Natalia Aspesi: che cosa c’è nell’armadio di Giorgia Meloni
Natalia AspesiPer scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.
La mia domanda è (forse) banale e forse interesserà a pochi: ma quanti vestiti possiede la nostra Presidente del Consiglio? Cordialissimi saluti
Sergio Cereda
Ecco una bella domanda. Pensi quando avevamo poveri presidenti maschi sempre in blu o nero o se erano di tipo sportivo, in grigio! Ma adesso c’è una signora, e una signora è fatta anche di vestiti. Io devo dirle che ho visto Miss Meloni bella e regale una sola volta, quando l’anno scorso, per la prima della Scala, aveva un magnifico abito lungo di seta nera, di un grande stilista, ed era un modello di Giorgio Armani. Prima e unica volta in cui era davvero elegante. Se dovesse tenersi gli abiti che mette normalmente, alla fine del suo mandato dovrebbe comprarsi una nuova casa per contenerli tutti. Fortunatamente, credo, le vengono imprestati. Ci sono due donne che hanno esaltato la moda del loro Paese, la principessa Diana e l…
Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.
La mia domanda è (forse) banale e forse interesserà a pochi: ma quanti vestiti possiede la nostra Presidente del Consiglio? Cordialissimi saluti
Sergio Cereda
Ecco una bella domanda. Pensi quando avevamo poveri presidenti maschi sempre in blu o nero o se erano di tipo sportivo, in grigio! Ma adesso c’è una signora, e una signora è fatta anche di vestiti. Io devo dirle che ho visto Miss Meloni bella e regale una sola volta, quando l’anno scorso, per la prima della Scala, aveva un magnifico abito lungo di seta nera, di un grande stilista, ed era un modello di Giorgio Armani. Prima e unica volta in cui era davvero elegante. Se dovesse tenersi gli abiti che mette normalmente, alla fine del suo mandato dovrebbe comprarsi una nuova casa per contenerli tutti. Fortunatamente, credo, le vengono imprestati. Ci sono due donne che hanno esaltato la moda del loro Paese, la principessa Diana e l’attuale principessa del Galles. Quest’ultima non si sa come faccia ad essere così sottile, senza stomaco, senza fianchi, vista di profilo una meraviglia, fatta per essere più regina di quanto lei si è guadagnata. La signora Meloni si cambia necessariamente tuttii giorni, per sembrare più carina e sempre in ordine, quando nella giornata la mattina si trova in Nigeria e il pomeriggio a Cuba, senza possibilità di rimettersi in sesto. Non ha voluto stilisti noti, pare che i suoi abiti siano fatti da quelle che un tempo si chiamavano sartine, gente che arrivava di casa in casa una volta al mese, per sistemare i vecchi abiti. Una mossa intelligente perché davvero non verrebbe a nessuno in mente di avere i suoi cappotti bianchi o i suoi gilet neri. Di sicuro neppure le più devote vestiranno come la signora Premier.
Un esame psicologico per i politici villani
Non so Lei, sono arcistufo di sentire storie sempre più volgari e sempre più sessiste da chi ci amministra e mi riferisco al Tal dei Tali (nemmeno lo nomino). Io penso che la Politica ovvero il Parlamento debba subito intervenire per cacciare via per sempre dalla scena pubblica questi facinorosi, fanatici e fantozziani (con tutto il rispetto del grande Paolo Villaggio), dei quali non sappiamo più che farcene. Insomma, per essere eletti ci vorrebbe come minimo una lettera, un certificato di ottima condotta e un esame psicologico per vedere se è sano di mente, se comprende il tempo in cui vive e se è capace di relazionarsi agli altri nel suo mero servizio di pubblico impiegato. Ma questo esame andrebbe fatto a tutti, dal semplice vigile urbano al presidente della Camera e anche della Repubblica, con l’aiuto di giudici e costituzionalisti integerrimi che potrebbero dare un voto alla fine o persino un semplice like. Grazie
Luigi Lamberti
Lei dice Tal dei Tali, perché? Perché se lei è arcistufo di un villano, per di più, da quel che capisco, con carica pubblica, io non devo saperlo? Lei mi deve scusare e la prego davvero di farlo, se tutto ciò che ci fa orrore resta non detto, quando ci libereremo da questa gente che ci comanda e ci porterà chissà dove? Pensi che strano, tanti anni di quasi democrazia, e dico quasi, e abbiamo imparato a tenere per noi il nostro giudizio, anche il più negativo. Lei sa benissimo che la cosa che lei si augura non avverrà mai, tanto più da quando il potere l’ha preso chi da troppo tempo lo sognava senza mai arrivare a conquistarlo. Sono certamente le persone meno preparate, più vecchie, più relegate nel passato, più ansiose di tornare a ciò che non li spaventa, dove tutto è già stabilito, i cattivi, i buoni, i cattivi che pensano al futuro, i buoni che pensano al passato. Quindi: non immagini ciò che è solo un inutile gioco di parole e immaginiamo che il Tal dei Tali abbia un nome,e con quel nome sia mandato a casa.
Ma quali colpe tremende avrà mai Ilaria Salis?
Molti anni fa, con un gruppo di amici, per l’assassinio di Lumumba, presidente del Congo, cui ebbero parte attiva gli Usa, stampammo un manifesto che titolava: ”Anche il sangue dei neri è rosso”. Ormai solo, vorrei scriverne un altro: “La sofferenza per ingiustizia è uguale per tutti, anche per Ilaria Salis”. Questa persona è detenuta in un carcere di massima sicurezza ungherese, senza processo, con accuse a primo avviso pretestuose. Mi chiedo: che cosa sta succedendo ai media, ai politici, ai propugnatori dei diritti dei detenuti, ai corteisti e fiaccolatori di professione o a comando, alle femministe? Questa detenzione avviene in Europa, in una nazione della comunità, e tutto tace. Se ciò accadesse in un Paese straniero, ci sarebbe una sollevazione popolare. L’amico Orbán non si tocca, forse incarna un sentimento comune, ben celato dai benpensanti e che lui esprime molto bene anche a nome nostro.
Pier Giorgio Ferraris
Avrà visto come almeno qui in Italia il Caso Salis abbia riempito i giornali. Non leggo giornali di destra perché adorano le fantasie, non ho ascoltato Salvini che ormai parla a se stesso, e mi sono solo chiesta: ma questa gentile signora deve avere accuse gravissime, tipo aver ucciso una gran quantità di uomini tanto da essere tenuta legata come un energumeno pazzo, poi, forse temendone gesta inconsulte, l’han fatta sedere accanto a un uomo in divisa che solo a guardarlo fa paura. Di cosa sia accusata non si sa davvero, pare un assalto a orrendi neonazisti, niente morti ovvio ma non so, forse evirazione! Le vittime pare si siano ritirate e con tutte le loro cose a posto. Ma si sa come la pensa Orbán, se gli toccano un neonazista lui perde la trebisonda e vuole vendetta- vendetta, penso io. Adesso anche la signora Meloni dovrà occuparsene, e sempre senza sapere cosa ha fatto di terribile la maestra di Monza. Mi pare che stiamo precipitando, e in fretta, verso l’ignoto.