nella sfilata, ma era solo un modo per costringermi ad accettare le sue avance. Il Carnevale era il mio sogno e così ho finito per cedere. Lui ha filmato tutto e ora la mia vita è distrutta». Funziona anche così il Carnevale in Brasile. Non è soltanto una grande festa o, come nel caso di Rio de Janeiro e San Paolo, un vero e proprio torneo tra scuole di samba, con tanto di tifoserie e retrocessioni in serie B. Ma anche l’occasione per episodi di violenza fisica e psicologica come questo. Con la protagonista femminile della storia che diventa oggetto sessuale e, come nel caso di Samia, 34 anni, ex Musa (ballerina principale) di una delle più famose escolas di San Paolo (il cui nome non citiamo perché dopo la denuncia è in corso un’indagine), viene umiliata e ricattata dal presidente della scuola.In una delle estati più calde e meno piovose della storia del Brasile, sul Carnaval che oggi si apre a Rio de Janeiro e in tutto il Brasile le nubi volteggiano eccome.

Sono dense, sinistre, impregnate di quell’indissolubile legame tra samba e crimine, tra festa e peccato che qualsiasi brasiliano più o meno sa, o immagina, ma che spesso il turista non conosce affatto.«Ha registrato un video del nostro rapporto sessuale» continua il racconto Samia «e quando mi sono rifiutata di stare di nuovo con lui e gli ho detto che volevo abbandonare la scuola, ha fatto in modo che quel materiale arrivasse a mio marito. Il mio matrimonio è finito». Samia, il cui corpo è scolpito da anni di allenamento in palestra (del resto: provateci voi a ballare per ore sui tacchi), è originaria di Sao Luis, centro al Nord del Paese conosciuto come “la Atene del Brasile”. Messi da parte i lustrini e paillettes, oggi fa l’imprenditrice nel campo del commercio al dettaglio: ma non riesce a togliersi dalla testa il Carnevale, e la disperazione in cui l’ha portata l’ossessione di farne parte. Non è l’unica: nel quadro dei festeggiamenti del Carnevale, vicende come quella che ci racconta sono piuttosto comuni, anche se non sempre arrivano in tribunale come invece nel suo caso.

Tutti lo sanno

«Non ci sono dati ufficiali sui casi di molestie e ricatti che stanno dietro alla festa» spiega Aydano André Motta, giornalista e scrittore, grande esperto di scuole di samba «ma è innegabile che in questo campo tutto sia molto precario e poco trasparente e dunque possa esserci molta violenza, psicologica e non solo». Al di là dei numeri, per Motta che dietro le quinte del Carnevale, e talvolta persino alla luce del sole, ci sia un mondo oscuro, è un dato di fatto. Lo sanno tutti. Soprattutto a Rio de Janeiro, culla dell’evento più rappresentativo del Brasile, che nei due giorni di sfilate ufficiali (corredate per l’intera settimana dalle feste spontanee del Carnaval de rua) ospita fino a 100 mila turisti e fattura l’equivalente di un miliardo di euro.Nella cidade maravilhosa l’appuntamento più atteso dell’anno è storicamente legato ai bicheiros, sorta di boss che da decenni hanno le mani non solo sulle scuole di samba, ma anche, in alcuni casi, sulle squadre di calcio. La fonte delle loro fortune è il jogo do bicho (gioco dell’animale), una specie di lotteria – non legale ma nemmeno espressamente proibita – che permette di puntare sull’estrazione di numeri legati ad un animale. Un business florido, al costante confine fra legalità e illegalità, che ha garantito a questi “mecenati” potere e approvazione sociale, ottenuti anche corrompendo politici e autorità e spargendo non poco sangue nelle strade delle grandi città brasiliane.Il primo fra i bicheiros a puntare sul Carnevale fu negli anni 80 il leggendario Castor de Andrade, presidente onorario della scuola di samba Mocidade Indipendente, patron del Bangu calcio (che nel 1985 portò dal nulla alla finale del campionato brasiliano) e fondatore nel 1994, insieme ad altri boss, di quella che ancora oggi è uno degli organizzatori ufficiali del Carnevale: la Liesa, la Liga Independente das Escolas de Samba do Rio de Janeiro. E quindi: l’evento-vetrina del Brasile è gestito da criminali acclarati. E da queste parti nessuno ci vede qualcosa di male. «Quello dei bicheiros con il Carnevale è stato ed è un rapporto intenso, e viene considerato assolutamente legittimo», sottolinea ancora Motta. «Anzi, sono stati decisivi per far crescere e professionalizzare il torneo».

Champagne e aragoste

De Andrade, condannato nel 1994 a sei anni (al suo clan sono attribuiti 53 omicidi) ma morto in libertà e per cause naturali tre anni dopo, ha trasformato il Carnevale in una baracconata, in cui prima delle sfilate venivano offerti champagne e aragoste ai partecipanti. Ma soprattutto in un’industria, uno show televisivo sempre più glamour e scenografico.Oggi è ricco e mondano, con starlette e calciatori ad affollare l’ambitissima area Vip del birrificio Brahma, storico partner della manifestazione che quaranta anni fa concesse gratuitamente terreni di sua proprietà per far sorgere il sambodromo realizzato dall’archistar Oscar Niemeyer. Il lato negativo è che la festa è diventata sempre meno attenta alle sue radici e ai messaggi che veicola, e così facendo ha perso il carattere di denuncia, di attenzione ai temi sociali, alle radici africane di buona parte della popolazione brasiliana che invece aveva originariamente.Perduta nei balli e nei costumi, la cura di questi temi resta parzialmente nelle musiche, e in particolare nei testi (samba enredos) che ancora oggi vanno a toccare temi sensibili.A restare è anche il riscatto sociale: nei quartieri popolari il Carnevale è ancora un’importante occasione di crescita professionale per i giovani, che possono specializzarsi non solo nel ballo, ma in tutta la catena di produzione degli atelier diventando sarti, costumisti, truccatori, artigiani o musicisti.

Musica leggera, leggerissima

Del carattere sociale della festa si è ricordata quest’anno una scuola di Rio, il Salgueiro, anch’essa un tempo presieduta da bicheiros, padre (Miro Garcia) e figlio (Maninho) finiti trucidati per regolamenti di conti. Il team ha dedicato il suo enredo alla tribù amazzonica degli Yanomami, decimata – soprattutto sotto la presidenza di Jair Bolsonaro – dalle malattie portate dai garimpeiros, i cacciatori di oro che nonostante i divieti invadono le aree protette della foresta.Una scelta che è anche il segno di un progressivo allontanamento dalla dipendenza assoluta dai bicheiros, che per anni hanno imposto musiche leggere. «Oggi questo legame è sensibilmente diminuito» conclude Motta «il Carnevale si finanzia con la biglietteria, i diritti tv, le sovvenzioni pubbliche e gli sponsor privati». E dunque è più libero nella selezione dei temi: anche se per la verità quando si parla di soldi il piatto piange.I tempi infatti sono cambiati anche qui: le sfilate non tirano più come un tempo, la tv Globo riduce di anno in anno il prezzo che paga per i diritti di trasmissione e anche gli sponsor sborsano sempre meno. A compensare parzialmente le perdite è arrivata la bevanda energizzante Red Bull, che ha da poco firmato un contratto di sponsorizzazione dell’evento: ma per la Liga i conti ancora non tornano. Ulteriore segno che nemmeno il Carnevale è più quello di una volta.

Sul Venerdì del 9 febbraio 2024

Leggi i commenti