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L’Uganda cerca giustizia: da troppo tempo

Thomas Kwoyelo dell'Ugandese Esercito di resistenza del signore Getty Images 
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La giustizia, nel caso di Thomas Kwoyelo, ha tempi così lunghi, ma così lunghi, che alla fine molti dubitano si possa parlare di vera giustizia. Arrestato nel 2009, attraversata un’interminabile fase istruttoria Kwoyelo sta finalmente comparendo davanti ai suoi giudici in queste settimane, dopo quindici anni che ha trascorso tutti in prigione. La prossima udienza è fissata per il 19 febbraio. E sì che di giustizia ci sarebbe un disperato bisogno: i crimini di cui è accusato sono quasi ottanta e tutti terribili, crimini contro l’umanità, spaventose violenze di guerra. Uccisioni, stupri, bambine rapite e ridotte in schiavitù sessuale, ragazzini costretti a impugnare il fucile e a combattere. Lui si dichiara innocente.

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La giustizia, nel caso di Thomas Kwoyelo, ha tempi così lunghi, ma così lunghi, che alla fine molti dubitano si possa parlare di vera giustizia. Arrestato nel 2009, attraversata un’interminabile fase istruttoria Kwoyelo sta finalmente comparendo davanti ai suoi giudici in queste settimane, dopo quindici anni che ha trascorso tutti in prigione. La prossima udienza è fissata per il 19 febbraio. E sì che di giustizia ci sarebbe un disperato bisogno: i crimini di cui è accusato sono quasi ottanta e tutti terribili, crimini contro l’umanità, spaventose violenze di guerra. Uccisioni, stupri, bambine rapite e ridotte in schiavitù sessuale, ragazzini costretti a impugnare il fucile e a combattere. Lui si dichiara innocente.

Le vicende risalgono alla fine del secolo scorso e all’inizio di questo, in Uganda. L’Esercito di Resistenza del Signore, Lord’s Resistance Army in inglese, una banda armata dalle confuse motivazioni e dagli ancor più indecifrabili obiettivi, seminò il terrore nel Nord del Paese. Per anni a Gulu, il capoluogo dove ora si svolge il processo, ogni sera nelle vie si sono affollate migliaia di bambini venuti dai villaggi a passare la notte, per sfuggire alle razzie umane di quei tagliagole. Poi l’Esercito del Signore varcò i confini, spostandosi in Repubblica democratica del Congo e in Repubblica Centrafricana. Oggi di fatto non esiste più. Il suo capo, Joseph Kony, latita in qualche remota foresta con un pugno di fedelissimi. Storie oggi lontane, tanto che l’Uganda ha promulgato un’amnistia: ma non per Kwoyelo.

Lui dice di essere una vittima, catturato dodicenne mentre stava andando a scuola e trasformato in macchina da guerra. I testimoni saranno molti, mossi anche dalla speranza di un indennizzo tardivo.

Sul Venerdì del 9 febbraio 2024

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