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Missione a Napoli per James Bond

Lo scrittore e giornalista Ian Fleming. Getty Images 
ORA D’ARIA. II reportage di Ian Fleming, tra Lucky Luciano e Pompei
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Raymond Chandler, il re dell’hardboiled, era abbattuto, e non scriveva; Ian Fleming gli organizzò un incontro a Napoli con Lucky Luciano. Funzionò; Chandler tornò persuaso che Lucky fosse innocente, incastrato da clan rivali, e pensava a uno spietato testo teatrale su un gangster ingannato – ma gli chiese l’autorizzazione! che non venne mai. Così perlomeno racconta Fleming, che, a Napoli nel 1960 per un reportage per il Sunday Times, volle anche lui incontrare l’ultimo superstite dell’era di Al Capone (nei suoi articoli di viaggio il creatore di James Bond non raccontò prevedibilità turistiche, ma i sottofondi di tredici Thrilling Cities, ora raccolte in un libro da La nave di Teseo).

Non fu facile; tutti in Italia volevano incontrare due persone, Lucky e il Papa. Ma alla fine si combina, nel salone dell’Hotel Excelsior. Luciano è “distinto”, occhi immobili e camicia di seta; manicure e due barbieri: con Fleming e moglie si passano latte e biscotti per il tè, e lui sembra un diplomati…

Raymond Chandler, il re dell’hardboiled, era abbattuto, e non scriveva; Ian Fleming gli organizzò un incontro a Napoli con Lucky Luciano. Funzionò; Chandler tornò persuaso che Lucky fosse innocente, incastrato da clan rivali, e pensava a uno spietato testo teatrale su un gangster ingannato – ma gli chiese l’autorizzazione! che non venne mai. Così perlomeno racconta Fleming, che, a Napoli nel 1960 per un reportage per il Sunday Times, volle anche lui incontrare l’ultimo superstite dell’era di Al Capone (nei suoi articoli di viaggio il creatore di James Bond non raccontò prevedibilità turistiche, ma i sottofondi di tredici Thrilling Cities, ora raccolte in un libro da La nave di Teseo).

Non fu facile; tutti in Italia volevano incontrare due persone, Lucky e il Papa. Ma alla fine si combina, nel salone dell’Hotel Excelsior. Luciano è “distinto”, occhi immobili e camicia di seta; manicure e due barbieri: con Fleming e moglie si passano latte e biscotti per il tè, e lui sembra un diplomatico fin quando inizia a parlare: «C’è un tale che le ho detto che sta cercando di incastrarmi, questo tizio del Narcotics Bureau. Ne ho le prove, confermate da questo giudice di Palmi e di Catania che è dove si tiene il nuovo processo. C’è questo sindaco che è stato ammazzato e dicono che sono stato io e anche un rapimento a Tangeri e gente che neanche so chi sia e questo figlio di puttana» (pausa) «con rispetto parlando, questo qua dice che io sono coinvolto», eccetera.

“Minchioni”. Come si fa a vivere rispettati a Napoli, dove tutti sanno i segreti di tutti? La mafia? Italiana? Tutte balle di cui parlano i giornalisti. «Simpatizzammo», commenta Fleming, che caldeggiò l’idea di Luciano di creare cliniche per drogati («con molte entrate, così non ti vedono») con dosi gratuite e decrescenti; ma perché, gli disse Ian, non scrivere le sue memorie? Chi le leggerebbe, si esime con modestia Lucky – giusto forse «le cose peggiori della mia vita».Fleming è scozzese, ha fatto la guerra e sull’Italia ha qualche britannica prevenzione (che baccano! E l’eccesso di rumore e di gesti, «oscuramente collegato alla virilità»). A Capri, per esempio, Ian consiglia il ristorante da Pietro, tenuto da una scozzese, e la Canzone del Mare della cantante inglese Gracie Fields. A Pompei, alle porte del famoso lupanare, lo scrittore si imbatte in un «fenomeno locale: un custode assolutamente incorruttibile». Costui si rifiuta di far entrare sua moglie, costretta a restar fuori insieme a una signora francese. Il marito trova «infantili» le immagini e le iscrizioni scurrili illustrate dal custode. «Merde, alors!» protesta, raggiungendo le mogli indignate.

Sul Venerdì del 9 febbraio 2024

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