Katherine Mansfield, in fuga per la letteratura
di Daria Galateria«I, literature» («io, letteratura») proclamava in sintesi Katherine Mansfield in famiglia: poteva sì diventare una brava scrittrice,ma «in Inghilterra, altrimenti no». L’Inghilterra distava quaranta giorni di navigazione dalla sua Nuova Zelanda, dove il mare ha sfumature color pavone, e in classe c’è una ricca principessa maori, Maata Mahupuku, e altre ragazze (“e ora arriva lei – e io stretta a lei, sono una bambina, una donna e più di un mezzo uomo”, scrive Katherine nel diario). La famiglia (alta società coloniale) la manda a studiare a Londra con le sorelle, nel 1903; in nave hanno guanti e stivaletti allacciati. Katherine in matematica prende 0, ma si innamora del violoncello e di un allievo del corso, Tom, e acquisisce, per sempre, la devozione, non ricambiata, di Ida Baker.
Rientrata a casa, scalpita: «Devo tornare a Londra, so che avrò successo»; e a 20 anni riesce a convincerei genitori; riparte con solo il violoncello. Prova a ricontattare Tom, che la ignora, e lei ripiega s…
«I, literature» («io, letteratura») proclamava in sintesi Katherine Mansfield in famiglia: poteva sì diventare una brava scrittrice,ma «in Inghilterra, altrimenti no». L’Inghilterra distava quaranta giorni di navigazione dalla sua Nuova Zelanda, dove il mare ha sfumature color pavone, e in classe c’è una ricca principessa maori, Maata Mahupuku, e altre ragazze (“e ora arriva lei – e io stretta a lei, sono una bambina, una donna e più di un mezzo uomo”, scrive Katherine nel diario). La famiglia (alta società coloniale) la manda a studiare a Londra con le sorelle, nel 1903; in nave hanno guanti e stivaletti allacciati. Katherine in matematica prende 0, ma si innamora del violoncello e di un allievo del corso, Tom, e acquisisce, per sempre, la devozione, non ricambiata, di Ida Baker.
Rientrata a casa, scalpita: «Devo tornare a Londra, so che avrò successo»; e a 20 anni riesce a convincerei genitori; riparte con solo il violoncello. Prova a ricontattare Tom, che la ignora, e lei ripiega sul fratello gemello Garnet; dieci anni prima del charlestone di Chanel si taglia i capellida ragazzo (Eton crop), ha una grossa frangetta, colori e profumi forti; per vivere balla e canta nei bar; il romanzo su Maata non procede. La scrittura nascerà in Baviera. È successo che è rimasta incinta; si è sposata di corsa (tutta in nero) con uno spasimante di 30 anni; la notte lei si rifiuta, e al mattino scompare. La madre, che è di confessione battista, accorre (sempre sei settimane di mare, e rincuorandosi al pensiero delle tre figlie vergini che ha lasciato a casa, come riflette la francese Henriette Levillain nella sua sensibile biografia, edita da Flammarion). La signora Mansfield va dal genero, che le spiega quello che è successo così: forse Katherine è legata a Ida Baker (che in effetti le sta sempre incollata). Allora la signora va dal padre di Ida, che è colonnello, e gli consiglia di mandare la sua ragazza alle Canarie; lei da parte sua prende Katherine e la porta a partorire discretamente in Baviera. Ed è lì, nella pensione di Bad Wörishofen, che nasce la scrittura (purtroppo non il bambino): la Mansfield concepisce delle satire sui pensionanti, e un bel polacco, Sobienowski, la inizia a Cechov – forse sono i racconti, il taglio breve, la sua misura. Infatti – grazie ai contatti del marito, che a Londra la ospita (beninteso, in camere separate) – le satire escono sulla rivista modernista New Age del geniale direttore Alfred Richard Orage – lo chiamano “Orage/no wage”, niente compensi: però ha riconosciuto il talento della ragazza. Nel 1911 esce il primo libro di Mansfield, col titolo Una pensione tedesca.
Sul Venerdì del 23 febbraio 2024